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Una storia di AlessandroCiviero

Questa storia è presente nel magazine #comecisiamoincontrati

La storia di Francesca

#comecisiamoincontrati

108 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 22 agosto 2020 in Storie d’amore

Tags: #amore #comune #gente #incontri #matrimonio

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Da quando avevamo deciso che sarei stata la damigella d’onore di una delle mie migliori amiche, lei cominciò ad assillarmi per farmi conoscere questo ragazzo – un amico del suo futuro marito – che CHIARAMENTE non era il mio tipo.

Lei mi disse che sarebbe stato invitato al matrimonio e che avrei dovuto conoscerlo, perché era un tipo simpatico, sorridente, divertente, e che, cosa non trascurabile, gli aveva già parlato di me.

Per tutto il periodo prima delle nozze, confesso che avevo cominciato a fantasticare su questo tipo, ma poi le fantasie si erano tramutate quasi in un’ossessione da incubo, quando mi immaginavo lui che mi stava appiccicato per tutta la cerimonia, o mi seguiva tutta la notte attorno alla pista da ballo, pensando che fossi solo minimamente interessata a lui.

Le cose andarono avanti così per un po’ di tempo, ed era completamente dovuto al fatto che la mia amica, con cui uscivo spesso, continuava a tormentarmi con questa storia del compare del suo fidanzato. Poi, presa dalla frenesia dell’ultimo mese prematrimoniale, lei non me ne accennò più e almeno i miei sonni si fecero un po’ più tranquilli.

Il nome del mio pretendente riemerse, mio malgrado, il giorno dell’addio al nubilato, durante questa festa esclusivamente tra donne, che notoriamente si trasforma in un bailamme di chiacchiere e pettegolezzi, involute da spirali di eccessi e volgarità. L’intero gruppo delle invitate, trasformate in vere e proprie megere, ci andò giù pesante su quello che avevano in serbo per me e il mio pseudo partner, tanto che, ad un certo punto, addirittura mi arrabbiai, protestando che non era il MIO addio al nubilato, ma quello della mia amica. Tutto, ovviamente, fu stemperato da tante risate e tanti margaritas.

Arrivò dunque il giorno delle nozze, il ventitré settembre 2017, e quella mattina mi svegliai prestissimo perché dovevo prepararmi ed essere a disposizione della mia amica per tutta la giornata, essendo la sua damigella d’onore. Lei era splendida, e tanto felice che sprigionava un alone di luce intorno a sé. Tutte noi amiche riflettevamo quella sua aura di gioia ed eravamo elettrizzate.

La cerimonia di nozze fu perfetta e poi ci fu il ricevimento. L’inevitabile accadde quando gli sposi, con la scusa di venirsi a prendere le mie congratulazioni, mi presentarono Paolo, colui il quale era da tempo il mio cavaliere designato. Mi accorsi subito che lui era quasi più impacciato di me e da quel momento, le illusioni negative che avevo provato nei mesi precedenti, si rovesciarono.

Con l’aiuto di un bel po’ di margaritas, ci tuffammo entrambi nel vivo della festa. Ci furono gli scherzi, con le sagome per le foto strane, il gioco della scarpa e quello della mela sulla fronte.

Io e Paolo eravamo ovunque, incitando i festeggiamenti, e divertendoci come pazzi. Alla sera ci furono le danze, prima scatenate, ma poi Paolo mi insegnò a ballare i lenti.

Tre anni più tardi, per farla breve, mi ritrovo qui a guardare le foto del matrimonio della mia amica, con accanto quell’uomo di cui mi chiedo come facessi a pensare che non fosse il mio tipo. Ci siamo sposati ed abbiamo una bellissima bambina, e non riesco proprio ad immaginare come sarebbe stata la mia vita senza loro due.


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