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Una storia di DomenicoDeFerraro

Questa storia è presente nel magazine LA FILOSOFIA NAPOLITANA

UN NOME UNA VITA

IL FIGLIO DI AHMED

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15 minuti

Pubblicato il 26 settembre 2020 in Humor

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Racconto Demenziale Anno 2002



In una piccola casa affacciata su di una ampia piazza. Tra vicoli stretti ,lunghi ,affumicati , vicoli ciechi , senza nuvole che sostano sopra la testa ,senza sole , dov'è la voce nasce, mesta e muore in un dolce canto. In questa umile abitazione , vi abitava la famiglia Russo, una famiglia ove tutti avevano rossi i capelli. La prima figlia del signor russo assai smemorato, affetto da pregressa demenza senile si era sposata un uomo di colore . Quanto accadde , la notizia fece il giro del quartiere . Pettegolezzi e maldicenze si sparsero nelle case del quartiere a ridosso della metropoli , la notizia apparve per fino sul giornale locale. Lei rossa di capelli , lui nero come la pece , una coppia assai singolare che divenne in poco tempo leggenda. Il colore della pelle si tramutò nello scorrere del tempo , in un desiderio sensuale di frasi e sortilegi che irraggiarono con l’andare del tempo di luce tutto il quartiere.





Stamane mi è nato un nuovo nipote, un bimbo di colore nero , che ride al sole della vita , un piccolo batuffolo , un bimbo che balla nella sua culla ,lontano dal male del mondo. Mia figlia si è innamorato di Ahmed un congolese , un bravo ragazzo che lavora nel supermercato , sotto casa , fa il fattorino , un tipo assai allegro, con un sorriso bianchissimo, un nero tra tanti neri, proveniente dal centro africa. Precisamente dal Congo a volte mi sembra un orango a volte un angelo nero a guardarlo bene è un pezzo di ragazzo , alto due metri, sempre cordiali con tutti . La gioia della nascita ha scacciato via tutto le dicerie , la questione d’essere un italiano purosangue o un africano belligerante della tribù del Congo. Lidia mi figlia, mi ha detto d'andare al comune a registrare il nome di mio nipote. Il piccolo mi somiglia assai anche se è nero , sgambetta nella culla e già sa dire bau , bau .

Mi ha detto mia figlia Lidia

Papà fammi il piacere , qua son tutti presi dal da fare e dall' entusiasmo del nuovo arrivato. Vuoi andare al comune ad informare quali documenti occorrono all'ufficio per registrare il bambino.

Va bene, gli ho risposto, però non voglio fare assai tardi,

stasera gioca la mia squadra di calcio.

Non preoccuparti il comune è qui vicino

Si , ma ci sono trecento scalini da fare

Ti preparo un panino

Va bene , ho risposto vedrò, di fare presto.

Non prendere la scorciatoia , vai diritto non ti puoi sbagliare

Faccio una breve sosta da Pietro

Non tirare troppo la corda

Che tirare, quello non ci vede

Chi ?

Pietro

E diventato cieco

Non ci sente, neppure più bene

Quanto mi dispiace salutamelo

Non preoccuparti

Sono uscito di casa prestissimo , non mi sono preso neppure un caffè , ho dimenticato nella fretta gli occhiali sul comodino, ma purtroppo la memoria mia , assai vacilla . Giunto ad un bivio non ricordo, esattamente dove si trovava l'ufficio ove ero diretto. Giro e rigiro , mi fumo una sigaretta, mi gratto il capo ,mi metto a pensare , domando , sapete indicarmi gli uffici comunali ?

Mi risponde un passante, uno strano tipo, smilzo con una faccia da schiaffi.

Vada , laggiù in fondo sulla vostra destra.

Grazie per l’indicazione

Non sbagliate strada

Perché, credo che io sia scimunito

Non credo , ma tutti quelli che vanno al comune sono scimuniti

Questo è denigrare il prossimo

Mi offende ?

Come si permette

Io mi permetto , io non tollero

Lei non tollera , allora non le dico nulla

Ero quello che volevo

Mettiamoci una pietra sopra

Non voglio

Non mi lasci qui , non ricordo dove andare

Chiami un vigile

Un vigile e come trovare un ago in un pagliaio

M'avvio , pensando , con quale nome questa creatura dovrà chiamarsi . Io mi chiamo Vincenzo, mio padre si chiamava Antonio e mio nonno , si chiamava Vincenzo e pure il mio bisnonno si chiamava Antonio , ma perché questa creature non lo mettono nome Vincenzo. No, uno strano nome che io non riesco neppure a pronunciare bene. Lo voglio chiamare Jonathan , il nome m'inquieta assai , confesso non mi mette di buonumore . Certo il bambino e figlio a loro , son loro che decidono, quale nome quest'anima di Dio dovrà portare.


Cammino sotto il sole , barcollo , vaneggiando , mi fermo a guardare le vetrine intanto il tempo passa e quasi mezzogiorno così di riflesso Vincenzo invece d'entrare negli uffici anagrafici senza volerlo , entra in una pizzeria a saziare la sua fame.



Un nome ha sempre un significato insito e vogliassi dimostrare che ogni nome rappresenti qualcosa d'importante , riconduce sempre alla storia in cui è nato . Vincenzo entra quasi zoppicando nella pizzeria , convinto che troverà qualcuno che l’aiuti ad arrivare al comune . Purtroppo per lui smemorato come è non riesce a ricordare il prima ed il dopo, neppure cosa dovrà dire all’ufficiale giudiziale per la registrazione del nascituro.

Entra Buongiorno .

Buongiorno risponde il pizzaiolo

Ditemi , buonuomo ,come vi posso aiutare ?

Chiedo scusa , potrebbe indicarmi dove dovrei registrare il nome ed il cognome di mio nipote da pochi giorni nato. Il pizzaiolo vorrebbe ridere ,poi visto la confusione del vecchio sta al gioco per capire dove si va a finire.

Ho scritto qui il nome dovrei dichiarare la sua nascita

Ma questo è una pizzeria non l’ufficio anagrafico

Veramente mi ero accorto di questo, ma sa la fame mi ha spinto qui da lei

Non capisco l’equivoco , prego si accomodi

Vediamo, forse posso aiutarla ad uscire da questa pizzeria

e mandarla a quel paese.

No , paese, io cerco il comune.

Il comune dista cento metri in linea retta ci va lei o la mando io a calci.

Meglio che ci vada io con i miei piedi

Ecco, bravo adesso se vuole può sedersi e mangiarsi una buona pizza.

Ma questa è una pizzeria , sembrava il comune.

Una pizzeria è una cosa seria dunque.

Certamente, facciamo pizze di tutti i generi e dai diversi nomi

Un nome , ecco, cerco il nome giusto da dare a mio nipote .

Ma chiamarlo come una pizza sarebbe imbarazzante.

Una pizza è una pizza , non è una pazzia.

Forse la pazzia mi ha preso la mano

Bene sedetevi e mangiatevene una qui sono buonissime

Se mi seggo dopo, mi aiuta ad arrivare al comune

Signore il comune è dietro l’angolo

Allora ci vado subito

Stia calmo non si agiti , si pulisca il naso , vi cola

prendetevi tutto il tempo che volete io non vado di fretta.

Son qui ad ascoltarvi ed aiutarvi .

Toglietemi la curiosità come lo volevate chiamare questa creatura ? Giovanni , Pasquale , forse Baldassarre?

Se fosse per me lo chiamerei pinocchio, ma la mamma non credo sia d'accordo , con un nome così figuratevi la gente correrebbe subito al banco lotto a giocarsi i numeri vincenti . Fatemi un piacere , vi do il mio telefonino , chiamate mio genero . Ecco questo è il suo numero di telefono ,voglio sentire che dice a tal riguardo.

Il pomeriggio è lungo , ed il vecchio diventa sempre più irrequieto . Il pensiero di giungere, presto al comune lo conduce a credere che tutto può essere un nome , che la vita non vale un nome da dare per una vita spesa a cercare il senso dell’essere. Un nome definisce la follia e la memoria del passato , parte del nome che diamo alle cose . Ma le cose non sono persone neppure burattini, tantomeno cartoline postali. Un nome è una vita e la vita è un nome . Il senso di raccontare che non comporta onore , m'onora questa vita in cui si vive e si sussegue nel credere che un nome può essere giusto , poiché un nome ha Dio nella sua immensità , un nome ed un essere che racchiude , tutta la storia e la vita di ognuno.

Ora mi verrebbe di chiamare mio nipote Lucignolo .


Ma voi che dite, lo volete chiamare con codesto nome.

Che nonno voi siete, senza amore per suo nipote. Un nome è un marchio sulla pelle. Non dite baggianate, mi sembra che voi esagerate nel volere mettere questo nome così volgare a codesto povero figliolo.


Lo penso anch’io, mo’ chiamo la mamma a mi faccio

dire cosa fare esattamente.


Mi scusi signore lei si è reso conto questa è una pizzeria non è l'ufficio anagrafe , avete sbagliato palazzo, quello che voi cercate si trova un poco più avanti a duecento metri lungo codesta strada.

Io vi ringrazio della vostra pazienza , dovete scusarmi per i miei vaneggiamenti , forse dovuti in parte alla fame che bussa alla mia porta. Io ammetto, non ci capisco nulla, sarà la vecchiaia che pesa sulle mie spalle.

Vi son grato della vostra disponibilità,

fatemi il piacere portatemi tre quarti di vino ed una gassosa.

A vostra disposizione .

Spero tutto si risolvi dopo aver mangiato

Non fatevi il sangue amaro

Sarà, ma non sono in vena

Sarà la febbre

Io non ho febbre

Sarà il pensiero per suo nipote

Mi rimane solo il crucio come un aglio bruciato sopra ad una pizza come dovrò chiamare codesto bambino ?


Intanto la famiglia del povero smemorato se già messa alla ricerca di lui . Lo cercano dovunque in ogni luogo , in ogni nosocomio in cielo in mare ed in terra in ogni luogo si grida al lupo al lupo. Dov’è Vincenzo , dove andato a finire, si fosse nascosto sotto la sedia, si fosse buttato a mare, in veste di pesce Alle quattro del pomeriggio ad Antonio un amico di famiglia gli viene in mente di cercarlo dentro la pizzeria. La seduto Vincenzo innanzi ad un bicchier di vino, impugnando un calice di cristallo , con stretto tra le dita una sigaretta trovata li per terra gettato dal pizzaiolo in momento di stizza. Perché una pizza non gli riuscita bene. Parla delle sue passate avventure di quando immigrato in Germania nel cinquantasei con moglie e figli lavorava in fabbrica e non sapeva parlare bene tedesco.


Vincenzo ti stiamo cercando ovunque , tu qua stai, a casa sono preoccupati . Tua figlia è disperata.

Chi sa quale nome avrà dato a questo figlio mio. Dice.

Che nome hai dichiarato all' ufficio anagrafe?


Antonio ma tu fossi scemo, mi hai preso per un rimbambito, ti credi che io sia ubriaco, io un bicchiere di vino mi son fatto, va bene due anzi tre, ma son perfettamente lucido, guarda, la mano non trema e mi reggo in piedi su una sola gamba. Ma che successo a casa , veramente sono preoccupati, tu mi fai stare in pensiero, mi hai messo un inquietudine addosso.

Corri a casa , digli che tutto a posto.

Non preoccuparti

Non mi preoccupo però tu vai a casa mia a dire che sto bene

Non posso

Non puoi ed io racconto a tutti che tu sei figlio della madonna

Vincenzo non scherzare

Io non scherzo

Allora io ti faccio il segno della croce

Il segno della croce a me

A te

Ma allora tu sei scemo Antonio

E tu sei ubriaco

Non lo sono , sono su di giri

Su di giri questo è un quarantacinque giri

E già una tarantella

No una canzone pop

Mo’ pure il complesso

Ma che complesso . Che nome hai messo al bambino

Accidente

Accidente , accidente non sei stato ancora al comune scommetto

Non ci sono ancora andato va bene

E tu sei uno sciagurato

Io sono un operaio

Si ma un operario ,sciagurato

Antonio allora tu sei scemo o vuoi fare lo scemo

ti vuoi prendere gioco di me.

Lo vorrei ma poi penso che meglio non esagerare


Strada facendo


Ma cosa hai combinato , all'ufficio anagrafico , quale nome hai dato a quella povera creatura?


Ma che nome , gli dovevo dare, non hai capito io non ci son mai arrivato in quell'ufficio . L'avrei voluto chiamare Peppe o Giro ma strada facendo ho sbagliato porta e sono entrato dentro una pizzeria. Va bene sei contento , ti ho spiegato per filo e per segno come sono andate le cose.


A casa dopo pochi minuti la figlia gli va incontro


Papà dove siete stato , ti credevamo morto, ricoverato , internato in campo di concentramento. Come sei pallido, ti senti bene.

Venite è tornato.


La moglie


Vincenzo dove sei stato? Non ti possiamo mandare a fare un servizio, che perdi la bussola, perché hai quella faccia, t'avesse fa una mazziata , ti dovrei pigliare a bastonate. Che sfortuna avere avuto un marito come te. Non si buono ne a friggere ne ad arrostire.


Vincenzo


Ma sentitela ,questa è mia moglie , cinquant'anni di matrimonio e guarda che belle parole mi dice. Per andarmi a mangia una pizza per aver sbagliato porta mi ha subito condannato. Che vile paretato, io non ci voglio più stare con codesta gente, è meglio l’oltretomba . Ingrati , dopo che vi ho sfamati, ho fatto tanti sacrifici questa è la ricompensa . In questo modo vengo trattato , da ubriacone.


La figlia


Papà ma siete stato al comune?


No , non ci sono stato , il nome che tu vuoi dare a tuo figlio, mi dispiace assai a me non piace , io un nipote che si chiama Jonathan non lo voglio . Mi piange il cuore , chiamarlo con questo nome, non ho avuto il coraggio, lo confesso, sono un vile, sono stufo di non essere compreso, di essere l'ultima ruota del carro , vittima si signore , di una moglie che nelle vene gli scorre un sangue barbaro , tedesca , al cento per cento . Ti ho sposata per amore , eri un fiore, eri una farfalla che volava su un manto di neve, ti ho amata oh dio solo sa quanto ti ho amata , eri bella elsa, eri così bella da divenir geloso ai limite della follia. Elsa tu mi dato tre figli, tutti belli e sani . Io però dopo cinquant'anni di matrimonio dopo che mi son fatto quattro bicchieri di vino e una gassosa ti dico elsa :Non c'è la faccio più , lasciami vivere, lasciami stare , non dire più nulla.


La moglie elsa.


Marito mio , io non ti sgrido , perché ti voglio bene , la vita è dura ed insieme abbiamo costruito una casa ed una famiglia, ci siamo amati abbiamo viaggiato, abbiamo tanto lavorato. Ci conoscemmo ragazzi la in Germania io tedesca tu italiano ,meridionale . M'innamorai ,la vita è stata dura , qualche volta ci ha girato la faccia , qualche volta si è divertita con noi come il gatto ed il topo , ci siamo sposati ed abbiamo cresciuti tre figli , due maschi ed una femmina . Il primo l'abbiamo messo nome Antonio come tuo padre. E qui ti voglio rammentare che tu fosti assai insistente. Antonio si deve chiamare ed io annui disse va bene il padre è padre , va rispettato chiamiamolo Antonio.

Il nostro secondo figlio , lo chiamammo come mio padre Fritz e qui dopo tante mie insistenze , litigi ,scenate , commenti di ogni genere, sedie scassate, grida di ogni genere . Fritz tu dicevi e si mo’ lo chiamiamo Fritz ma ci pensi tu dicevi diventerà lo zimbello del quartiere. Se ritorniamo al mio paese. E noi dopo aver avuto tre figli li in Germania siamo tornati al tuo paese. Antonio fa il meccanico per l'amor del cielo un figlio d'oro ma Fritz è diventato dirigente di una multinazionale, tiene diverse case sparse in tutto in mondo e tra poco diventa pure presidente della sua società. Io con questo non voglio fare commenti dire a tal riguardo di Antonio qualcosa di male ma un nome è un nome Vincenzo e se Fritz non si fosse chiamato Fritz tu cosa dici sarebbe mai diventato tale?


Elsa ma che ragionamenti fai ,non ti capisco dove vuoi arrivare . lo so a te Fritz ti sempre piaciuto, hai sempre avuto un debole , portava il nome di tuo padre Fritz , un uomo tutto di un pezzo un vero tedesco. Freddo e metodico, con lui non si sgarrava , non si poteva scherzare, bisogna essere come lui efficienti , sempre pronti ad ogni costo . Mai una malattia, un giorno di ferie sempre a lavoro. Antonio tu lo sai è nostro figlio un buono , biondo alto occhi azzurri, un vichingo , ha una forza di cento uomini fa il meccanico. Si non guadagna molto ma è voluto bene da tutti . Tutto lo cercano e chiunque, lo conosce s'innamora di lui per i suoi modi gentili , la sua educazione, la sua disposizione. Lidia la nostra unica figlia femmina ne vogliamo parlare bella, mora , una meridionale ,una mamma . Lidia mi ricorda mia madre buonanima. Se voluta sposare giovanissima. Perdutamente innamorato di un immigrato di colore , scappato dal suo paese in guerra . Ahmed un bravo guaglione per carità , un poco scansa fatica, son dieci anni che sta qui in Italia ed ancora non ha imparato bene a parlare italiano, a volte penso che lo faccia di proposito che tiri a campare ,sta spesso in moschea insieme ai suoi connazionali . Questo non è ne un male, ne un bene siamo liberi d'essere ciò che crediamo , senza alcuna critica alla sua religione. Si vogliono bene , sono innamorati. Lidia è felice con lui lo leggo nei suoi occhi , tutti i giorni. Ed un padre vorrebbe mai il male dei suoi figli? Hanno voluto fare tutto in fretta , quest'ultimo che nato è il quarto figlio , mi avrebbe fatto piacere lo ripeto che l'avrebbero chiamato con il mio nome, Vincenzo , una vita in ricordo di quest'uomo che ha sempre lavorato per il bene della famiglia , ma chi sono io , poi è giusto una cosa del genere? Non voglio essere invadente. I nomi dati ai figli nascono dal cuore , dall'affetto , dalla passione. Io sono vecchio tra poco forse non ci sarò più . Ma è il ricordo , il passato che mi pesa sulle spalle, questo passato stamattina che mi ha portato in pizzeria invece dell'ufficio anagrafico.


Il genero entrando in casa ,felice , sorridente


È fatto è fatto , quello che andava fatto , lo fatto io.

Lo chiamato Vincenzo come te . Peppe o Giro Ebn Ahmed


Disgraziato cosa hai fatto come ti è saltato in mente di chiamarlo Peppe o Giro . Lo dice sempre tu mo’ lo chiamammo Peppe o Giro . Idiota io lo dicevo per scherzare , chiamiamolo Peppe o Giro e tu disgraziato così lo hai dichiarato.


Pensavo di farti cosa gradita , mettendogli questo nome che tra voi suscitava tanta ilarità , vedevo come eravate felice nel dirlo mò lo chiamiamo Peppe o Giro poi canticchiavate sempre quella canzoncina che a me piaceva tanto e mi faceva ricordare dove io nacqui in un lontano paese dove c'erano tanti guai , si tirava a campare sperando nella buona sorte. Poi Vincenzo Peppe o Giro Ebn Ahmed suona bene .



Io nun capisco, ê vvote, che succede

E chello ca se vede

Nun se crede! Nun se crede!


È nato 'nu criaturo niro, niro

E 'a mamma 'o chiamma Giro!

Sissignore, 'o chiamma Giro!


Seh! Gira e vota, seh!

Seh! Vota e gira, seh!


Ca tu 'o chiamme Ciccio o 'Ntuonno,

Ca tu 'o chiamme Peppe o Giro,

Chillo, 'o fatto, è niro, niro,

Niro, niro comm'a che!



Io non capisco, a volte, che succede

E quello che si vede

Non si crede! Non si crede!


È nato un bimbo nero, nero

E la mamma lo chiama Ciro!

Sì, lo chiama Ciro!


Seh! Gira e volta, seh!

Seh! Volta e gira, seh!


Sia che tu lo chiami Francesco o Antonio,

Sia che lo chiami Giuseppe o Ciro,

Quello, il fatto, è nero, nero,

Nero, nero, come......... te!!!!!




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