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Una storia di Intertwine

Intervista a Veronica de Gregorio: migliore autrice dicembre

Il nostro premio all'autrice con più seguito nel mese di dicembre

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4 minuti

Pubblicato il 17 gennaio 2019 in Giornalismo

Tags: #autoredemese #intervista #veronicadegregorio

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Veronica de Gregorio è tra gli scrittori più attivi di Intertwine, tanto che a dicembre è riuscita a vincere sia la classifica degli autori più seguiti, che la classifica delle storie con il suo racconto “Una lettera”.


“Una pagina bianca è il luogo nel quale realizzare l'impossibile”


Come premio, cercheremo di conoscerla meglio, al di là del lato prettamente autoriale.

Ciao Veronica, prima di tutto complimenti! Raccontaci la tua esperienza su Intertwine, e cosa pensi della nostra community.


Innanzitutto grazie per l’opportunità offertami.

Intertwine, oltre alla possibilità di condividere alcuni dei miei lavori, mi ha permesso di scoprire persone dal talento straordinario e con le quali, nel frattempo, ho stretto rapporti d’amicizia. Tengo a sottolinearlo perché, nella mia scala di valori, le relazioni umane “vere” (e che nell’era del trionfo delle maschere e dell’inganno del virtuale sono un miracolo) occupano un posto privilegiato.


Grazie per i complimenti ma, detto francamente, vincere con “Una lettera” non mi ha resa particolarmente entusiasta. Sono molto critica, impietosa (e feroce) con la me stessa “scrittrice”. Ho scritto cose decisamente migliori ma, evidentemente in molti è scattato un meccanismo di identificazione che ha portato quella storia in cima alla classifica.

Sei una scrittrice molto attiva all’interno della community e nella tua biografia su Intertwine hai scritto: “Una pagina bianca è il luogo nel quale realizzare l'impossibile”.

È una frase che ci piace un sacco, ci spieghi cosa significa per te? E qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?


La scrittura segue le stesse leggi dei numeri, dà luogo a combinazioni infinite e impensabili. Una pagina bianca è un luogo dove la scelta, l’ordine e la successione di parole fanno assurgere l’incredibile a realtà. L’unico nel quale la fantasia di un uomo che si trasforma in uno scarafaggio diventa reale.


Saper scrivere, in fondo, significa far entrare (e tenere) il lettore

nel mondo parallelo inventato su una pagina.

Tra le tante storie pubblicate qui su Intertwine qual è la tua preferita? E perché?


Da scrittrice sono “naturalmente” narcisista, ciò non esclude l'umiltà. Riconosco sempre, e con passione, gli altrui meriti e capacità. Oltre ai miei due racconti sul post mortem, ho apprezzato tantissimo le colte e struggenti poesie di Katzanzakis, i racconti visionari di P3PP4R10 e, non da ultimo, “L’aitante Marco e l’attraente Sofia” del giovanissimo, e promettente, Tyr93, una metafora impietosa sulla finzione, la solitudine e i desideri umani più reconditi e irrealizzabili.

Passiamo al lato pratico della scrittura. A cosa non puoi rinunciare mentre scrivi? E qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?


Se scrivo, scrivo e basta, impossibile fare altro se non, al massimo, fumarmi una sigaretta mentre rileggo un periodo.


Scrivo prima dell’alba, a mente sgombra, prima che i rumori del giorno e dei pensieri, interferendo, mi obnubilino la creatività.

Al di là della scrittura, hai altre passioni? Che progetti porti avanti? Raccontaci un po’ di te per farti conoscere dalla Community.


Adoro cucinare, specie per gli amici, e viaggiare. Sono entrambi mezzi per rafforzare e/o stabilire relazioni umane. I miei progetti? Beh, innanzitutto lavorare seriamente come scrittrice e nell’intento di propormi al mondo editoriale.

È un progetto ambizioso, irto di difficoltà e non a breve termine, ne sono consapevole. Nel frattempo sono in partenza per il Guatemala. Me ne starò via sei mesi, lavorerò come volontaria per una struttura che accoglie migranti, su una città al confine con il Messico. È un’esperienza pericolosa, chi conosce la situazione di quei luoghi lo sa benissimo, ma se sono sopravvissuta in Messico, a Nuevo Laredo (invito i curiosi a informarsi sulla sicurezza del “bel posticino”), ce la farò anche stavolta. Sono esperienze impagabili, ti cambiano la vita, il “gioco” vale la candela.

Una scena di un mercato in Guatemala
Una scena di un mercato in Guatemala

Da brava scrittrice scommettiamo che sei anche una lettrice appassionata, quali sono i tuo scrittori e i tuoi generi preferiti? Qual è l’ultimo libro che hai letto?


Preferisco la narrativa. Saggistica e quant’altro mi annoiano a morte. In quanto agli autori che preferisco beh, la scelta è davvero difficile. Più leggo e più ne scopro di geniali. Impossibile arrivare alla scrittura o, almeno, a impadronirsi e a saper maneggiare le tecniche narrative senza essersi dedicati, e dedicarsi, alla lettura dei miti della letteratura mondiale che, de gustibus naturalmente, partendo dallo straordinario e inarrivabile Dostoevskij e passando per Kafka, Céline, Mann, Hesse, Cechov, Boll, Miller, Hemingway, Silvia Plath, Cassola, Buzzati, Calvino ( che ho adorato) Cortàzar, Bukowski, cito i primi che mi sono venuti in mente, arriva alle incommensurabili penne di Cheever, Grossman, Carver, Amos Oz , Roth, McCharty, Chuck Palahniuk. L’ultimo libro che ho letto? “Undici solitudini” di Richard Yates, una vera scoperta, lo suggerisco!


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