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Una storia di Brividogiallo

Questa storia è presente nel magazine Vari volti dell'amore

Il controllo della rabbia

Gli oggetti inanimati sono inoffensivi, ma non si può dire lo stesso degli uomini che li usano.

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2 minuti

Pubblicato il 23 gennaio 2021 in Altro

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È successo di nuovo. Saranno dieci volte, quindici? Ormai non lo so più. Ho perso la speranza, ogni volta sembra vada verso un cambiamento di direzione, tiene la rotta per un periodo che a me appare sufficiente a pensare che ormai sia cambiato. Poi, una parola, una sola e avviene l'esplosione, imprevista, immotivata. Non mi sembra di aver detto qualcosa che possa far scatenare quella rabbia incontrollata, mi dà l'impressione che sia solo un pretesto per scaricare su di me quelle frustrazioni che gli hanno scandito la vita, puntualmente, frustrazioni represse e lancinanti che hanno lasciato nella sua anima una ferita mai rimarginata e che improvvisamente si riapre e lascia sgorgare sangue, sangue infetto dalle sconfitte, dai tradimenti di chi gli stava vicino e che lui chiamava papà.

Non so cosa lancerà contro il muro questa volta, finora si è trattato di oggetti inanimati, senza vita ma temo che il giorno in cui ogni inibizione verrà perduta, sarò io l'oggetto e, come gli altri, dopo lo schianto, sarò priva di vita.

So che dovrei liberarmi di questo uomo a due facce, non importa se quella sorridente e normale prevale sull'altra, perché l'altra è imprevedibile, mi annienta, mi lascia spossata nonostante le urla e le bestemmie le abbia gridate lui ed io abbia tentato solo un abbozzo di difesa. In quei momenti lui mi sovrasta, mi schiaccia, mi umilia, un torrente in piena che mi butta giù la testa ogni volta che cerco di riprendere fiato.

Vado a letto e non dormo, lo guardo, ha il viso disteso e il suo riposo è tranquillo.

Mi addormento quando il sole riappare. Mi alzo e trovo il dolcetto sul tavolo, lo mangio e si ricomincia daccapo.

Siamo due vittime, lui di una vita difficile e ingiusta, io di vivere e amare un uomo che ha vissuto una vita difficile e ingiusta.




Cinzia Baldasserini



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