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Una storia di OrnellaStocco

Questa storia è presente nel magazine Storie di Donne

Scarpette rosse

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9 minuti

Pubblicato il 14 settembre 2018 in Altro

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- Mamma, ti prego ti prego, andiamo al parco?
- Non ho molta voglia Gloria, ho un po’ di mal di testa e ancora mille cose da fare, forse più tardi, ok?
La bambina trotterellava attorno alla sua mamma intenta a sistemare gli ultimi piatti nella lavastoviglie.
- Mamma, per favore, solo dieci minuti e poi guarda che bel sole non mi va di stare in casa...
Effettivamente la bella giornata di un dolce aprile invitava ad uscire e poi quell'appartamento era una specie di scatola. Troppo piccolo. Troppo buio. Troppo triste dopo che Tommaso le aveva lasciate.
- Ok, ora io finisco in cucina, tu vai a fare i compiti e quando li avrai terminati vengo a controllare, se avrai fatto tutto bene usciamo. Va bene?
- Sì sì va bene, vado subito a fare i compiti ma...
- Niente ma, subito a fare i compiti e senza fretta!
- Ok mamma...
Gloria con lo sguardo basso, un po’ imbronciata, si diresse verso la sua cameretta.
Luisa pensò che sua figlia avrebbe meritato un padre più attento: da due anni si era totalmente disinteressato a Gloria. La bambina cercava spesso il padre al telefono ma lui ogni volta campava in aria mille scuse per non vederla, per non tenerla con se neanche un giorno. Nemmeno i fine settimana, come stabilito dal Giudice. Gloria di questa situazione soffriva molto.

Irresponsabile sei. Immaturo sei. Un ragazzino. Ho sposato un ragazzino capriccioso. Lacrime di rabbia stavano rovinando una bella giornata di sole. Luisa non voleva più stare male per lui. Cercò di concentrarsi su quello che stava facendo. La cucina era in ordine, entrò nella camera di Gloria.
- Hai finito tesoro?
- Sì mamma guarda se ho fatto giusto...
Luisa si avvicinò alla scrivania di sua figlia, prese in mano il quaderno ordinato come solo una bambina in prima elementare può avere. Quanto amore in quelle pagine pulite con parole ordinate e i disegni dai colori tenui.
Gloria sorridendo e assaporando già la passeggiata al parco rimaneva in attesa del giudizio di sua madre che a sua volta le sorrise.
- La mia piccola scolara è proprio brava e si merita un gelato al…parco!
-Sììì…
- Forza ora mettiti le scarpe da ginnastica e prendi una felpa che verso sera l'aria è ancora fresca...
Gloria guardò la mamma con i suoi grandi occhi chiari.
- Mamma...
- Gloria, sbrigati a vestirti!
- Mamma, posso mettermi le scarpe nuove e...
- Cooosa? Vuoi andare a giocare al parco con le scarpette nuove? Non se ne parla proprio!
Gloria si fece seria, quell’espressione Luisa la conosceva molto bene.
- Gloria non iniziare a fare i capricci altrimenti salta tutto e rimaniamo a casa!
In quel momento sua figlia le sembrò più grande; una piccola donna con grandi occhi innocenti.
Sussurrando disse alla madre.
- Mamma, ti devo svelare un segreto, questa mattina Fabio mi ha chiesto se volevo fidanzarmi con lui...
Gloria era serissima, a stento Luisa nascose un sorriso. La sua bimba era innamorata, che tenerezza! Fabio era un bambino che abitava nel condominio di fronte al parco, Luisa non conosceva bene la famiglia da poco trasferita in quel quartiere.
- Ah sì? E tu che gli hai detto? Hai accettato?
- Ho detto che gli avrei dato una risposta oggi pomeriggio se veniva a giocare con me...
- Ho capito Gloria ma puoi anche parlare in modo normale in casa ci siamo solo noi due!
Gloria sembrò sollevata.
- E comunque le scarpe nuove non te le metti anche se ti devi incontrare con Fabio, domani c'è la festa di tua zia, le abbiamo comprate per questo, ricordi?
Le scarpette rosse le avevano acquistate per il compleanno di Claudia sorella di Luisa. Le aveva scelte Gloria per accompagnarle all'abitino di mussolina a fiorellini gialli e rossi.
- Mamma ti prego, non voglio fidanzarmi con quelle scarpe vecchie e rotte!
- Per giocare al parco andranno benissimo. Gloria, non insistere sto perdendo la pazienza...
Ma Luisa conosceva fin troppo bene sua figlia e sapeva che quando si metteva in testa una cosa non c'era verso di farle cambiare idea. Attendeva la prossima mossa.
Gloria mise in atto l'arma più potente: il pianto.
Luisa non sopportava di vedere sua figlia piangere, per nessuna ragione. Nella vita c'è sempre tempo per piangere pensò mentre si avvicinava all'armadio per prendere la scatola con le scarpe nuove. Sospirò ricordando che lei da bambina aveva desiderato un paio di scarpette così.
- Ecco, sei contenta ora?

L'espressione della bambina la diceva lunga; seduta sul bordo del letto, a piedi nudi e con lo sguardo sul pavimento, non si muoveva.
- Oh insomma e adesso cosa c'è!

Luisa ogni volta che cedeva ai capricci di sua figlia un secondo dopo era già pentita.
- Devo mettere queste bellissime scarpette con la tuta da ginnastica?
- Ho capito dove vuoi arrivare e siccome ti conosco ecco qua...

Adagiò sopra il letto il delizioso abito, il golfino rosso come le scarpette, le calzine bianche di pizzo, infine le scarpe.

-E adesso vestiti, sarai bellissima per il tuo Fabio...
Dopo pochissimi minuti Gloria, esultante, apparve in soggiorno.
Quanto è bella la mia bambina. Pensò Luisa ricordando una sua foto fatta a quell'età. Due gocce d'acqua.
- Amore sei bellissima! Chissà la zia cosa dirà domani quando ti vedrà...mi raccomando Gloria NON TI DEVI SPORCARE praticamente dovrai stare immobile, seduta sulla panchina che dovrà essere meticolosamente pulita ok?
-Va bene mamma, andiamo ora?
La mamma prese Gloria per mano, il parco era a pochi metri da casa, a quell'ora già brulicava di bimbi giocosi e mamme petulanti.
Di fronte al parco la palazzina dove al primo piano abitava Fabio con la sua famiglia.
-Guarda, lì abita Fabio.

La bimba indicò con l'indice una finestra dietro la quale si intravvedeva una figura.
- Chi è quel signore, il papà di Fabio?
- No, Fabio non ha il papà, quello è il fratello più grande, lui guarda sempre dalla finestra la gente che va al parco, Fabio un giorno mi ha detto che suo fratello ha una strana malattia...
Luisa non fece caso alle parole di Gloria ma l'immagine di quella figura semi nascosta dalle tende per un attimo la inquietò.
- Allora Gloria, lo vedi il tuo fidanzato?
- Eccolo lì...
Gloria lasciò la mano della mamma per correre verso il bambino.
Che teneri pensò Luisa cercando una panchina libera. Si era portata un libro da leggere, avrebbe approfittato di quel tiepido sole per rilassarsi un po’, ne aveva proprio bisogno.
I due "fidanzatini" stavano nel frattempo parlando tra di loro con enfasi, due piccoli adulti al loro primo appuntamento. Ogni tanto Luisa alzava gli occhi per osservarli. Fabio era un bimbo grazioso ma sua figlia era bellissima, con i modi aggraziati di una piccola principessa mentre intratteneva il suo corteggiatore. Poco più in là il chiosco che vendeva gelati. Il cielo azzurro, i bimbi allegri, sembrava una giornata fin troppo bella.
- Mamma, possiamo andare a prendere un gelato?
- Ma certo, vi accompagno, con questo caldo ne ho proprio voglia!
- Mamma, ma abbiamo sei anni! Possiamo andare da soli, e poi guarda, è vicino...
- E va bene, ma non vi allontanate... ecco i soldi Gloria, ne porti uno anche alla tua mamma?
- Va bene... ciao mamma...
- Ciao signora...
Luisa seguì con lo sguardo i due bambini che si allontanavano vicini, sembrava che si volessero sfiorare. Li osservò fino a quando non arrivarono al chiosco poi socchiuse gli occhi, il tepore del sole la stava rilassando talmente che si sarebbe stesa sulla panchina a dormire ma non lo fece, non voleva essere presa per una vagabonda. Appoggiò il libro sulla panchina, si appoggiò meglio allo schienale. Come si stava bene!
Di solito il risveglio avviene per il troppo rumore, non per il troppo silenzio.

Aprì gli occhi d'improvviso. Istintivamente guardò l'orologio. Quasi le diciotto. Mio Dio tre ore. Aveva dormito tre ore! Gloria. Il pensiero di sua figlia le trapassò la mente come una freccia conficcata in testa.
- Gloria!

Quel fazzoletto di terra con l'altalena e il chiosco dei gelati le apparve immenso come una prateria sconfinata. Non c'era quasi più nessuno.
- Gloria, dove sei?

Luisa si alzò di scatto urlando a gran voce. -Gloriaaa!
- Mi scusi, per caso ha visto una bambina con un golfino rosso e un paio di scarpette rosse?
- No signora, mi spiace, non l’ho vista- Le poche persone rimaste davano tutte la stessa risposta.
Luisa sempre più in ansia si diresse verso il chiosco.
- Scusi, circa due ore fa sono venuti due bambini a prendere il gelato, li ha visti?
- Signora oggi pomeriggio di bambini ne sono arrivati tantissimi eh, con questa giornata...
- Sì sì ma la mia bambina ha un golfino rosso e lunghi capelli castani... dovrebbe ricordarsela...
- Mi dispiace signora non ricordo...
Mio Dio Gloria, dove sei? Fabio! Ma certo, che sciocca, sarà sicuramente andata a casa di Fabio.
Attraversò di corsa la strada, non conosceva il cognome ma fortunatamente i campanelli non erano molti, solo sei. Partì da quello in alto.
- Chi è?
- Signora mi scusi, lei è la mamma di Fabio?
- No, deve suonare il campanello con scritto Franchi.
- Grazie mille!
- Chi è?
Una voce infantile al citofono la sorprese.
- Sono la mamma di Gloria tu sei Fabio?
- Sì.

Grazie a Dio!
- Allora Gloria è con te! Però potevate avvisarmi, dì a Gloria che l'aspetto giù... dille di scendere immediatamente!
Ora mi sente, andare via senza dirmi niente. Adesso mi ha fatto proprio arrabbiare.
- Gloria non c’è.
- Come sarebbe! Non è a casa tua? E dov'è?
- Non lo so.
- Come non lo sai...dai aprimi che salgo a parlare con la tua mamma o con tuo fratello.
- La mamma è al lavoro e mi dice sempre di non aprire agli estranei, mio fratello non so, non è a casa...
- Quindi sei a casa da solo?
- Sì...

Che razza di famiglia! Ma adesso il panico si stava impossessando di lei. Tornò indietro, al parco oramai praticamente deserto. Dio ti prego fa che non le sia successo niente.
Un urlo improvviso, lacerante disumano tagliò l'aria di un tardo pomeriggio di aprile. Vide una donna correre, non capiva, forse si era spaventata per qualche cosa, forse avrà visto un topo, un animale. Un'onda nera come la nuvola improvvisa che aveva oscurato il tramonto la sommerse. Un brivido la trapassò. Un presentimento le dilaniò il cervello. Sentì un gelo che la imprigionava nella sua morsa. Voleva correre ma sembrava inchiodata a terra. La donna che urlava correva verso di lei. Perché?
- Aiuto! Aiuto! Mio Dio signora...una bambina...lì a terra...dietro quel cespuglio...oddio... che cosa orribile, povera bambina.

La donna urlava e piangeva, sembrava fuori della ragione.
Con una calma assurda, inumana, Luisa chiese alla donna in preda a una crisi di nervi.
- Per caso ha visto se la bambina indossa un abitino a fiorellini e un golfino rosso?
- No, no...

Luisa sentì di nuovo il sangue scorrerle in corpo. Riprese a respirare.
- Non ha niente addosso... la bambina è nuda, ha solo le scarpe... mio Dio che cosa tremenda...
- Le scarpe, di che colore sono?
- Rosse, sono rosse. Come tutto quel sangue addosso.





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