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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine PICCOLI OMICIDI QUOTIDIANI

CLAIRE

(..fuori di testa).

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11 minuti

Pubblicato il 02 dicembre 2018 in Humor

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Claire, (..fuori di testa).


Chi mai l’avrebbe immaginato! George, tu sai di Claire, vero? No, che cosa dovrei sapere? Ma come, che ha dato di testa ed è stata arrestata! Ah, questa poi mi giunge nuova, e comunque non è la prima volta mi pare. Non vuoi sapere perché? Non che mi interressi più di tanto, però dimmi Ann, anche se in realtà stavo dando un’occhiata al giornale. Appunto, vai alla pagina della cronaca, in basso a sinistra. Certo non c’è cosa più a sinistra di aver ucciso qualcuno, immagino. Ma che vai a pensare, Claire non sarebbe capace di uccidere nessuno, è solo stata colta in fragrante a rubare, come tu sai è affetta da cleptomania, poverina! Poverina un caz..! George, che modi sono questi di parlare di una nostra rispettabile amica. Tanto rispettabile che ha avuto il coraggio di uscire di casa nostra con in braccio la statua d’avorio antico, come se portasse via il suo ombrello.

Ti rammento che è stata solo una sbadataggine di poco conto. Se ben ricordi l’indomani era di nuovo qui, al suo posto. Non certo perché abbia avuto intenzione di rendercela, la poverina! Ma che dici, non se n’era neppure resa conto. E poi, quando sono scesa nel suo appartamento per recarmi con lei dal parrucchiere, comunque era lì, nell’ingresso, pronta per restituircela. Tu lo dici, ma come al solito ti sbagli, del resto hai sempre preso e continui a prendere le difese della tua amica, ‘poverina’. E tu allora che continui a odiarla, avanti di che non è così! No, non a odiarla, piuttosto la strangolerei tutte le volte che apre bocca. Il che conoscendoti, è perfettamente coerente con quanto gli auguri ogni volta che esce di finire tra le mani dello strangolatore di Londra.

Non credere non ti abbia sentito, sai! Semmai le auguro di cadere per le scale ogni volta che esce dalla porta di casa, è diverso, e non di arrivare fino al suo piano, quanto almeno di ruzzolare fino al portone, anzi fuori di strada e finire per essere travolta da un auto che passa, così finalmente ce la togliamo dai coglioni … Mah George! Poverina, la detesti davvero così tanto, proprio non ne comprendo la ragione. E no, certo, adesso finisce che apriamo un centro di accoglienza per vicini di casa in stato confusionale, non basta che viene qui a chiedere ogni sorta di cose, e questo perché gli manca, e l’altro perché ha dimenticato di prenderlo al mercato, o perché improvvisamente ha finito qualcosa senza accorgersene. E come se non bastasse ogni volta si mette a parlare almeno per mezz’ora, quando va bene, senza interruzione, e per giunta delle cose più assurde che sia dato sentire.

George fai prima ad ammettere che la odi. Per non dire degli sproloqui che gli escono di bocca nei confronti di questa e di quella, del marito di, o dell’amante di, della disgrazia accaduta a, e quell’altra dipesa da. Se permetti Ann, preferisco ascoltare la radio, che non solo dice molte cose più interessanti e di qualche utilità, ma che almeno se mi stanco di starla a sentire, posso sempre spegnerla, ma Claire? Va bene George, va bene, ho appreso il messaggio, non sperticarti a dirmi che la tua insofferenza verso i nostri vicini dipende esclusivamente da Claire e non piuttosto dal tuo essere diventato dispotico e asociale. È ciò che pensi di me? Si, ma ti amo lo stesso. Ah, grazie tante Ann, non sapevo di covare una serpe in seno, pronta ad avvelenarmi l’esistenza ogni volta che si parla di qualcuno che ti sta a cuore, chissà poi perché?

Cosa vuoi insinuare? Nulla di più di ciò che ho detto, se permetti un interrogativo alla fine suona meglio di una sentenza, non ti pare? Continua pure a leggere mio caro, il tuo giornale è certamente più opportuno. Ti prego Ann, di non volermene se la notizia di cronaca riporta che Claire è indagata per l’uccisione dell’uomo trovato morto con un colpo di pistola alla testa nell’ascensore del nostro ‘rispettabile’ condominio non più di due settimane fa. George che dici, fammi leggere? Chiede Ann quasi strappandomi il giornale dalle mani. So per certo che Claire non conosceva quell’uomo! Da quando tieni il conto dei suoi cascamorti? Ma George che dici, vuoi che Claire non me ne avrebbe parlato? Per questo credo proprio di sì, nella baraonda di cose che sempre ti racconta, magari ti è sfuggito, pertanto sei sua probabile complice, se non altro per aver taciuto, qualche particolare piccante.

Ma scusa, spiegami, taciuto a chi? In primis a me che sono tuo marito, poi alla Polizia. No, per favore dimmi cosa centro io con la Polizia? Immagino che presto verrà a chiedere informazioni, nessuno disconosce la vostra frequentazione, senz’altro qualcuno dei tuoi amati coinquilini l’avrà già informata, di quanto accadeva. Se alludi al fatto che Claire ricevesse in casa degli sconosciuti non ci riguarda, poiché seppure risultino estranei a noi, ciò non vuol significare che lo siano a lei. Come ragionamento non fa una grinza, di certo in quanto a essere sensato, quanto affermi risulta piuttosto ambiguo, se non addirittura fa sorgere più di un dubbio dall’essere lecito. Come al solito vai oltre George, povera Claire, che sorta di dubbio? Oh, scusa tanto Ann, vuoi negare che le vostre rispettive visite inducano a pensare che qualcosa di privato tra voi debba esserci? Cosa, cosa, cosa? Come dire, qualcosa di personale, di una qualche intimità che va oltre il comune rapporto confidenziale.

Spero proprio che alla Polizia non ragionino come te, George, sarebbe davvero un guaio. Povera Claire, vero? Certo che sì. Fai molta attenzione Ann a ciò che dici, hai appena ammesso di ricevere da lei confidenze in certo qual modo, imbarazzanti. Imbarazzanti? No, intendevo, compromettenti! Vorresti insinuare che io possa essere minimamente compromessa con l’uccisione di quell’uomo? Non minimamente Ann, ‘tantissimamente’, come persona al corrente dei fatti. Quali fatti? Ma quelli intercorsi tra Claire e il defunto cadavere. Premesso che se qualcosa è potuto accadere tra lei e quell’uomo, questi doveva essere vivo e vegeto prima di essere cadavere, e ciò solo per mettere ordine nelle cose, come sempre mi riprendi tu, George. Sia ben chiaro che non sono a conoscenza del tipo di relazione che Claire abbia avuto col suddetto.

Ahi, hai Ann sei caduta in un’altra ammissione, dicendo di non conoscere di che tipo fosse la loro relazione, di fatto ammetti di essere a conoscenza che una relazione pur c’era tra i due. Solo ora mi accorgo che devi avere una mente assai contorta George, solo tu riesci a pensare ciò che pensi e a farmi dire ciò che neppure mi passa per la mente, dimmi come fai? Semplicissimo, ragiono! In quanto a ciò, lasciami dire che non credo affatto che i tuoi ragionamenti abbiano un senso, almeno non questa volta. Piuttosto sembrerebbe che tu nasconda un qualche risentimento nei miei confronti, una sottile vena di rivalsa mascherata di cui provi un sottile piacere vendicativo. Sono certa che qualcosa ti turba, un dubbio forse, o devo pensare che si tratta di pura e semplice gelosia tutta al maschile? Dovrei essere geloso di Claire o del defunto cadavere?

Non so, fai tu, fatto è che comincio a pensare che possa essere stato tu a uccidere quell’uomo anziché … La ‘povera’ Claire, dillo! Non ne sono più tanto sicura, potresti essere geloso di me e avendolo visto uscire o entrare nel palazzo più volte hai provveduto a levarlo di mezzo, e fare in modo che Claire, con i suoi precedenti, fosse incolpata del delitto, solo per togliere di mezzo anche lei e non intralciare la tua ‘sacra’ e apparentemente pacifica esistenza. Pensi tutto questo di me? Sì George, penso proprio che tu ne sia capace, data la tua intolleranza. Fatto è che qui si parla di Claire Bergould e non di me come possibile colpevole di omicidio. Aspetta ma … Claire di cognome non fa Bergould e, non c’è nessun Bergould nel nostro condominio. Sarà il suo cognome da signorina. Sai benissimo che non è sposata, poverina. Lo sarà stata? Nemmeno una volta in vita sua. Imperdonabile, forse sarebbe stato meglio per lei, e per noi anche.

Oh George, sei il più cinico degli uomini che abbia mai conosciuto, freddo, impudente, presuntuoso e tracotante … E nient’altro? Tu invece, sei la donna più amabile, adorabile, ma anche la più passionale, impetuosa che abbia mai … Bugiardo come al solito, e incosciente per giunta, non sai il rischio che corri a dire così. Sì, mi piace correre di questi rischi. Non toccarmi George, non ora, prima devi … ogni volta che discutiamo poi finisce sempre così … Aspetta George, suonano alla porta, vado ad aprire, chi sarà? Chi vuoi che sia, a quest’ora se non è Claire è la Polizia! Dio mio, la Polizia, no? Può darsi. Ciao Claire, sei tu, ma non dovevi essere in … ? Zitta non parlarmene! Shhhh, c’è di là George – sento che dice Ann mettendo in guardia l’amica.

Mia cara Ann, non immagini neppure che rottura di scatole, è tutto il giorno che ricevo telefonate, da questo e da quella che mi insultano, che mi danno dell’assassina, di mangiatrice di uomini, che mi chiamano mantide, che prevedono per me le pene dell’inferno, che mi sono macchiata di omicidio nei confronti di uomini che mi hanno donato se stessi, come se ci fossero state loro a letto al posto mio. Inutile dirti che io non c’entro niente con tutto ciò, vero è … non dirmi che …? Ma certo che no Ann, cosa vai a pensare, ti pare, te lo avrei detto. Io non lo conoscevo neppure, anche se da tempo lo vedevo col suo cappello floscio salire le scale lentamente e fermarsi a ogni pianerottolo, avvicinarsi a leggere i nomi degli inquilini, tuttavia senza capire perché lo facesse, e poi un bel giorno trovarlo morto stecchito nell’ascensore del palazzo. Dicono che …

No, non è affatto così mia cara Ann, io c’ero, anzi diciamo che io non c’ero, nel senso che non ero presente al fatto, però a riguardo posso farti una confidenza, io l’ho visto spesso entrare nell’appartamento del terzo piano. Non dirmi, dalla signora Eve? No sai, in quello dove ti dico sempre che dovrebbe esserci un’agenzia, che non ho ancora ben capito che cosa facciano, o cosa succeda. Indubbiamente qualcosa succede, non vorrei che sia stata una delle impiegate, magari la tenutaria, persona che non conosco, ma che mi dicono sia una sorta di maitresse, alta, volitiva, con la tendenza al comando, che fa filare tutti quelli che entrano da lei, ma tu sai chi è, quella che abbiamo incrociato per la strada, ricordi te l’ho indicata una volta … Non la ricordo Claire, quando? Davvero non la ricordi?

Ma sì, non puoi non ricordarla, un donnone con la faccia di bronzo, molto truccata, coi capelli neri portati così … con un neo sulla guancia … lasciamo stare, non importa, che dire insomma, sono giorni che mi squilla il telefono, così ho chiamato la Polizia e ho chiesto di provvedere, loro mi hanno fatto un sacco di domande, su chi lo conosceva, su chi poteva averlo visto. Come se non bastasse indagano su chi frequento, su chi conosco, su chi mi porto in casa, sulla mia piccola e innocente mania di prendere delle cose in prestito. Come al solito sei male informata Claire, si chiama, ‘rubare’, per il Codice Penale non esiste la dicitura ‘prendere in prestito’ riferita alla mancanza di consenso da parte di uno dei due contraenti – intervengo io di proposito, raggiungendole in salotto dove si sono appena accomodate.

George please, non essere sgarbato, del resto la povera Claire è venuta a cercare solo un po’ di comprensione. Ma davvero Claire, dimmi che sei stata oggetto di uno scambio di persona, quindi … Beh, sotto certi punti di vista posso dire d’aver vissuto il mio momento di successo, sentirsi così ‘indagata’ dalla Polizia è come vivere su un palcoscenico, e tutta quella gente che mi chiama, che mi chiede, che mi adora come una mantide religiosa. In un certo senso è come avere molti fan, tanti amici pronti a edulcorarti, a incensarti, è cosi Claire?, le chiedo. Claire mi ignora.

Ma dimmi Ann, tu hai mai provato una tale affermazione, oh devi provarla, è davvero meraviglioso. Uhhhmmm!, posso prendere un cioccolatino, mi sento alquanto stressata, devo farmi passare l’amaro che ho in bocca per poter parlare di cose dolcissime. … Beh, non so voi, ma una così, che si catapulta in casa vostra, a un’ora indecente della sera, dopo cena, e soprattutto dopo che i vostri ragazzi sono andati a dormire, quando finalmente dopo una giornata di lavoro pensavate di godervi la desiderata pace coniugale, e il ‘meglio di voi’ sta per trovare la sua realizzazione, non ditemi che non l’avreste strangolata, lì seduta stante, sul divano del vostro salotto.


Ditemi almeno che ci avreste pensato, che l’avreste segretamente fatto, malgrado vostra moglie e la mia Ann, non fossero propriamente d’accordo. Non è forse così?




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