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Una storia di Albert5454

Quella luce fra i rami.

(Grazie my friend.)

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5 minuti

Pubblicato il 29 ottobre 2019 in Altro

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E da sempre sei stato così. Fragile, un po` gracile ma con un senso della vita stupendo amico mio.Quante volte rincorrendo un pallone eri più bravo di me, quante volte al fiume i sassi più grandi riuscivi tu a rimuoverli. Quante volte mi hai detto grazie perché ti passavo il compito a scuola. Tu che da chi mi prendeva in giro mi difendevi, mettendoti sempre in prima fila. Hai sempre avuto il potere innato di sentire i pensieri, di capire in lontananza se qualche aspetto della vita diventa ostico, e il tuo raggiungermi a casa in questa serata carica di acqua che scende dal cielo, stasera me lo ricorda ancor più. Tu arrivi, allegro con me sempre, sei felice di sapere che stasera sono solo a casa, contento perché sarà una rimpatriata dedicata solo a noi, senza interferenze, senza il ciacolare delle nostre donne, senza distrazioni.

Resta ancora tiepido questo autunno e ci invita ad accomodarci ancora sul terrazzo. Io guardo la sera che avanza sopra la città carica di nubi cupi e quasi pronte a gettare secchiate di acqua ovunque, ma il cupo delle nubi attorno, sembra non nascondere ai tuoi occhi la traccia di nero che mi vaga dentro l’anima.


Il tuo sorriso, la tua allegria sono come sempre disarmanti e sai darmi davvero pace, in questo momento.Non si sente freddo fuori sul terrazzo, le luci della città si confondono con la traccia di nebbia formando un astratto dipinto nel silenzio attorno a noi. Ti scopro osservare la luce della candela, perderti con lo sguardo ad osservare l’oscillare della sua fiamma che illumina i bicchieri e quel Sauternes, che so, da sempre hai amato.
Vorrei urlarti il piacere di averti con me stasera, farti comprendere il bisogno delle tue parole dei tuoi giudizi, del tuo capirmi, mentre il nostro chiacchierare diviene sempre più importante. Ti racconto e capisci questo mio tempo complicato. A volte ti vedo riflettere e pensare prima di darmi risposte. Ma Tu… ma Tu… come quel mago Zurlì della nostra fanciullezza sai girare il mazzo delle carte. Vuoi aiutarmi, ridonarmi a modo tuo fiducia. Porti in te la certezza che ricordando il trascorso nostro, puoi donarmi stimoli nuovi, ricordandomi di guardare oltre domani.


Così mi dici:
Ti ricordi le corse per una donna, per un amico fragile, per aiutare tuo padre. Ti ricordi quella sera in cui ti ho detto smettila di bere, quella sera in cui ti preoccupavi del tempo che scorre e per quella fattura del telefono con centinaia di scatti per la nostra chiacchierata durata una notte. Ricordati sei piccolo come un granello di sale, ma sei sempre stato unico, un poco speciale con il tuo scrutare ogni dettaglio. Non preoccuparti ora che i giorni sembrano un groviglio assurdo, tieni i sogni stretti a Te, tieni anche quelli che a volte non fanno dormire. Sai amico mio, io stasera cerco di parlarti, cerco di rifarti sognare cerco di spiegarti che ci sono. Lo sai che il tempo continua, che la vita va avanti E Tu… e Tu a volte chiamami, anche solo per dirmi che hai comprato quattro cavolfiori, che il tuo ulivo perde le foglie, che devi lavare i vetri. Sappi che gli anni vanno avanti, che l``Inter vincerà un campionato e che di tramonti infiammati ne vedrai ancora molti. Ti guardo, e cerco di non farmi notare mentre con il dorso della mano asciugo l` umido dagli occhi. Ancora un goccio di Sauternes, mentre tu continui. Mi ricordi quando c` era lei, tu che conoscesti Suor Anna. Mi ricordi quel tempo in cui il tempo stesso diventò per me storia. Poi quello dopo pieno di ragazze di una sera, fuggenti, senza senso. Quei giorni di donne già madri ma per una sera strane, sere in cui pensavo di aver vinto ma non era a volte davvero così. Sai molto di me così mi ricordi di quando ti raccontai della vita di mio padre, di quei rientri quando lo incrociavo all` alba e di quella sua carezza nel silenzio, sulla mia testa mentre ero perso sui libri di scuola. Lo so poi che sei ancora sorpreso del mio fermarmi su una donna eccezionale oramai da decenni al mio fianco.Mi fai capire che alla fine dopo quanto trascorso niente può farmi male e che in fondo ho solo bisogno di una mano che mi prenda per mano. Che ho solo il bisogno nel silenzio, di tentare di risentire tutte le voci sentite in una vita. Le voci urlate, quelle leggere, le più soffuse, ogni voce che ti darà stimolo per risentire l` essere vivo e capire che non sei solo, che sono li tutti attorno gli amici tuoi, e se qualcuno è lontano lo tieni comunque stretto dentro di te.


E poi pensa anche a Lei…. A Lei che ti ha detto:” È un po` che non scrivi più… mi spiace non sentirti sai. Mi preoccupi, spero che non sei senza sogni. Tu così strampalato e straordinario non voglio saperti a casa muto perché lo sai, dimenticarti non mi è possibile”. E sai amico mio, voglio rivedere quel sorriso di quando per ore ed ore muovevamo sassi al fiume, costruendo impossibili canali, cercando di ricreare stupendi mulini. Sai amico mio, ti aggiungo una ultima cosa, mi piacerebbe che il mondo ti assomigliasse un poco e sarebbe davvero migliore. E sappi che sempre io ci sarò e ora… e ora è davvero notte fonda, dai spegni la candela, un ultimo brindisi e poi salutami. Tardi è tardi e devi partire. Ti abbraccio e sento davvero il calore di due anime che si fondono.

Riordino il tavolo e per un poco, lo sguardo corre ad est. Nel buio pesante della notte attraverso i rami filtra la luce. Un chiarore che sembra lasciare una traccia invitando ognuno a continuare il cammino del vivere. Forse sei stato tu mi penso.Mica avrò pianto mi viene da dire osservando il tuo ripartire. Invece riscopro un sorriso pensando:
“Grazie, grazie davvero my friend”. Albert.

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