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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TRAVELOGUE

"LA VIA DELLA SETA"

Il vostro prossimo viaggio nella leggenda.

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8 minuti

Pubblicato il 20 febbraio 2019 in Viaggi

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"LA VIA DELLA SETA" - un libro di Franco Cardini e Alessandro Vanoli – il Mulino 2017
"LA VIA DELLA SETA" - un libro di Luce Boulnois - Bompiani 2005 - nuova edizione aggiornata 2017


Il vostro prossimo viaggio nella leggenda.

Un lunghissimo viaggio a ritroso in compagnia di due libri che coprono un arco di tempo che dal Medioevo arriva fino ai nostri giorni, o meglio un meraviglioso viaggiare sulle ali del mito di Marco Polo che ha suggestionato milioni di lettori in tutto il mondo, ma che è anche l'inizio di un'avventura entusiamante che ci consente oggi di intraprendere un cammino molto più agevole del suo e di gustare appieno quanto c'è di 'favoloso' nel suo racconto diaristico, trasformato per l'occasione in un vademecum suggestivo di rivisitazioni stupefacenti che tengono conto della diversa sollecitazione dell’odierno lettore.
Non ci rimane che intraprendere il cammino che da sempre abbiamo sognato o almeno immaginato, di là dalle apparenze tomistische dei due rispettivi volumi che, per aspetti diversi, si intersecano e si completano senza necessariamente limitarsi al puro nozionismo storico, e scoprire, o se vogliamo riscoprire, certi nuovi interessi culturali in fatto di conoscenza storica, sensibilità artistica, curiosità di viaggio, letteratura forbita e minuzie del passato.

Per conoscere quel che, in certo qual modo, è stato lo sviluppo costante della storia dell'evoluzione umana presso i diversi popoli in fatto di creatività; quale, ad esempio, la manifattura artigiana di innumerevoli prodotti come la metallurgia nella costruzione degli attrezzi e delle armi, dei filati e della lavorazione della seta, degli ornamenti e dei monili e, non in ultimo, degli strumenti musicali. Nonché di quella poesia orale, per gran parte da noi ancora così poco frequentata, che pure ha svolto un ruolo dominante sulla scena culturale, oggi patrimonio incontestabile dell'eredità del passato, favorente l'incontro e l'interazione tra Oriente e Occidente.
Nonché di tutto quel mondo che fin dalle origini ruotava attorno ai colori e alle tinture dei tessuti, tra cui appunto la filatura della seta, la conoscenza e l'utilizzo di alcune spezie e delle erbe medicinali, così come delle essenze e dei profumi; senza voler tacere dell'ammaestramento di alcuni animali utilizzati come mezzi di trasporto, lo sfruttamento dell’acqua dei fiumi per le irrigazioni delle aree desertiche e come vie di comunicazione; l'aver tracciato le vie carovaniere e i valichi montuosi talvolta impossibili da attraversare, segnati un tempo solo dalle stelle, e che hanno permesso gli scambi commerciali contribuendo ad ampliare la conoscenza che oggi abbiamo del mondo.
Un 'rispetto' che stando alle divergenge odierne assume un aspetto relativo, politico ed economico certamente, ma anche di un reciproco scambio di 'bellezza', com'è dimostrato dai molti reperti artistici creati in ogni epoca e giunti a noi attraverso quei popoli che li hanno prodotti. Una ‘bellezza’ che oggi non possiamo più disconoscere, in quanto è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità tutta, e che riguarda, in primis la stupenda conservazione della natura, più spesso ripresa e sublimata dall’immensa vitalità delle genti tutte: dalle prime forme degli utensili alla creatività abitativa a quella manifatturiera; dalla formulazione primitiva del linguaggio al simbolismo arcaico del pensiero spirituale; dalla superstizione legata agli astri alla scienza dell’assoluto come 'forma' della metafisica universale.
C’è tutto questo e moltissimo altro in questi due 'grandi libri' che al confronto di quanto vi si può trovare, diventano taccuini piccolissimi, dove pure si parla in modo approfondito di città come Aleppo, Babilonia, Baghdad, Bukhara, Costantinopoli, Damasco, Edessa, Esfahan, Herat, Gerusalemme, Palmira, Samarcanda, Khotan o Chang’an, ed anche Alessandria, Petra, Goa, Malabar, Patna; ma anche di Pechino e il Cathai, Aquileia, Palermo e la serenissima Venezia luogo di partenza dell’intraprendente Marco Polo, del cui viaggiare abbiamo appreso ne ‘Il milione’ (*), del suo modo stravagante di un raccontare (forse) romanzato di un possibile reporter Occidentale.
Per quanto, tutto ciò non sia meno entusiamante dei racconti contenuti in ‘Le mille e una notte’ (*), ripresi dalla tradizione orale-letteraria Orientale in cui sono narrate le avventure di personaggi (forse) leggendari, è della massima importanza venire a conoscenza di quanti in passato ci hanno tramandato la ‘storia’ così come essi stessi l’hanno vissuta e/o conosciuta attraverso la voce dei loro contemporanei. Nomi noti certo ma oggigiorno così poco letti che quasi ci sembrano sconosciuti, come: Strabone, Plinio il Vecchio, Claudiano, Pausania, Erodoto, Galeno, Hu Han shu, Menandro, Plutarco, Procopio di Cesarea, Niceta Coniata.
E che vanno aggiunti a una risma di condorrieri, sovrani, imperatori, apostoli, missionari, santi che, in un modo o nell’altro, hanno percorso a tratti la ‘via della seta’ lasciandone memoria in scritti e lettere, encomi e anatemi, destinati a personaggi autorevoli come Gengis Khan, Solimano, Tamerlano, Gran Kan, Alessandro Magno, Carlo Magno e i tanti altri che sarebbe qui impossibile stilarne una lista prioritaria. Tuttavia, una breve lista va qui riportata, se non altro in riguardo alla rivista letteraria larecherche.it che mi ospita, ed è esclusivamente poetica, in cui sono pubblicate liriche di noti 'poeti persiani preislamici' (*) Al-Muquadasi, Firdusi, Omar Khayyam, il mistico Gialâl Ad-Dîn Rûmî e, ovviamente gli arabi Al-Mutanabbi, Al-Mu’tamîd, gli andalusi Al-Malaqî e Ibn Quzmân; altresì i poeti siciliani Al-Tubî e Al-Kayyât, fino a giungere all’epoca moderna con i romantici Gubrân Khalîl Gubrân, Al-Shâbbî, Al-Sindî, solo per citarne alcuni.
Ancor più si deve ad alcuni “Scrittori arabi delle crociate” (*) l’aspetto meno immaginativo della storia vista ‘dall’altra parte’, appunto dalla parte avversaria, dalla quale noi occidentali siamo abituati a vederla e interpretarla. Inutile dire che ... “..L’urto medievale fra Cristianesimo e Islamismo pose di fronte due civiltà non così radicalmente differenti a quel tempo, seppure divise da una esperienza religiosa dall’aspirazione egualmente universalistica che le sospingeva l’una contro l’altra fino al fanatismo. Oggi ci giungono distorti gli echi di quegli antichi antagonismi e diversi sono i quadri politici e culturali in cui riprendono vigore i ‘pugnali’ e i ‘martelli’ della fede. Ma una chiarezza originaria dei tanti conflitti teologici e dei molti odi razziali sembra risorgere proprio dalle pagine di questi storici arabi che contrapposero ai cronisti e ai polemisti europei la loro visione dell’Islam”.
A questi va ad aggiungersi in certo qual modo la conoscenza del Medio Oriente esperita in ‘L’eredità dell’Islam’ (*) che include anche Bisanzio e Gerusalemme, nonché la voluminosa “Storia del mondo Antico, Medievale, Moderno” (*) edita da Cambridge University Press, alle quali accedere per tutto quanto appunto riguarda la storia. Ma per tornare all’avventura di viaggio intrapresa lungo la ‘via della seta’ la storia fa solo da cornice agli avvedimenti di un prodotto manifatturiero che appartiene all’estro umano e sì, anche alla fascinazione che la ‘bellezza’ riserva alla raffinatezza dell’ornamento e all’eleganza della moda, nel rivestire i corpi di quell’attrattiva sensuale che si esprime attraverso il motore esuberante e vitale dell’amore … “..gli déi amano la preziosità dei costumi come degli aromi e i profumi che gli esseri umani dispensano loro, se non altro per compiacersi della loro stessa beltà”
Ma come gli déi, anche gli eroi del mito, i monarchi e gli imperatori d’ogni epoca, i sacerdoti e i primate di tutte le religioni, nonché i mercanti e i grandi magnati della terra si sono letteralmente spesi (leggi svenati, uccisi, massacrati, distrutto regni e civiltà) nei confronti della ‘bellezza’ in ogni suo aspetto più o meno eclatante, e pur di venirne il possesso hanno comandando messi e avventurieri in giro per il mondo pur di procurarsene e accomularne i benefici, per quanto effimeri oggi possano apparire. E' cosi che, come le materie prime come i metalli, le pelli, le essenze e le spezie che in illo tempore avevano rappresentato il plus economico dei il loro interessi, anche la tessitura della seta s’inserì nell’economia di molti popoli inclusa l’Italia dove sorsero numerose masserie per la coltivazione dei bachi.


I due libri proposti, pur senza eludere la storia, ricalcano questa enfasi storica ripercorrendo le tappe della sua evoluzione riguardante la produzione e il commercio della seta. Ne deriva una storia parallela che si avvale degli aspetti relazionali tra magnati e mercanti lungo le vie di commercio, terrestri e marittime; l’intraprendere viaggi inusitati, lo svelarsi di segreti e le scoperte scientifiche, l’espansione degli imperi e l’alzata di muri di contenimento contro le orde barbariche, come avvenuto per la Grande Muraglia cinese … Questo perché "..la storia delle vie di traffico, degli scambi commerciali e culturali tra Europa e Asia è anche la nostra storia – avvertono gli autori F. Cardini e A. Vanoli […] Di fatto l’Europa non era il maggior consumatore del mercato globale, era la Cina a dominare l’economia mondiale, ed era l’Asia il cuore della civiltà. […] Oggi, di fronte alle trasformazioni in atto, ripercorrere quella lunga storia è diventato sempre più necessario. Per conoscere meglio il mondo ovviamente, ma anche e soprattutto per ritrovare una parte importante delle nostre radici. E la via della seta è indubbiamente un’ottima prospettiva da cui cominciare”.


Non da meno, il felice libro di Luce Boulnois, magnificamente scritto e recentemente ristampato, registra altresì una passione quasi smisurata per quegli stessi temi che coprono più di dieci secoli di storia e di svelare quello che la Cina era stata capace di conservare per secoli: il segreto della produzione della seta. Luce Boulnois, storica e ricercatrice, riconosciuta quale autorità mondiale degli studi orientali, attraverso una’analisi rigorosa e documentata, narra dei rapporti tra Oriente e Occidente di quei secoli lontani e delle reciproche influenze, anche alla luce delle ultime scoperte archeologiche e dei recenti sconvolgimenti geopolitici.

Non mi rimane che augurarvi Buona Lettura e buon viaggio lungo la Via della Seta.

Note:
(*)La via della seta - Franco Cardini e Alessandro Vanoli, il MUlino 2017
(**) "La via della steta - Luce Boulnois, Bompiani ristampa aggiornata 2017

Bibliografia di riferimento:
"Storia dei popoli arabi" - Albert Hourani - Mondadori 2005
"Storici arabi delle Crociate" - AA.VV. - Einaudi 1987
"L'eredità dell'Islam" - T. Arnold e A. Guillaume - Vallardi 1962
"Antologia della Poesia Araba" - F. M. Corrao - E-ducation.it Firenze 2004
"Poesie Mistiche" - Gialal ad Din-Rumi - BUR 2016
"le Mu'allaqat: alle origini della poesia araba" - Marsilio Editore 1991

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