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Una storia di

Cronometro alla mano (05 - 13 minuti rimanenti.)

Cinque uomini commettono una rapina. Il grande piano che ambisce alla più grande ricompensa della loro vita. 20 minuti di azione in tutto.

minuti

Pubblicato il 14 dicembre 2019 in Avventura

Tags: #20 #frammenti #minuti #morte #paura

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«SCENDI DALLA SCALA!»


Improvvisamente un urlo gracchiante.


Girandosi, tutti i presenti osservano la furia di nome Mattia agitarsi come una vespa impazzita, muovendo la pistola in aria come se volesse lanciarla a mo' di piattello. Per una ragione misteriosa, sta litigando con il tecnico paralizzato sulla scala, incitando violentemente una sua discesa al piano terra. Quel tecnico anzianotto che, prima dell’ingresso dei quattro rapinatori, era intendo a riparare la lampadina facendosi i suoi affari, mentre ora prega per la sua vita come se si trovasse di fronte alla morte stessa.


«SCENDI HO DETTO!» continua la furia umana, sbattendo i pugni contro la scala. Esagera inutilmente, provocando ansie tra le persone, il digrignare dei denti di Ettore, i gemiti di paura di Andrea, un forte «Oh no.» di Luca e i bisbigli tesi del trio nel Caveau. Tutti avverto l’ansia del momento, temendo il peggio. Temendo che quell’uomo possa commettere una grande sciocchezza.


Mattia continua a insistere con la sua furia cieca, agitando questa scada già di suo traballante e poco stabile, come per voler catapultare il tecnico dall’altra parte della stanza. «ALLORA? TI MUOVI?» continua la belva, sino ad ottenere il risultato che tutti tristemente si aspettavano di vedere: l’uomo cade. La scala scivola lateralmente di lato, il poveraccio cade agitando le braccia e tocca con un tonfo il pavimento, facendo un rumore secco come se qualcuno avesse lanciato da un furgone un sacco di patate. Tutta l’azione fa perdere l'equilibrio anche al rabbioso Mattia, provocandogli una rovinosa caduta all’indietro sul suo sedere. Il civile urla spaventato, cercando di rialzarsi, mentre il Mattia preferisce bestemmiare come se volesse cacciare ogni Dio dalla città.


«O PEZZO DI MERDA.» urla, puntando la pistola in ogni direzione. Volano bestemmie, volano furie, volano reazioni per nulla normali. «CHE CAZZO FAI???» esplode in un caos tremendo, come se la rabbia avesse accecato ogni sua ragione.


«RIALZATI IN PIEDI IDIOTA.» urla Ettore. «NON FARE IL COGLIONE INUTILMENTE.» si sgola, cercando di invocare il suo compagno fuori di testa, ma lui non sembra intenzionato a dargli retta, preferendo continuare i suoi capricci.


Il tempo passa.


Il tempo scorre via, vedendo il matto e il vecchio che, in stile film comico. cercano di rimettersi in piedi grossolanamente, spinti da un'ansia che li fa agitare come gatti in litigio. Solo che di comico la scena non ha nulla, dato che l'anzianotto ha uno sguardo tutt'altro che buffo, mentre Mattia sempre più da folle, con i suoi occhi, muniti di pupille dilatate a tal punto che potrebbe passarvici un treno attraverso.


Una follia chiaramente “stupefacente”.


A questo punto, un Ettore infuriato e preoccupato si avvicina bruscamente con l’intento di sbollire gli animi, ma purtroppo non fa in tempo. Il braccio di Mattia si irrigidisce, la pistola punta il busto del povero tecnico, la bocca urla sentenze oscene, il dito preme forte sul grilletto.


Le bestemmie arrabbiate vengono come censurate dai rimbombi dell'arma, che scaraventa

tutti i suoi proiettili sul bersaglio.


13 Minuti rimanenti.


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