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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 47

73 visualizzazioni

9 minuti

Pubblicato il 07 agosto 2020 in Fantascienza

Tags: #amici #amore #comunismo #supereroi #superpoteri

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Stavamo raccontando del nuovo “sognoricordo” di Valeria, e proseguiamo con quello…

-Perché a volte parli al plurale, ed a volte al singolare?- beh...davvero faccio questo? -Già- Oh...ho la testa tra le nuvole, non me ne rendo nemmeno conto!!!!! -Spesso penso che dovrei essere io a raccontare tutto, o perlomeno Rita...- FOTTITI!

Dicevamo??? Ah, il “sognoricordo”!!

Torniamo quindi a Lunedì 3 Luglio 1961: Valeria ed il Capo stavano volando sul Tupolev Tu-95LAL, una versione sperimentale del famoso bombardiere con a bordo un reattore nucleare. Era il primo volo con il reattore operativo e Lentiggini, ai comandi del velivolo, facendo di testa sua aveva un po’ esagerato con i “test”. Li avevano ad un certo punto chiamati alla radio, invitandoli a rientrare il prima possibile, perché al “Centro” si stava per attivare la TERZA!!!

Il grosso bombardiere argentato atterrò all’aeroporto di Semipalatinsk (l’odierna Semey!!!! Pensavate che non l’avrei detto, vero??? Cazzo: la Ninfetta ha ragione, perché adesso ho usato il singolare!) in un batter d’occhio, arrivando sulla pista palesemente troppo veloce e toccando il suolo ancor più palesemente in modo troppo violento.

Il reattore non se ne ebbe a male e neppure il velivolo.

Adesso che è aperto al pubblico non è certamente un aeroporto molto frequentato ma, a quei tempi, pur essendo militare e praticamente segreto era un posto molto più movimentato.

Il Tupolev si arrestò davanti all’hangar appositamente costruito per ospitarlo: si trovava in una parte dell’aeroporto dove non sorgevano edifici o strutture ed era in cemento armato piuttosto spesso, per schermare le radiazioni che, in caso di danneggiamento o avaria del reattore, si sarebbero altrimenti diffuse.

Valeria fermò quel pachidermico velivolo in fretta e furia e si voltò verso lo Zar gridando: -Li spegni tu i motori??? Io volo al Centro!!!!!!!-

Aprì il portello e volò via ad una velocità spaventosa, librandosi nel cielo (il suo “volo al Centro” non era figurato): si sentì un boom sonico pochi istanti dopo.

A sto punto lasciamo perdere un istante il sogno della Fulva, che ovviamente era volata verso il Centro e le scene seguenti non poté vederle perché non le aveva vissute…

Confusione? Eh...chissene: non deve essere ordinato tutto sto racconto! Magari in futuro sarà qualcun altro sistemare un po’ tutto…

Dunque...Degli addetti avvicinarono una scaletta alla fusoliera e salì un uomo sulla cinquantina, con pochi capelli: aveva sia una evidente stempiatura che una generosa chierica, ma i bei tratti del suo volto spostavano l’attenzione dal diradamento tricotico da cui era affetto.

Valeria gli diceva molto spesso (era abituata ad essere sincera e diretta) che avrebbe assolutamente dovuto rasarsi a zero perché sarebbe stato esteticamente molto più bello e giovanile…

Di chi si trattava? Bronislav Romanyshyn, non solo uno degli scienziati del Centro ma anche il Direttore della struttura! Era un Biologo ma soprattutto un genetista “della prima ora”: nonostante fosse del tutto sconosciuto non solo oltre la cortina di Ferro ma anche nella stessa Unione Sovietica, il suo lavoro sul DNA era sempre stato avanti a Watson e Crick, coloro che lo hanno scoperto ufficialmente nel 1953 (e per questo han preso il Nobel).

Romanyshyn era il capo del pool di cervelloni che erano riusciti a creare lo Zar a partire da Valeria dopo anni di tentativi, a dir la verità un numero impressionante di fallimenti o risultati che definire “sconcertanti” è un eufemismo.

-Quella ragazzina arriverà al Centro in pochi minuti: probabilmente raggiungerà una velocità mai registrata su questo pianeta!!!- disse guardando il cielo e ridacchiando

-Già...E’ molto eccitata dalla notizia...-

-Certo: è ovvio...poi lei è sempre così esuberante… Vola pure tu se vuoi, ma nessuno attiverà la Terza prima del mio arrivo ed io, in elicottero, di certo ci metterò molto di più: quasi mezz’ora…-

-No no, vengo volentieri in elicottero con te, Professore...-.

Bronislav disse lui che poteva scendere e che ci avrebbero pensato gli addetti a sistemare tutte le apparecchiature e mettere in sicurezza il Tu-95LAL nel suo hangar.

Il primo Sintetico di sesso maschile si slacciò le cinture di sicurezza e uscì dall’abitacolo schermato e pesantemente isolato di quel velivolo sperimentale: quando Valeria aveva aperto il portello ed era volata via la sensazione dei suoni esterni lo aveva colpito, ma uscire proprio fisicamente all’esterno fu molto particolare, dopo aver passato del tempo all’interno di quello che era, assieme al prototipo concorrente americano NB36H, l’abitacolo più isolato ed ovattato del mondo.

L’aria era profumata: faceva caldo ma un piacevole vento lo rendeva meno opprimente. Lo Zar osservò il gigantesco elicottero Mil Mi-6 che si trovava alla sua sinistra, più o meno a 200 metri di distanza: avrebbe potuto trasportare una settantina di persone, ma ci avrebbero viaggiato soltanto in 3 più i due piloti.

Bronislav, ai piedi della scaletta, si vantò: -Ti piace? E’ nuovo di zecca, appena arrivato! Me lo avevano promesso nel ‘59 ovvero quando iniziarono a produrlo, e me lo hanno consegnato solo adesso...- si mise un sigaro in bocca, praticamente quasi finito, lo accese e continuò: -Almeno mi hanno dato una versione speciale ed unica; ma io ho fatto la storia e credevo di meritarmelo subito l’elicottero più grande e più veloce del mondo!!!-

Lo Zar sorrise e, additando lo scienziato in modo canzonatorio, gli fece notare: -Producono in serie quel bestione dal ‘59...e nel ‘59 tu ancora non avevi fatto la storia!!!! Due anni fa eri ancora alle prese con tentativi di produzione del primo Sintetico Sovietico: io ancora non c’ero!!!-

-Già: hai pienamente ragione. Poi però ci sono riuscito ed ho creato te e dev’essere per questo che mi hanno mandato una versione unica, capace di volare a 360 km orari e con un allestimento interno che ho potuto decidere fin nei più piccoli particolari!-

-E oggi attiverai la Terza: chiederai un altro elicottero, ancora più grande e lussuoso- -Beh...si parla di un mirabolante aereo capace di viaggiare a 3 volte la velocità del suono: appena sarà pronto ne voglio uno!!!!-

-Un aereo che va a 3 volte la velocità del suono??? Si può sapere di che cosa te ne faresti??? Hai perlomeno intenzione di prendere un brevetto per pilotarlo personalmente?-

Camminavano con tranquillità verso la splendida macchina volante assegnata al Professore che, gettando per terra quel poco che restava del proprio sigaro, si fermò e guardò negli occhi lo Zar.

-Beh...vedi...io lavoro nell’ombra e nessuno dei miei meriti mi verrà mai riconosciuto ufficialmente o, se questo accadrà, sarà dopo che sarò morto o perlomeno quando sarò molto anziano: non pretendo che le cose vadano diversamente, ma quindi che male faccio a chiedere dei “giocattoli” un po’ particolari per ricompensare il mio lavoro? Io non posso volare come te e quella bambolina dai boccoli rossi: per farlo ho bisogno di un aereo o di un elicottero come tutti gli esseri umani e, già che ci sono, voglio che siano i migliori!-

-Già...ma non hai ancora risposto alla mia domanda: di cosa te ne faresti di una affare che può volare così forte?????-

-L’Unione Sovietica è grande, caro mio: poterla percorrere a quella velocità annullerebbe le distanze!! Potrei andare da qui a Mosca al massimo in un’ora, compresi decollo ed atterraggio!!E magari mi verrebbe voglia di imparare davvero a pilotarlo per fare a gara con voi esseri volanti!-

-Io ci sto, e di sicuro anche Valiera...-


I due salirono a bordo del grande elicottero assieme all’assistente personale di Bronislav (un personaggio talmente distaccato e taciturno che sembrava lui il vero Sintetico), decollando in direzione di Semipalatinsk-21.

Lo Zar si guardò attorno: nel gigantesco abitacolo che avrebbe potuto ospitare decine di soldati erano state installate soltanto 4 opulente poltrone singole in pelle, una di fronte all’altra a coppie sui due lati della fusoliera con generosi tavoli in radica a formare altrettanti salottini. L’altezza dei tavoli si poteva addirittura regolare, così come lo schienale di ogni seduta. Più indietro si trovavano due divani da 3 posti l’uno con lo schienale addossato alle pareti della fusoliera e in coda un bagno dalle dimensioni piuttosto buone per utilizzarlo senza contorsionismi.

In totale in quel lussuoso velivolo c’erano quindi 10 posti a sedere, più due per pilota e copilota in cabina di pilotaggio (separata dal resto dell’abitacolo da una parete che però poteva aprirsi in modo quasi completo) ed uno per una eventuale hostess, in coda sistemato all’interno di una geniale cambusa (opposta al bagno). Completavano il tutto isolamento, coibentazione e condizionamento degni di un jet privato occidentale e dettagli come finiture in radica di noce un po’ ovunque ed un pavimento in parquet di quelli che hai paura a calpestare per timore di sciuparlo.

Lo Zar espresse stupore e ammirazione per l’allestimento di quel mezzo e, dopo aver manifestato ammirazione per il grande bagno con una esclamazione piuttosto “colorita”, osservando la cambusa si mise una mano davanti alla bocca: -Ma questo è un frigorifero!!! Un frigorifero vero e proprio!-

Con malcelato orgoglio il Professore, che si era subito accomodato in poltrona appena messo piede sull’elicottero, rispose che probabilmente quello era il solo elicottero al mondo ad avere a bordo un frigorifero di quelle dimensioni e lo invitò ad aprirlo. Il Sintetico sbloccò la porta agendo sul coreografico maniglione cromato di quel bel “Zil Moskva” e a quel gesto fece seguire una nuova esclamazione piuttosto volgare, perché era pieno zeppo di superalcolici occidentali ed ingredienti per preparare cocktail.

Alla richiesta dello Zar che, tirando fuori ogni bottiglia per leggere le etichette, voleva sapere da dove diavolo venissero tutti quei prodotti “capitalisti” il Professore rispose con un altro sorriso soddisfatto e constatò che -Beh...la mia posizione, anche se segreta, ha qualche vantaggio… Dimmi, hai mai assaggiato un cocktail?-

-Assolutamente no...-

-Allora adesso il nostro caro Misha ci prepara due Bencini… Vedi che hai fatto bene a farmi compagnia? Valiera si è persa quest’occasione...-

Il tenebroso assistente di Bronislav fece cenno allo Zar di accomodarsi nella poltrona di fronte a quella del Professore e si mise all’opera, mentre l’elicottero si alzava da terra...


[Per la cronaca, quando aveva parlato di un aereo capace di superare di 3 volte la velocità del suono, Romanyshyn si riferiva al Sukhoi T-4, un bombardiere strategico che si iniziò a progettare proprio nel 1961 ma il cui progetto fu cancellato dopo la costruzione di 3 prototipi perché il Governo scelse la Tupolev visto il successo del Tu144 (il gemello diverso del Concorde, di lui più veloce) e nacque il Tupolev Tu160 che ebbe però uno sviluppo lentissimo ed entrò in servizio solo nel 1987 e la produzione in serie durò dal 1984 al 1994 quando fu fermata per mancanza di fondi. Ebbene...Bronislav Romanyshyn ricevette un Tu160 in regalo nel 1985, quando aveva 74 anni, come ringraziamento per gli incredibili ed impagabili progressi scientifici da lui raggiunti. Tutti i dati che potete trovare on line parlano di 35 esemplari completi costruiti ma furono 36, contando quello che porta il nome del suo proprietario (ogni Tu160 è intitolato a qualcuno, e quello è l’unico con un proprietario ed è intitolato a lui) e che, dopo aver avuto un “posteggio riservato” in un hangar della base di Smolensk, alla morte di quest’ultimo il 7 Marzo 1993 è tornato ad appartenere all’esercito Russo. (Ah...il Tupolev Tu160 è stato rimesso in produzione, pesantemente aggiornato, nel 2019 ed un nuovo prototipo aveva volato già un anno prima)]

CONTINUA...


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