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Una storia di Adaclaudia

Lo spazio

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Pubblicato il 19 luglio 2021 in Altro

Tags: #scrittura

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La matita sul foglio di carta quadrettata iniziò a vergare le prime parole mentre la mano che la guidava non seguiva un percorso preciso; aveva iniziato ad andar di bolina veleggiando tra passato e presente come in attesa di uno spirito guida che gli indicasse la rotta.

La scrittura era un momento cui non voleva rinunciare, non poteva perdere la frequentazione con i suoi pensieri; come in un pannello di un impianto elettrico a cui si abbassano in successione gli interruttori delle varie componenti così uno alla volta aveva visto esaurirsi quasi tutti i suoi innumerevoli interessi: la fotografia, la musica, i viaggi.

Quello che in tempo gli faceva andare il cuore in extrasistole ora lo lasciava del tutto indifferente, solo la scrittura solitaria aveva occupato gran parte della sua vita e dei suoi pensieri fino a quel giorno.

Nel mattino si era recato nella botteguccia del suo “editore” per proporgli una nuova pubblicazione ma lui aveva opposto un diniego affermando che, pur essendo lo scritto assai breve, non c'era più spazio.

“ Non c'è più spazio, ma se uno vuole lo trova questo dannato spazio” bofonchiando risentito si alzò dalla scrivania con fare meditabondo e si avviò verso la camera da letto; deciso a vederci chiaro accese tutte le luci, aprì le due ante dell'armadio che occupava tutta la parete e cominciò a scrutare la sua immagine riflessa nei due grandi specchi.

Si girò e rigirò più volte finché, tendendo la pelle del braccio appena sotto

il bicipite, sbottò: ”Quello stupido cinese, e questo non è forse uno spazio”.




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