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Una storia di Beadventurer

Campeggio in mezzo ai canguri.

Una notte indimenticabile nella terra dei canguri, Australia!

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6 minuti

Pubblicato il 29 gennaio 2021 in Viaggi

Tags: #viaggi #canguri #campeggio #australia

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Era il sei Dicembre 2019 il giorno in cui, due pazzi Australiani, decisero di darmi un assaggio di cosa significasse crescere e vivere in una terra così misteriosa e selvaggia, qual è l’Australia.


Parola d’ordine: niente piani! O meglio, flessibilità.


Già, perchè non era proprio in mezzo ai canguri dove dovevamo campeggiare, bensì nella Peninsula Hot Springs! Un’oasi colma di terme naturali situata nella Mornington Peninsula, un centinaio di chilometri distante dal centro di Melbourne.


I nomi dei due pazzi sono: Matt (figlio di Vivian, la donna che mi ospitava allora) e Zac, suo amico.

Premetto che non conoscevo nessuno dei due ma tieni bene a mente: gli australiani sono estremamente amichevoli e quello che ti sto per raccontare ne è la prova.

LA PARTENZA


E’ stato tutto piuttosto improvvisato.

Alle ore 17 circa ricevetti una chiamata dal pazzo numero uno:

- Hey amico, piacere Matt, ci sei per un campeggio stanotte?

- Hey amico, piacere Alex. Che domande, certo che sì!

- Bene, porta quel che vuoi, alle ventuno siamo da te

Procurai un po’ di cibo spazzatura e il giusto quantitativo di birre (qualcuno ci doveva pur pensare) ed iniziai impaziente ad attendere i due sconosciuti e, con essi, anche la mia prima vera avventura australiana!

Con puntuale ritardo ecco arrivare Matt e Zac.

Si riconoscono per l’immancabile capello lungo e coda, che aggiunge un tocco wild, perché è così che va in Australia!


Sorridenti ed amichevoli mi accolgono con un caloroso abbraccio e, senza indugi, caricammo l’attrezzatura.


E’ così che nasce la nostra amicizia e con essa anche la nostra avventura!

IL VIAGGIO


Tra una chiacchierata e l’altra, in qualche tempo, già sembriamo conoscerci da una vita!


Sfrecciamo sulle freeway australiane (le superstrade italiane) a tutto gas fermandoci soltanto per una breve sosta per fare scorta di viveri in una stazione di servizio (nel dubbio, sempre meglio abbondare col cibo).

Macinammo chilometri proseguendo in direzione sud avvicinandoci sempre più alla meta.


A un certo punto, tuttavia, il nostro senso d’orientamento decide di tradirci e, per qualche motivo, ci portò a confondere una piccola stradina ghiaiata dispersa nel nulla per l’ingresso di Hot Springs.


Pensammo:

- Alla fine sono terme naturali, dunque anche l'ingresso potrebbe essere frainteso, no?

E così ci avventurammo lungo questo infinito sentiero buio e stretto che presto si arricchì di una fitta boscaglia ai lati.


Ora ci fu tutto chiaro: eravamo giunti nel bel mezzo del nulla.

Ci trovammo nella cosiddetta country australiana o, più semplicemente, un’area rurale.


Avevamo ormai percorso svariate miglia lungo questa affascinante stradina, ne sarebbe davvero valsa la pena tornare indietro? Assolutamente no.


A convincerci furono proprio i canguri.


Già, perché proprio come imboccammo il sentiero e la vegetazione si fece fitta, ecco spuntare uno, due.. oh eccone un altro! Dieci, venti.. SIAMO INVASI DA CANGURI!

Al ritmo dei quindici chilometri orari ecco balzare famiglie di canguri in ogni dove!

Non scherzo: eravamo nel loro habitat naturale.


Non ero l’unico stupito. E’ vero che gli Australiani sono abituati ad avvistarne ma è anche vero che li adorano ed è sempre un piacere per loro incrociarli.


Calmata l’eccitazione valutiamo che perderci è stato un colpo di fortuna.

I PREPARATIVI


Proseguimmo dunque alla ricerca degli arbusti che più ci piacevano e che, soprattutto, avrebbero retto meglio le nostre amache.

Già, amache e non tende, perchè il bello di questi due australiani è che non erano soltanto pazzi, ma anche geniali!


La sera stessa, infatti, scoprii che essi avevano progettato amache da bivacco, perfette quindi per godersi a pieno la magica atmosfera del campeggio.

In fin dei conti il bello dell’accamparsi a mio parere è stare a contatto con la natura e dunque perché mai rifugiarsi all’interno di una tela?

Con rara attenzione scrutammo tra la fitta vegetazione e scorgemmo un gruppetto d’alberi che formavano un quadrato semi-perfetto.


Al ché eravamo convinti; ci saremo fermati in quel punto.

Matt allora spense il motore della macchina avendo cura di lasciare i fari in funzione e puntati sulla nostra postazione.


Eravamo in mezzo al nulla più totale e c’era un buio quasi spettrale, il ché rendeva il tutto ancora più affascinante.


Zac e il suo compagno cominciarono così i preparativi ed io, al contempo, ammettevo timidamente che quella sarebbe stata la mia prima nottata in campeggio.

I due si volsero contemporaneamente verso di me e seguì un’istante di imbarazzante silenzio spezzato da un incisivo:

Che cazzo di vita hai vissuto fin ora, fratello?”

Non si sbagliavano, me ne sarei accorto la mattinata successiva che avevano ragione.

LA NOTTE


Li ammiravo fissare quelle straordinarie amache di tela, incredibilmente resistenti, nel tentativo di imparare io stesso… E così, in pochi minuti, era quasi tutto pronto.


Ne approfittai per tirare fuori la scorta di Doritos e salsa piccante messicana più qualche birra mentre Zac, d’altro canto, mi introdusse le sue notevoli qualità nel cucinare deliziose uova in camicia preparandone una porzione ciascuno.


Matt, invece, si occupò dell’atmosfera: accese qualche candela tra un albero e l’altro, profumò l’aria con la giusta quantità di incenso, preparò tre tisane e mise su un po’ di buona musica rilassante (lasciar scegliere la musica a Matt fu una scelta saggia, le sue playlist sono disarmanti, ne ha una per ogni occasione).


Ora era tutto pronto.


Lasciammo sprofondare i nostri corpi sulle comodissime e piacevoli amache, la nostra calda tisana tra le mani, e l’incredibile cielo australiano ricchissimo di stelle sconfinava sopra noi.


Il tempo si era fermato.


Eravamo in mezzo al nulla, senza connessione ad internet ed in piacevole compagnia di qualche timido canguro che sentivamo zampettare qua e là, in una fresca ed intensa notte d’estate australiana.


Matt e Zac erano soliti a fare questo tipo di avventure ma per me era una novità.


Rimasi sopraffatto dalla bellezza che quel continente, l’Australia, mi stesse offrendo.


I Sonic Dawn ci facevano da sottofondo mentre iniziammo a fantasticare sulle forme delle stelle.

Non facevo altro che ripetere quanto stessi amando Melbourne e quell’atmosfera da altra parte del mondo che solo da quelle parti si respira.


Qualche goccia di pioggia sottile iniziò a calare su noi ma niente poteva rovinare quella magica nottata.


Presimo lentamente sonno, quasi a non voler far passare quel momento così magico, risvegliandoci solo qualche ora dopo, al levar dell’alba… In quella piacevole e quiete vegetazione dispersa nel nulla.


Terminò così, una delle nottate più belle mai passate in vita mia di cui conserverò sempre un ricordo indelebile.

In viaggio, la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia.


- Nicolas Bouvier

© Alex Negrini - Be Adventurer, 2021

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Originariamente pubblicato su: https://beadventurer.com

Sul sito sono disponibili tutti gli articoli tradotti anche in inglese!


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