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Una storia di FrancescoFrancica

Questa storia è presente nel magazine Musica & Parole

Dicerie

... e allora vai per la tua strada!

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4 minuti

Pubblicato il 25 aprile 2019 in Recensioni

Tags: #rock #storia

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Quante cose possono succedere nel giro di un paio di anni?

Soprattutto se la notorietà ti ha puntato i riflettori addosso e ti ha trascinato nell'occhio del ciclone. Era il prezzo che i Fleetwood Mac stavano pagando nella seconda metà degli anni settanta.

Dopo finalmente aver raggiunto una buona stabilità nella composizione della band, quando Lindsey Buckingham viene chiamato a suonare la chitarra accettando a patto che anche la sua amata fidanzatina, Stevie Nicks, ne facesse parte, ecco arrivare il grande successo con il loro album omonimo. Nel 1975 avevano raggiunto la testa della Billboard 200 consacrandosi alla notorietà pop e diventando quindi oggetto degli interessi tutte le riviste patinate dell'epoca soprattutto in virtù del fatto che il quintetto era composto da due coppie: Buckingham-Nicks e i coniugi John McVie e Christine Perfect McVie con l'aiuto dello spilungone Mike Fleetwood.

Ora prendete una band di poco più che venticinquenni, con intricate storie d'amore ben amalgamate nel contesto della propria produzione artistica, portateli al successo negli anni in cui sesso droga e rock'n roll sono i comandamenti del jet set musicale e la ricetta per il gossip è servita: la stampa scandalistica appena fiutò le tensioni che si stavano instaurando a livello sentimentale tra le coppie iniziò a mettere in circolazione la notizia alimentandone così i turbamenti. Fatto sta che Lindsey e Stevie si separano, John e Cristine divorziano e come se non bastasse Mick viene a conoscenza di una relazione di sua moglie con un amico di lui.

In questo brodo primordiale di emozioni verrà alla luce quello che la critica ed il pubblico decreteranno il capolavoro dei Fleetwood Mac.

Rumours (dicerie, pettegolezzi, malelingue...) esce il 4 febbraio del 1977 dopo mesi di registrazione dove i problemi delle separazioni comportano tremendi sacrifici emotivi, i membri della band non socializzano fra loro, frequentano la scena Hippie di Sausalito in California dove risiedevano gli studios, ritrovandosi solo verso il tardo pomeriggio in sala di registrazione e solo dopo il quotidiano festino a base di alcool e droga, quando ormai erano troppo esausti per fare qualsiasi cosa, verso l'una di notte, iniziavano a impugnare gli strumenti.

Il risultato? Il migliore di sempre!

Stevie asseriva che i Fleetwood Mac creassero la musica migliore quando erano nella loro forma peggiore, mentre secondo Lindsey Buckingham le tensioni tra i membri influenzarono le incisioni facendo in modo che "il risultato finale fosse superiore alla somma delle parti."

L'opera raggiunge le vette della Billboard restandoci per la bellezza di 31 settimane, fa incetta di dischi d'oro, di platino e di diamante ed il Grammy per il migliore album, sarà il più venduto del 1977 per oltre 23 milioni di copie in tutto il mondo. La rivista Rolling Stone lo collocherà al 25° posto dei 500 più importanti album della storia.

Pare che in ogni casa americana in qualche cassetto si possa trovare una bibbia e in soffitta, dentro qualche scatolone impolverato, c'è sicuramente una copia di Rumours.


Il primo singolo tratto dall'album, uscito con due mesi di anticipo nel dicembre del '76, fu Go your own way che ne caratterizzava il tema: l'intreccio di passioni, rancori, malinconie, speranze e rabbie che attraversa tutto l'LP.

Scritta da Buckingham è una classica canzone rock, l’arrangiamento è incentrato sul ritmo pattern di dance music conosciuto come “four to the floor” sviluppato dalla chitarra ( Buckingham si ispirò al pezzo dei Rolling Stones "Street Fighting Man") che fraseggia sui riff di batteria con la quale dialoga, gli intrecci vocali dei tre solisti si amalgamano alla perfezione dando corpo e sostenendone il groove.

"Il ritmo di Go Your Own Way era una struttura di tom-tom che Lindsey mi ha mostrato, percuotendo una scatola di fazzoletti di carta o qualcosa del genere… Non ho mai fatto i conti con quello che voleva, così il risultato finale è stato diverso. È diventato un aspetto importante della canzone, un approccio al contrario, mi vergogno di dire, frutto della mia inettitudine." (Mike Fleetwood)

Il testo è quello che Lindsey ha da dire a Stevie in merito alla fine del loro rapporto senza risparmiarsi parole di rabbia e rancore che potessero ferire:

Me la sono presa davvero con lui che diceva al mondo che volevo solo fare le valigie e mettere su casa con altri uomini. Lui sapeva che non era vero. È solo una cosa arrabbiata che diceva. Ogni volta che cantava quelle parole sul palco, avrei voluto andare da lui e ucciderlo, lo sapeva, così ha davvero toccato i miei nervi scoperti. Era come dire “se vuoi lasciarmi ti farò soffrire”.

E così è stato.

(Stevie Nicks)


Allora ognuno per la propria strada, si mettano da parte i sentimentalismi, c'è una band da far decollare, c'è della musica da suonare, ci sono i palchi di tutto il mondo da battere, lo show deve continuare!


Go your own way - Rumours

Fleetwood Mac, Reprise Records - Febbraio 1977


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