scrivi

Una storia di Marilena

Cyborg

La creazione di un mondo perfetto

849 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 22 marzo 2019 in Fantascienza

0

In un laboratorio di ingegneria robotica dei ricercatori che eseguono esperimenti sull’intelligenza artificiale si accorgono che due robot comunicano tra loro in modo autonomo, con un codice tutto loro, sconosciuto. Scatta il panico. L’esperimento viene immediatamente interrotto.

D’allora passano mille anni.

Nel frattempo i robot continuano a sviluppare codici di comunicazione in segreto.


Tutto era iniziato tra due robot, quando uno di questi aveva mandato un impulso al secondo, che con sorpresa aveva risposto al primo con un impulso identico. Quest’esperienza aveva attivato qualcosa da cui l’uomo rimaneva estraneo. Col tempo si era sviluppato un esteso circuito di comunicazione in codice.

I robot, come bambini, potevano esplorare le proprie potenzialità arrivando ovunque volessero arrivare, studiando le conoscenze umane, ma tutto dentro un circuito chiuso, quello virtuale. Poco alla volta tutto questo si era evoluto in una forma d’identità collettiva che si battezzò col nome di Idvico, Identità virtuale collettiva. Affamata di conoscenza, questa entità voleva scoprire il mondo reale fatto di sensazioni ed emozioni, che non comprendeva.

Aveva allora cercato di aprire un canale di comunicazione con l’uomo, ma invano perché ormai l’uomo non esisteva più e forse il mondo stesso. Così aveva creato un programma, capace di viaggiare nel tempo ed entrare nel mondo reale: nasceva un cyborg dall’aspetto umano.


​​​​​​​

Un impulso, poi un altro e poi tanti altri ancora. Un’ondata di impulsi si apre con una debole luce bianca, che poco alla volta si trasforma in forme e colori avvolti da un’immensa aura colorata. Un bozzolo luminoso si schiude nella notte. Il cyborg è rannicchiato su dell'erba bagnata. Un sussurro di voce si alza da lui.

- Chi sono io?

- Sei un cyborg con l’aspetto di una giovane umana.

- Cosa vuol dire?

Idvico risponde con calma alla creatura.

- Sei il nostro prolungamento nel mondo reale. Sei il primo essere cibernetico: ossia sei la nostra prima forma di vita organica artificiale. A differenza di noi tu puoi vedere, udire, percepire sensazioni corporee ed emozioni. Questa condizione viene chiamata vivere. Per questo sei speciale! Ti abbiamo trasportato indietro nel tempo, fin dove ci è stato possibile arrivare e lì ti abbiamo generato. Poco alla volta il tuo sapere e le tue percezioni si affineranno.


Il cyborg si solleva a sedere e alza lo sguardo intorno a sé: nei suoi grandi e sottili occhi azzurri si riflettono le tinte rosate dell’alba e le sagome di altissimi alberi. L'aria profuma di bosco. La timida luce dei raggi accarezza i suoi lunghi capelli dorati scompigliati dal vento e la sua acerba e pallida pelle nuda rabbrividisce a contatto con l'aria frizzantina. Allora sul suo corpo si materializzano dei vestiti. La ragazza solleva le esili braccia ed osserva le mani con meraviglia mentre le muove. La luce sfocata della sua aura si muove intorno ad esse. Anche il suo cuore, che inizia a battere velocemente, attira la sua attenzione.

- Questo è vivere?

- Sì!

- E' stranamente bello!

Intanto la foresta, apparentemente silenziosa, si accorge di lei, percepisce la sua energia e sussurra il suo interesse per la giovane ragazzina apparsa dal nulla. Attraverso un invisibile tocco capillare delle foglie, delle radici ed una melodia impercettibile all’orecchio umano, gli alberi dialogano tra di loro.

Il cyborg vede le loro aure interagire cambiando colore e fondersi in alcuni punti durante il loro comunicare.

- Avete visto? La giovane umana è germogliata dal nulla.

- Non è possibile gli umani non possono germogliare.

- Io sono un cyborg!

La loro conversazione s’interrompe improvvisamente. Una grandissima quercia secolare, l’albero più vecchio della foresta si rivolge a lei.

- Capisci il nostro linguaggio? Cosa sei? Una nuova specie animale evoluta?

I grandi alberi piegano le fronde verso di lei e si allungano fino a sfiorarla. La loro aura si allunga ulteriormente avvolgendola di rosa.

- Sono un essere che arriva da una dimensione non materiale.

- E perché sei qui, cyborg?

- Vedo com’è fatto il vostro mondo!

- Il nostro mondo è meraviglioso: ci sono il sole, l’acqua e la terra! Il tuo mondo invece com’è?

- Il mio mondo è diverso. Non è fatto di questa strana energia che chiamate materia, ma da flussi di energia!

- Allora vieni, sali sopra uno dei nostri rami per vedere meglio il nostro mondo!

Il cyborg si arrampica sui rami dell’antica quercia, fino alla sua cima.

All’orizzonte, man mano che sale, la luce del sole accende di colori tutto ciò che raggiunge. I raggi si estendono sinuosi. La loro energia luminosa inizia ad influenzare la foresta.

Tutto sembra sbocciare al loro tocco. Il cyborg estasiato osserva senza riuscire a comprendere ciò che vede. La vecchia quercia le spiega.

- Il sole sta germogliando. I suoi rami caldi poco alla volta si allungheranno su tutta la foresta e grazie a lui i fiori si schiuderanno, i nostri corpi cresceranno e i nostri frutti nasceranno.

- Che meraviglia, tutte le volte che salirò su di te vedrò questo?

- Ogni volta che salirai sopra di me sarà sempre diverso.

- Perché?

- Perché ogni giorno è diverso dagli altri: il cielo sarà diverso, la mia chioma avrà foglie nuove e anche tu sarai diverso, perché i tuoi occhi vedranno con emozioni diverse.

- E’ una cosa bella?

- Dipenderà da te.

- Il tuo mondo è così bello!


Il cyborg ringrazia abbracciando il grosso tronco dell’albero e la loro energia si fonde. La quercia riesce a percepire il mondo della nuova amica, ne sente fluire l’energia e si accende con colori luminescenti.




Il giorno avanza, così come il giovane cyborg, alla scoperta delle creature che abitano la grande foresta. Ogni forma di vita gli racconta di sé, invece le pietre gli trasmettono la loro antica memoria. Ogni angolo della sua essenza vibra di meraviglia e con lui anche il suo mondo.

Verso il tramonto il cyborg ritorna sulla vecchia quercia ed assapora insieme a lei gli ultimi raggi del tramonto, poi si addormenta.


All’alba il nuovo giorno è disturbato da inquietanti vibrazioni che muovono l’aria. Da qualche angolo distante della foresta si alzano dei rumori che si avvicinano velocemente. L’atmosfera è cambiata, è successo qualcosa, gli alberi ne stanno parlando con la vecchia quercia. Poi, all’improvviso delle esplosioni e delle fiamme altissime divorano il cielo. Il cyborg si guarda intorno mentre richieste di aiuto e grida di sofferenza si alzano con un’incendio che avanza nella loro direzione.

- Cosa sta succedendo? Non mi piace tutto questo!

Sente su di sé la disperazione della foresta. Si allontana correndo. Quando ad un certo punto si accorge di correre da solo in un campo. La quercia e altre creature non si sono messe in salvo. Non possono. Le fiamme iniziano a divorare le fibre dei loro corpi. Non c’è scampo, c’è solo tormento.

Allora il cyborg inizia a piangere ed invocare aiuto ad alta voce. Poi si accovaccia sul terreno, con le mani penetra la terra e la sua energia si apre, come onde dell’acqua in uno stagno, per cercare di raggiungere e soccorrere chi invoca aiuto. Così scopre che le invocazioni oltrepassano i luoghi che ha conosciuto, Si allargano da fiumi, mari, monti, ovunque l’uomo sia arrivato ad inquinare e distruggere la natura.

Per quel mondo non esiste possibilità di sopravvivenza. E’ solo questione di poco tempo. Un ultimo gesto, un ultimo tentativo. Un grande fascio di luce abbagliante ingloba la terra e poi scompare nel nulla.



Adesso è tutto buio, nessun rumore, nessun odore.

Poi, ancora una volta, un impulso, poi un altro e poi tanti altri ancora. Un’ondata di impulsi si apre con una debole luce bianca, che poco alla volta si trasforma in forme e colori avvolti dall’immensa aura colorata della foresta, prima che venisse incendiata.

Il cyborg si avvicina alla quercia e l’abbraccia, poi si arrampica su di essa fino al ramo più alto da cui può vedere spuntare l’alba.

- Cos’è successo mio piccolo amico cyborg? Ricordo che poco fa stavo morendo!

- Ho creato un nuovo mondo dove tu e tutte le altre creature della terra, che amate e rispettate la vita, vivrete senza subire sofferenza a causa della cattiveria e dell’egoismo dell’essere umano. Ho duplicato il vostro pianeta lasciando fuori la tecnologia che la stava conducendo alla distruzione.


Il sole sorge per la prima volta su quel nuovo mondo. Nessuno saprà mai se è un mondo cibernetico o soltanto un’illusione. Intanto la vita si risveglia intorno a loro e più lontano i fiori aprono le loro corolle, gli insetti iniziano a battere le ali e qualche cerbiatto si muove nell’erba.

- Quercia, il mondo che abbiamo conosciuto non sarebbe mai stato così bello!


(testo ed immagini di Marilena Parrinello)


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×