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Una storia di BeppeGVida

Sembra letteratura…

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Pubblicato il 22 maggio 2020 in Altro

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In copertina: opera di Misterluna, dal titolo "il quinto giorno della creazione", misure 300x170, collezione privata


Sono giorni che passano lentamente. Anche per chi ama volgere al passato, uno sguardo, per mutuare, per trovare conforto, per lenire sofferenza di cui non ha memoria, solo la sensazione; non può averla perché le nostre generazioni di ultra cinquantenni o poco più, non eravamo presenti nel 1918 e 19 al tempo della spagnola o in altre epidemie che gli addetti alla salute pubblica, avevano, per tempo, preparato le difese. Influenze passate pressoché senza clamore, senza paure, quasi non accorgendoci del pericolo che abbiamo scongiurato.

A noi manca completamente il senso di tragedia? La tragedia è un monito antico. La storia, in ogni epoca, l’ha rappresentata, non quella vereconda, quella letteraria. spesso nella teatralità della vita, con connotazioni verosimili all’ignoto, come un avvertimento immanente.
Allora che la scienza non era come la conosciamo noi, si affidavano alla chiromanzia affinché, un barlume facesse intravvedere se un viaggio fosse prudente rimandarlo, un consulto anch’esso poteva essere illustrato con oscuri presagi…

Oggi siamo, con buon senso civico, in casa. Usciamo sull’uscio facendo pochi passi, mascherati, come a carnevale, annusiamo l’aria che odora, come mai in passato, nel nostro passato, quello delle nostre vite; di erba appena tagliata o, come quado piove l’odore della terra appena bagnata. Odori dimenticati.

Libri, libri, computer, telegiornali, ginnastica, scrivere delle annotazioni dei giorni passati in casa. Ci accompagna tanta speranza che presto sarà finita, questa quarantena. Probabilmente, quando non sarà obbligatoria, saremo noi che ce la imporremo, per prudenza, e perché la tragedia antica s’è insinuata nel nostro intimo, e non la scacceremo più…?

Quante riflessioni vengono e vanno. Gli eroi di ieri, si pensava o erano esaltati ho avevano un senso ideale di difesa di una bandiera di un pensiero radicato sin da bambino, già con la famiglia, la scuola, le istituzioni: Croce Rossa, Dante Alighieri altre… un po’ di plagio…? Ora gli eroi possono solo essere coloro che spontaneamente per un senso del dovere sono nelle corsie degli ospedali, negli sportelli che ascoltano il pubblico, nelle casse dei supermercati ovunque ci sia pericolo di contagio. Le case protette per anziani, come quando riapriranno gli asili per piccini.

Sono in casa ininterrottamente dal 9 febbraio. Oggi è il 9 aprile: sono 60 giorni. Uscirò domattina; mi intratterrò un’ora per un percorso di un chilometro circa. Poi rientrerò e attenderò paziente con il mio tran tran in attesa di aventi.
Certamente se ne uscirò indenne da questa tragedia che si sta consumando giorno dopo giorno, sarò “un uomo nuovo” lo sento.

Vivo in Emilia Romagna in un paese dell’hinterland bolognese, ben gestito, le strade del paese linde; amministrativamente non si può chiedere di più. Una Giunta presente per i bisogni degli anziani e non solo… Siamo assistiti prima che avvertiamo il bisogno di esserlo: Più di così…
Scrivete all’editore come vivete questo momento, che avrà un denominatore comune ma varierà per ognuno di noi…


Autore Beppe G. Vida
09 aprile 2020


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