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Una storia di ErikaSiciliano

Questa storia è presente nel magazine La carneficina di Pittsburgh

LA CARNEFICINA, PITTSBURGH:KILLER 46ENNE UCCIDE 11 PERSONE.

Il mostro di Pittsburgh.

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2 minuti

Pubblicato il 21 novembre 2018 in Giornalismo

Tags: #attentato #carneficina #estremisti #giornalismo #mostro

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Robert Bowers un estremista anti-semita appassionato di teorie cospiratorie entra a nella sinagoga e apre il fuoco.

Le tragici immagini di quella mattinata.
Le tragici immagini di quella mattinata.

Sabato 27 ottobre 2018, 9:45 del mattino, nell’area residenziale di Squirrel Hill, a Pittsburgh.

Un killer ha apre il fuoco nella sinagoga «The Tree Life». E’ una carneficina: muoiono 11 persone.

«Non posso vedere il mio popolo trucidato. Passo all’azione», Bowersl’aveva annunciato su Internet accusando anche il presidente degli USA Trump di essere «controllato dagli ebrei…

E’ un globalista e non un nazionalista».

Parlando di Robert Bowers, ilkiller sanguinario, ricordiamo un’altra figura con un quadro psicologico di schizofrenia e paranoia molto simile: Anders Behring Breivik, il mostro di Oslo,autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, nella capitale di Oslo e nell’isola di Utøya, che provocò la morte di settantasette persone, tra cui molti giovani del partito laburista norvegese.

Entrambi dei cospiratori, dei killer spietati che agiscono a sangue freddo e che si assumono senza alcun timore le loro responsabilità, anzi si proclamano “combattenti della patria”, “cavalieri templari” contro le idee europee.

Breivik più volte si è definito "salvatore del cristianesimo","il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950”, entrambi anti-multiculturalisti, anti-marxisti.

Bowers definisce gli ebrei come “figli di satana”, è ossessionato dall'idea che invasione straniera possa mettere a rischio la razza bianca; Breivik, lo stesso, essendo simpatizzante dell’estrema destra e conservatore, ha il terrore che attraverso l’immigrazione e la visione europea, la Norvegia possa perdere la sua integrità e che gli stranieri, in particolare gli islamici, possano essere la razza predominante. Come vediamo il filo conduttore è un pensiero nazista, e razzista.

Entrambi hanno preparato i loro attentati minuziosamente e soprattutto da soli, senza alcun aiuto. Inizialmente hanno espresso le loro idee nel web, successivamente il loro estremo disappunto contro la politica del loro paese e la decisione del loro atto finale: uccidere.

Bowers si è ben armato, in modo legale: aveva un fucile Kalashnikov e tre pistole; Breivik lo stesso, anzi nell’attentato ad Oslo ha costruito lui la bomba, posta sotto l’ufficio del primo ministro norvegese.

Nelle ultime ore molte personalità influenti si sono espresse.

Il presidente Donald Trump ha detto:«È una cosa terribile. L’odio negli Stati Uniti è una cosa terribile, qualcosa deve essere fatto», ha scritto su Twitter «La violenza deve fermarsi»;

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu parla dì «orrenda brutalità antisemita» e si dice «affranto e sbigottito dall’attacco omicida», mentre vice premier ministro dell’Interno Matteo Salvini si dice «sicuro che gli Stati Uniti sapranno punire adeguatamente il bastardo che oggi ha ammazzato otto innocenti in una sinagoga. Solidarietà alla comunità ebraica».

Carneficine come quella di Pittsburgh stanno diventando quotidianità, forse la sola integrazione per cui tanto ci battiamo nei nostri paesi può aiutarci o potrebbe non bastare più?.


ERIKA SICILIANO


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