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Una storia di Atrabile

Questa storia è presente nel magazine Arboricoltura

Arboricoltura 0: prologo

Racconti sul Panteismo

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4 minuti

Pubblicato il 24 giugno 2020 in Altro

Tags: #arboricoltura #linguaggio #matematica #panteismo #zenone

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- "Nel paradosso di Zenone l'unica assunzione cieca, l'unica certezza inamovibile, è l'esistenza dell'Uomo, autodeterminato e ben definito: un punto tra gli spettri confusi di ombre, di fulmini, di fiamme. Le leggi della fisica, per Zenone, non sono e il libro della Natura è una scrittura minore, anzi tra le righe, del libro dell'Uomo. Lo stesso Achille, se definito per mezzo delle sue caratteristiche, non basta a se stesso per superare la tartaruga se prima non è individuata, nella coscienza dell'Uomo, la contestualizzazione di questo fatto, la proposizione implicatrice, neanche se nel libro della Natura è incisa questa esatta proposizione, l'autorità non basta.


Nel libro dell'Uomo, il centro è il punto fisso di un processo ricorsivo, un sistema dinamico involutivo: appena si proferisce parola, appena il linguaggio prende anche una sommaria forma nell'intelletto, ecco che un nuovo giudice è pronto per osservare il sistema così composito: l'ambiente, l'individuo e il suo pensiero. Questo giudice non è più l'individuo stesso, capace di osservarsi, questo è un nuovo individuo, sa infatti più del Mondo, rispetto al suo alterego appena passato. Ecco il processo ricorsivo, che si annida sempre di più verso l'unico centro alla fine del tempo. Noi definiamo coscienza la derivata di questo processo, il momento di cambiamento da un individuo al suo successivo, che accade nel tempo presente, ma la memoria e la Natura, insieme, smentiscono l'esistenza stessa di questa quantità.


Il panteismo è tenere conto di ciò, cercare, nel libro della Natura, le tracce di questo punto fisso, sentirne l'eco nelle onde più ancestrali dell'Universo, in quei segnali che arrivano da lontano e viaggiano verso un altrettanto lontano luogo."


- "Date le premesse iniziali, come può il libro della Natura tenere traccia di ciò, se la sua autorità è sempre nulla, nei confronti del libro dell'uomo?"


- "La sua autorità non è infatti nulla, bensì infinitesimale. Cosa è un infinitesimo: ciò che è infinitamente piccolo per un sistema, un elemento che figura zero per esso, ma che in realtà dispiega intorno a sé un mondo di quantità diverse, che raccontano di più rispetto alla matrice che lo disconosce inizialmente.

Dal momento che l'Uomo segue la via del processo ricorsivo, il suo libro necessariamente viene ridotto nelle pagine e nelle leggi, fino ad essere assorbito da un'unica verità, madre di ogni altra. Infatti, nessuna verità scritta nel libro dell'Uomo è capace di determinarne di nuove in esso non scritte, perché queste verità, soggiacenti all'autorità di ciò che le ha generate, sarebbero pertanto non nuove. Il libro quindi viene ridotto sempre di più e se si arrivasse al limite per il quale due verità soltanto rimanessero, in quel caso un nuovo individuo potrebbe ancora generarsi, un individuo che distingue nel suo pensiero la differenza tra queste due verità e pertanto vorrebbe dire che il punto limite del processo non sarebbe stato raggiunto, negando l'ipotesi iniziale. Il libro viene quindi ridotto fino ad essere una sola verità. D'altra parte cosa succede al libro della Natura? Il libro della Natura è lo sfondo in cui accade tutto ciò, esso vive tra le lettere del libro dell'Uomo e mentre questo si impoverisce sempre più di caratteri, l'altro assume sempre più compiutezza e dettagli, fino ad arrivare al punto in cui tutto è espresso: la piena autonomia della Natura. Le sue leggi sono allora ben specificate, molte e dettagliate, in grado di organizzare in maniera puntiforme ciò che accade in essa e, dal momento che lo scorrere del tempo viene finalmente codificato pienamente in essa tramite il cambiamento e la traiettoria, essa possiede finalmente memoria, quella memoria che prima apparteneva all'Uomo, quindi completa e soggettiva, ora appartiene a lei e in quanto tale le sue leggi sono valide retroattivamente, financo l'Uomo: unica eccezione, la Verità che appartiene a quel punto limite, inamovibile, l'unico inchiostro rimasto presente.


Ciò che viene espresso nel libro della Natura è informazione e tale informazione è anche la stessa che lascia il singolo individuo in questo processo, in particolare esiste, alla fine del tempo, tutta l'informazione naturale che un individuo aveva in sé e poiché esiste, tutta, alla fine del tempo essa deve essere atemporale. L' informazione già esiste in termini potenziali al momento della nascita, in cui questa è ancora racchiusa nell'individuo, come nel momento della morte, in cui l'informazione è già presente fuori dall'individuo, ma sotto forma di conglomerati, ancora confusi: può essere in un monumento, nella storia di un popolo, nella vita quotidiana di un paese, nei propri figli.


«Tutto passa, ma tutto rimane. Questa è la mia sensazione più profonda: che niente si perde completamente, niente svanisce, ma si conserva in qualche modo e da qualche parte. Ciò che ha valore rimane, anche se noi cessiamo di percepirlo.»


Florenskij, Non dimenticatemi.


Un panteista, che coltiva questa religione di informazioni e potenzialità racchiuse in sistemi frattali che nel tempo si dispiegano nel Mondo, cerca di trovare il punto fisso studiando questi sistemi e quindi, in un senso molto preciso, sta cercando di ricostruire un libro a partire da ciò che si cancella, cercando di trovare la strada che lo porterà al centro. Il suono che si fa canto e dal canto cercare il suono che lo ha generato."






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