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Una storia di Morena

LUI

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2 minuti

Pubblicato il 09 gennaio 2019 in Storie d’amore

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La tensione era nell'aria.

Tutto precipitò a causa di un po' di latte versato sul pavimento appena pulito.

Un piccolo incidente che quel giorno causò il finimondo. Volarono parole grosse urlate a vuoto, perché lui con la sua solita flemma si era girato ed era sparito.

Era sera inoltrata, era il suo compleanno, ed era sola.

Si consumava gli occhi davanti alla finestra, cercando di vederlo in strada.

Lo avrebbe chiamato con voce dolce, per fargli capire che non era arrabbiata e lo avrebbe atteso trepidante sulle scale, come era solita fare e lui l'avrebbe ricompensata con quel suo sguardo amoroso che riservava solo a lei.

Con la mente andò al loro primo incontro. Era stato quello sguardo a richiamare la sua attenzione,un paio di grandi occhi ambrati che non la perdevano di vista.

Lui l'aveva seguita fino al portone di casa, poi si era fermato in attesa di un cenno che non era venuto. Nei giorni successivi si era ritrovata a pensarlo, ad attendersi con emozione di incontrarlo, stupendosi del senso di delusione che la coglieva quando questo non succedeva.

Poi una sera, lucida di pioggia e grondante malinconia, lo aveva scorto in strada e con un audacia che non credeva di possedere l'aveva chiamato e non resistendo alla muta richiesta di quello sguardo, lo aveva fatto entrare in casa.

Avevano cenato e anche giocato un po' incominciando a conoscersi e la mattina dopo. la donna a ore arrivando li aveva trovati così,vicini nel letto addormentati.

Non avrebbe mai scordato l'occhiata di truce rimprovero di quella vecchia bigotta, alla quale aveva risposto con un lungo languido sorriso di soddisfazione.

L'idillio creatosi tra loro era continuato, spazzando via il grigiore di quella vita solitaria, alla quale era costretta ma mai rassegnata. Lo amava di un amore tranquillo, lasciandolo libero di andare e venire, rispettando quel suo carattere selvatico, senza porsi domande su dove andasse,chi frequentasse, beandosi a ogni ritorno, di quella speciale certezza che ancora una volta lui era lì perché aveva scelto lei e lei sola.

Un lieve raspare alla porta le fece saltare il cuore in gola. Era lui, era tornato.

volò, per quello che le consentirono le sue vecchie gambe di ottantenne,ad aprire la porta.

Il pelo arruffato e spelacchiato, reduce da chissà quali avventure, non la guardò, si diresse veloce verso la ciotola che trovò colma di cibo gustoso e solo dopo averlo divorato, con la solita voracità, andò a cercarla. Vicino alla poltrona dove era seduta si fermò fissandola e attese.

lei lo guardò, lui capii, le balzò in grembo e cominciò a ronfare.



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