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Una storia di Sandrale_91

Bea ha mangiato troppo

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4 minuti

Pubblicato il 10 marzo 2019 in Altro

Tags: #adult #Bea #depression

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Tornata dalla palestra dopo un allenamento di due ore molto intenso, Bea cenò con un’insalata di farro, verdure e tonno. Non aveva intenzione di mangiare in realtà, ma sentiva di avere fame, il pasto era già pronto in frigo e ne approfittò. Il lavandino era sempre pieno di cose da lavare e questo la innervosiva. Anche la gatta aveva fame, Bea mise la pappa nella ciotola e le augurò buon appetito. Non aveva ancora fatto la doccia, indossava ancora gli abiti sudati della palestra, che pian piano si asciugavano. Non ricordava più l’ultimo giorno di pausa che aveva avuto: si era allenata tutti i giorni da più di due settimane per almeno due ore al giorno, mattina e sera, e non ricordava neanche il perché. Sapeva di mangiare quando si sentiva sola, stressata o annoiata, e ora non capiva perché non riuscisse a saziarsi con l’insalata, tanto da mangiare l’uva, due yogurt, cereali e barrette di cereali al cioccolato con mezzo litro di latte. Si disse che era annoiata, ma che domani si sarebbe sentita peggio per aver mangiato così tanto. Avrebbe volentieri fatto una passeggiata, ma temeva che le sue gambe non avrebbero retto altri sforzi: poiché intendeva allenarsi ancora il giorno dopo, aveva bisogno che i suoi muscoli si riposassero. Pensò di fare finalmente una bella doccia calda, ma continuò a rimandarla: non voleva rilassarsi e addormentarsi con tanto cibo nello stomaco. Necessitava di smaltire almeno gli zuccheri, doveva fare qualcosa subito. Accese il computer, lesse qualche suo vecchio lavoro e ricordò quanto poco sapesse scrivere. Non c’era dubbio che fosse migliore come correttrice di bozze piuttosto che come scrittrice, ma non soffriva per questo. Solo che modificare i propri lavori, i pensieri, i ricordi, era un po’ doloroso e non vedendone l’utilità pratica non lo faceva mai. Mentre stava davanti al pc, il suo cellulare suonava in continuazione: sconosciuti con cui aveva scambiato il numero di telefono solo per sentirsi meno sola le mandavano messaggi, si facevano sentire, volevano conoscerla. Avrebbe anche spento quell'apparecchio infernale, ma in realtà le piaceva essere cercata: i suoi amici non lo facevano mai, né lei cercava i propri amici, che come tali sarebbe stato meglio definire semplici conoscenti. Questo la sconcentrava un po’, non sapeva cosa scrivere, non sapeva cosa fare al PC, se cercare lavoro, modificare il curriculum o cercare delle informazioni che potevano interessarle. Alla fine decise di creare un file nuovo e di scrivere la sua serata.


Raccontò di una ragazza che mangiava per solitudine, stress o noia, ma che si stava impegnando a mantenere una buona forma fisica e si allenava tutti i giorni da molto tempo ormai. Raccontò di come questa ragazza una sera perdette il controllo e mangiò più del dovuto, così, con qualche senso di colpa, rimandò la doccia serale e decise di passare la serata a leggere e scrivere, lasciando a riposo i muscoli, ma esercitando la mente. Questa ragazza veniva continuamente interrotta dai messaggi sul cellulare, ma tra una risposta e l’altra decise di scrivere al PC, anche se non era tanto brava né creativa. Allora inventò una storia su se stessa.


Questa storia raccontava di una giovane donna tornata stanca a casa dopo un allenamento intenso in palestra. Dopo aver mangiato una bella insalata, questa giovane donna si annoia davanti alla tv e mangia qualche dolce di troppo, così da sentirsi in colpa. Vorrebbe smaltire tutto riallenandosi immediatamente, ma è tardi, la giornata è stata lunga e ha bisogno di riposare i propri muscoli per essere pronta il giorno dopo. Di lavare i piatti nel lavandino o di completare le faccende domestiche proprio non ha voglia, allora decide di fare qualcosa di mentale per sfruttare gli zuccheri in circolo e accende il PC. Una gatta la osserva dal letto mentre la giovane donna legge vecchi files, in cui ha scritto malamente i suoi pensieri; non vuole modificarli e ne crea uno nuovo. Tentando di farsi venire una buona idea e di concentrarsi per scrivere una storia qualsiasi, la giovane donna rimane molto distratta, rispondendo ai messaggi che continua a riceve sul cellulare da gente semisconosciuta con cui ha scambiato il numero di telefono: queste persone le chiedono come sta, s’interessano a lei e a una conoscenza più approfondita. Questa giovane donna non sa che scrivere al PC, pensa che il momento creativo sia ormai svanito nel nulla. Decide allora di raccontare qualcosa di sé in terza persona e s’inventa un nome per la protagonista della narrazione che comincia così:


Tornata dalla palestra dopo un allenamento di due ore molto intenso, Bea cenò con un’insalata di farro, verdure e tonno.

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