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Una storia di Stegia18

Questa storia è presente nel magazine Fiabe, favole e racconti

Fiamma

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3 minuti

Pubblicato il 03 giugno 2019 in Storie d’amore

Tags: #Amore #madre

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Beatrice raggiunge la panchina sotto l’albero nel parco e si siede. È triste e felice. È triste per la fine del suo grande amore, felice per l’amore ancora più grande che si profila all’orizzonte. Beatrice è incinta, aspetta un bambino. Anzi, lei spera, forse una bambina. La chiamerà Fiamma come quella che arde nel suo cuore al pensiero di stringerla tra le braccia. Ha passato la mattinata in biblioteca a consultare testi di embriologia umana. Cellule che si dividono, un piccolo cuore che si forma e comincia a pulsare, un angelo che nuota trattenuto dal cordone ombelicale, un amore che appena nato è già incommensurabile.

Quando ha saputo della gravidanza è rimasta a lungo a riflettere, ma non è una cosa da affrontare da sola! Nel pomeriggio, nel grande letto a casa di Luca, ne hanno parlato.

«Non puoi tenerlo, ci penserò io. Conosco una dottoressa…»

«Cosa vuoi dire?»

«Ragiona Beatrice. Non siamo sposati, un figlio sarebbe un ostacolo per il mio lavoro, lo sai che aspetto la promozione. Devo viaggiare spesso, darmi da fare… Perderei tutto!»

Le ha dato l’indirizzo della dottoressa e fissato per lei l’appuntamento. L’ambulatorio non è un ambulatorio, ma una semplice abitazione. Una stanza attrezzata per gli aborti. Aborti clandestini, senza nessuna assistenza. Donne sole e disperate in sala d’aspetto, ognuna con una angosciante storia alle spalle, impossibilitate a rivolgersi alle strutture pubbliche. Donne tristi. La “dottoressa” indossa un camice liso e neanche troppo immacolato. È il turno di un giovane ragazza con l’orecchino al naso e un tatuaggio sul collo, giovanissima, avrà forse sedici anni! Beatrice si alza e raggiunge lentamente la porta, se ne va chiudendola piano. Non può farlo, no, proprio se la sente! La sera, a letto, nella sua camera in affitto, pensa alle alternative che le restano. Sa che la sua storia d’amore con Luca è ormai finita. Piange silenziosamente disperata. Non lo rivedrà più, lui ha scelto il lavoro, la sua comoda vita, lo stipendio elevato, il rispetto di tutti. Un giorno troverà una stimabile ragazza da sposare e lei, Beatrice, sarà solo il ricordo una piacevole, ma fuggevole avventura!

Se vuole tenere il bambino, e lei lo vuole con tutte le sue forze, le rimane una sola alternativa: tornare dai suoi genitori.

Adesso, sulla panchina sotto l’albero, rilegge ancora una volta la lettera che le hanno inviato in risposta a quella con cui lei li informava.

Cara Beatrice,

tu sei nostra figlia e noi ti amiamo sopra ogni cosa. Aspettiamo a braccia aperte il tuo ritorno a casa, qui troverai sempre un rifugio e tanto amore. I tuoi genitori

Pensa alla sua vita futura e comincia a fare progetti. Sa che suo padre e sua madre saranno felici del cuccioletto profumato di latte che porterà in dono, la casa della sua infanzia risuonerà nuovamente per loro di strilli infantili e sua madre scriverà nuove fiabe per bambini dopo quelle inventate per lei quando era piccola. La sua relazione con Luca è stata un grave errore, ma la vita le ha fatto comunque un grande dono. Quando la sua bambina nascerà sarà bellissima. Nel guardarla ricorderà per sempre quel laido appartamento, che avrebbe dovuto essere un ambulatorio, dove la sua scelta avrebbe potuto mettere fine ad una nuova vita prima ancora che cominciasse.

E si ripromette anche di cercare sempre di aiutare i tanti meno fortunati di lei. Tanto spesso quello che sembra un male si rivela essere il seme di nuovi positivi sviluppi.

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