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Una storia di Barbarella49

Dio è morto

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2 minuti

Pubblicato il 18 gennaio 2020 in Thriller/Noir

Tags: #Horror #Suspense

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Amaranto, come il sangue che sgorga dalla sua pelle bianca come il latte, nella quale ho inciso una piccola ferita.

Bacio quel sangue così puro, sulla pelle di alabastro della ragazza, stesa sul piano di marmo, con gli occhi chiusi.

Cerco di fare alla svelta, timoroso che qualcuno possa sopraggiungere e interrompere quello che sto facendo.

"Dio è morto" penso, guardando quel corpo così perfetto e giovane e quello che rappresenta per me.

Estraggo un grosso coltello dal fodero, mi specchio nella sua lama lucente.

Fremo d'impazienza per quello che mi accingo a fare, sento l'odore del sangue della ragazza, che si mescola a quello della sua paura.

Guarisco dalle mie ferite e una sensazione di godimento mi pervade; guardo la ragazza, è un peccato che sia così bella.

Ho il pieno controllo della situazione.

Immediatamente chiudo gli occhi; vedo di nuovo mia moglie, è una donna splendida che il destino infausto mi aveva strappato troppo presto a causa di una malattia grave; eravamo così felici e innamorati.

La mia mano trema, ma è solo un momento, sono sicuro di quello che sto facendo, ce l'ho nel mio codice genetico.

Mi piace questo nuovo me stesso, questo travalicare i limiti del possibile, violando, calpestando, uccidendo.

Non è perversione la mia; sto facendo una scelta che mi porterà finalmente alla felicità tanto agognata, perché tutti abbiamo bisogno di essere felici.

Onnipotente, ecco è così che mi sento; posso disporre della vita di una persona, sono io che deciderò se merita di vivere o morire.

<<Puttana!>> penso tra me e me; sono tutte uguali, magari è una di quelle ragazze facili che va con tutti; lo si vede dall'aspetto appariscente, quel modo di prepararsi, per attrarre gli uomini.

Quaranta minuti a mezzanotte, leggo sull'orologio appeso alla parete.

Rachele, questo il nome della ragazza si risveglia dal profondo torpore causato dal potente anestetico che le avevo iniettato, e mi guarda terrorizzata; adoro quello sguardo, dove la paura annienta ogni tua volontà; è un attimo.

Senza esitazioni recido la carotide con un sol colpo, il sangue zampilla dappertutto.

Traccio una linea immaginaria sul suo ventre con il coltello.

Undici coltellate le sferro, poi estraggo gli organi ad uno ad uno: il cuore ancora caldo e palpitante del suo sangue, i polmoni, i reni.

Viva la vita, generata da un'altra vita sacrificata; mi avvicino ad una teca, dove c'è il corpo imbalsamato di mia moglie; presto il suo corpo avrebbe ricevuto gli organi delle donne che avevo ucciso per lei e sarebbe tornata a vivere di nuovo.

Zoppico fuori, l'aria calda della notte mi accoglie, chiudo gli occhi; vedo mia moglie che mi corre incontro a braccia aperte, bella e vera nel suo vestitino azzurro.


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