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Una storia di Lapennadirox1965

Questa storia è presente nel magazine COME PENNA CREA ...

INTRIGO A OPORTO

... non solo a Stoccolma può accadere qualcosa...

84 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 11 novembre 2020 in Thriller/Noir

Tags: #amici #corsi #passato #viaggi

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Finalmente sono sull’aereo !

Sistemo il mio trolley tra una valigia gialla e una rosa (che gusti ha la gente !)

Sono stanchissima.

Sono arrivata per tempo in aeroporto per mangiare qualcosa, poi però ho incontrato un sacco di gente che avevo conosciuto al corso di aggiornamento alla PORTO ACADEMY.

Saluta uno, chiacchiera con un altro ed il tempo stava passando.

Vado al bar e mi nascondo ad un tavolino d’angolo (spero di non incontrare più nessuno !) per mangiare qualcosa.

Sistemo la valigia dietro alla sedia e ordino un toast.

Mi guardo intorno; tutti sconosciuti.

Bene.

Entra una famiglia di italiani; lui mi pare di conoscerlo …

Ma sì, è un compagno di università del fratello di Maria Luisa.

Gentile, un po’ timido, capelli rossicci (ora “polverosi” ), il tempo è passato anche per lui, ma d'altronde la conoscenza risale al cenozoico.

Come si chiamava ?

Non mi ricordo, ora mi lambiccherò il cervello fino a casa.

Continuo a mangiare e a sollecitare i miei neuroni.

E non sento la chiamata del mio volo.

Così devo correre al gate.

Ma ora sono qui seduta in attesa che decolli.

Osservo i passeggeri che salgono.

Ci sono tanti portoghesi che vengono in vacanza in Italia ma la maggioranza sono gli italiani di ritorno.

Si forma la fila a causa delle nuove procedure per l’imbarco dei bagagli, solo a mano per risparmiare !

I miei neuroni non collaborano, il nome del “rossiccio” non mi torna proprio in mente.

Beh almeno mi distrarrà dalle turbolenze.

Speriamo che l’aereo non balli troppo; è un bella giornata, non dovrebbe.

Accanto a me si siede una ragazza brasiliana che mi saluta cordialmente; era anche lei al corso e si ricorda perfettamente di me.

Io, imperfettamente, non mi ricordo di lei.

Finalmente l’aereo decolla e si assesta alla quota di crociera.

Scampate le turbolenze, ci servono da mangiare.

La mia vicina mi racconta del Brasile e mi fa venire voglia di andarci.

Ma il pensiero è come un tarlo: ma come si chiama il “rossiccio”?

Dopo due ore e un pisolino atterriamo a Malpensa.

Apro la cappelliera, recupero il mio bagaglio e prendo al volo il bus per Torino.

Altre due ore di viaggio e finalmente il bus mi deposita a Porta Susa.

E’ notte e non riesco a vedere Angelo, mio marito che è venuto a prendermi.

Mi vede lui.

Caricato il bagaglio in macchina ci dirigiamo verso casa dove arriviamo ben dopo le undici.

Una volta arrivata a casa non ho proprio voglia di disfare la valigia, ci penserò domani.

Vado a letto e prima di addormentarmi, un ultimo pensiero:

Ma come si chiama il “rossiccio” ?

La mattina dopo, round di pulizie; quando lascio mio marito da solo per alcuni giorni, è come se in casa fosse esploso un ordigno.

Finalmente posso disfare la valigia.

La apro (come sempre mi sono dimenticata di mettere la combinazione) e:

Maledizione !

Ma non è la mia !

Non ci sono i miei vestiti dentro!

Guardo le etichette; sono proprio le mie.

Cosa è successo ?

Quando l’hanno scambiata ?

Ci sono solo due possibilità : o al terminal mentre ero al bar… era dietro la sedia oppure sull’aereo mentre ero in bagno.

Ma come diavolo hanno fatto ? E’ esattamente uguale alla mia valigia !

Beh non proprio … è leggermente differente ma vista la fretta ed il fatto che di solito mi limito al controllo dell’etichetta …

Al posto dei miei vestiti ( e dei regalini !) ci sono una serie di costosi capi di abbigliamento, camicie di seta, abiti da sera, pantaloni fantasia: tutti capi che io non potrei assolutamente permettermi.

Tolto tutto il contenuto, sul fondo della valigia trovo un pacchetto avvolto con una carta rossa ed una busta.

La apro:


NON APRIRE IL PACCHETTO PER NESSUNA RAGIONE O SEI MORTA.

NON CERCARE DI CONTATTARE LA POLIZIA – TI TENIAMO D’OCCHIO

CI OCCUPEREMO DEL RECUPERO

TI DAREMO ISTRUZIONI VIA SMS.

GODITI I BEI VESTITI E NON FARE DOMANDE IN GIRO.





... continua...


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