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Una storia di utente_cancellato

IRONIA DELLA MORTE

Al maestro Allan Poe: "Non mai!"disse il corvo. E là senza più muoversi rimane esso a guardare, né l'alma da quell'ombra lunga sul pavimento sarà libera mai!

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2 minuti

Pubblicato il 16 ottobre 2018 in Humor

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La morte è una maschera gettata via riconoscibilissima per certi, si è nudi letteralmente, insanamente lucidi, straordinariamente impotenti. "Perché ridi?", gli chiedevo con una espressione di falsa sorpresa, e lui riprendeva senza parlare con quell'aria beffarda: "hi hi hi, hi hi hi", tanto da farmi raggelare il sangue, ma anche pensare a quell'uomo che avevo davanti così spavaldo anche se fiaccato a letto da settimane, che si prendeva gioco dall'alto della sua eccessiva magrezza della morte, o forse solo di me, riflettevo in silenzio con un tremito di paura che non sapevo nascondere. Faceva freddo in quella stanza, nessuno più parlava, tutti cercavamo mezzi tremanti di mantenere un po' di contegno, un minimo di decoro date le circostanze. Persino sua nipote, all'occorrenza diventata gentile, fino a poco prima una persona schiva, quasi inavvicinabile, ora stava lì mansueta, pronta a prestare soccorso, utile per lenire le piaghe eventuali, certe. La figlia si lei forse sembrava quella più preparata, stava già pianificando tutto per il meglio, ogni volta che si affacciava a guardare folle suo padre o ciò che n'era rimasto, era in atto nella sua mente deviata dal dispiacere una sorta di prova generale della veglia funerea, dentro di sé stava già ripassando il rosario, aveva persino pensato all'epitaffio sulla sua tomba: "un uomo forte e sempre allegro persino in punto di morte", ripeteva seriamente ad alta voce tra sé e sé. Mi congedai alla fine nell'imbarazzo generale, "è la vita mi sentii dire dietro, è così", ma prima di andare lo fissai negli occhi: normalmente sono abituato a guardare riflessa la mia stessa immagine, in qualche modo addolcita, migliorata, più buona, e ciò mi rasserena; a volte però, avevo imparato a mie spese che non è affatto così e purtroppo ciò che ho visto in quegli occhi non aveva aOlcun riflesso, è un glaucoma privo di luce, è un obbiettivo fisso di una telecamera che non sta più riprendendo, e ciò mi inquieta... Ancora di più il messaggio che ho ricevuto oggi: "il nostro Peppino è passato finalmente a miglior vita". E ahimè, continuerò a sentire ancora dentro di me quella amara risata.

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