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Una storia di DomenicoDeFerraro

SAN VALENTINO BLUES

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2 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2019 in Poesia

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SAN VALENTINO BLUES




La musica attraverso l’anima , verseggiando, la solleva dal male , dall’invidia , infingarda

nel caldo abbraccio tra baci e carezze, speranze lontane perdute nella comune sofferenza.

Lo core fa bum bum, in petto, si ammoscia, scurnuso , fiorisce sopra la vergogna , si fa creature , diavulillo si fa piccirillo, figlio della lupa , figlio di giorni senza faccia e senza corna.


Le preghiere s’elevano nell’immutabilità del tempo che passa e giunge in questo cuore afflitto nel fluire nell’idea che si conforma all’essere . Amore solingo solitario , amore che sogna di nascosto . Che oscuro ed impervio nell’alito di vento si dissolve per giungere in luoghi irraggiungibili

su monti e valli in miseri paesi ,città affollate fin dentro il cuore

d’ ognuno. Un divenire , un fluire nella propria intimità ,sussurrando caduche frasi d’amore .

Tempo che racchiude in se tanti eventi pubblici e privati da cui emergono esseri che litigano ,si cercano ,s’amano ,s’odiano , cantano ,combattono , lavorano , muoiono .


Amore e morte due facce , due occhi , due corpi che corrono verso un precipizio , aggrappati ad una tenera passione ad una solitudine interiore che raminga diviene ciò che si desidera divenire. Un ricordo che racchiude un tenero disegno , un anima migrante un occhio che osserva dal buco della serratura. E tutti sono fuori la chiesa in attesa della sposa. In attesa che scendono dal cielo angeli e cherubini , una gioia raminga , grandi pensieri , grandi passioni che attraverso se stessi nel silenzio s’imbizzarriscono , scemano , scuotono le genti, scuotono gli animi . Felice questo cuore palpita , salta lo steccato, chiede d’entrare presto in paradiso , un ricordo , un tempo per uccidere per ridere intriso nel sangue che scorre con la febbre del sabato sera.



Ed il vivere si bagna del sangue dei santi che hanno macchiato questa terra, fatto nascere questo fiore , reciso nelle sue radici , pendulo nell’aria amorfa, fermo nella forma di un dialogo interreligioso in questo andare , oltre ogni dubbio, oltre ogni dire , si è perduti oltre il tempo, trascorso, oltre il male che attanaglia l’animo.



Dormono in calde alcove le mogli o chiuse in macchina le giovani coppie s’abbracciano davanti a un estatico panorama . La città cangia colore , s’apre a dolci meraviglie. Fioche passione sbocciano , rosse rose macchiate di sangue innocente. Una goccia cade da una profonda ferita , goccia di sangue

che scorre insieme ai propri sogni, desideri , poesie , epilessie , vecchie canzoni d’amore . Nuovi amori s’affacciano all’orizzonte, timidi , incompresi presi dal fremito dall’atto che precede l’atto logico ed ignari di ciò che siamo diventati . La poesie tinge di rosa il mondo che cambia ed invecchia sempre più ed il cielo notturno sorride tra sé illuminato da una luna elladica incantevole a vedersi nascosta dietro

un efebica nube.



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