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Una storia di Zayferry

Una storia al giorno

La scrittura ai tempi della quarantena

118 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 13 marzo 2020 in Altro

Tags: #customer #people #quarantine #respect #work

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Diario di bordo,

sono passati non so quanti giorni da quando ho iniziato a lavorare da casa per via del famigerato Corona Virus; ho iniziato prima dell'ufficiale quarantena decretata dall'ordinamento emesso qualche giorno fa e adesso se non fosse che il pc riporta la data in basso a destra non saprei nemmeno in che mese siamo.


Sulla base di questo ho deciso di scrivere ogni giorno qualcosa per me, per chi leggerà , per impiegare il tempo e riuscire anche a sfogare quello stress che volente o nolente la quarantena genera in ognuno di noi.


Si parte!


" C'era una volta una ragazza di nome Ariza che lavorava presso il customer care di un importante e-commerce .

La ragazza apprezzava il proprio lavoro perché il suo ruolo era quello di risolvere le problematiche dei clienti nel miglior modo possibile cercando di ottenere il loro sorriso e la loro soddisfazione.

Purtroppo però a volte questo non accadeva e i clienti pretendevano, insultavano, urlavano e si scaldavano con la povera Ariza che si sorbiva le parolacce e le maniere poco eleganti delle persone per cui si impegnava comunque a trovare una soluzione utile , perché si sa ,il cliente prima di tutto!

Un giorno la giovane ebbe un colloquio telefonico poco carino con un cliente di nome Tizio il quale dichiarava di aver ricevuto un disservizio e se ne lamentava in modo concitato con Ariza la quale ascoltava cercando di far ragionare Tizio. Quest'ultimo però non ne voleva sapere ed esordì dicendo: " Cara Ariza, lei è una conigliona* come le sue colleghe, non sapete fare un corbezzolo* ed è inutile parlare con lei. L'azienda fa schifo e voi siete delle incompetenti". Il pomeriggio stesso, subito dopo questa sgradevole comunicazione, Ariza contattò chi di dovere e risolse il problema. La mattina dopo alle 08.00 del mattino la ragazza decise di chiamare Tizio per sincerarsi che tutto si fosse risolto per il meglio , lui rispose: " Buongiorno Ariza, tutto risolto, grazie mille, siete proprio i migliori!" al che Ariza ribatté: " Grazie Tizio, sa nonostante io sia una gran conigliona* sono riuscita a risolvere il problema e mi auguro che non ci siano altre occasioni per risentirci ma se dovesse ricapitare conto di ricevere appellativi differenti e di intrattenere una conversazione civile come gli essere umani dovrebbero essere in grado di fare, buona giornata!"

Ariza chiuse la pratica e anche il capitolo Tizio per andare avanti e continuare a svolgere al meglio il suo lavoro. Qualche giorno dopo la signora Sempronia si rivolse alla giovane per un problema molto serio , purtroppo per le troppe complicazioni la signora non ebbe una risoluzione positiva della problematica e parlando con Ariza disse: " Lo comprendo, so che non é colpa sua anzi, scriverò dappertutto che la sua assistenza é stata impeccabile e che tutti dovrebbero avere persone come lei in azienda! Grazie Ariza, ho apprezzato il suo impegno".


Questo per dirvi che nella vita si può decidere di essere Tizio o Sempronia, è una scelta e io scelgo e sceglierò Sempronia perché il rispetto del lavoro altrui ma soprattutto della persona vengono prima di tutto il resto. Chi sceglie di essere Tizio probabilmente non ha rispetto nemmeno per sé stesso perché sapete come si dice: "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te".


Poi ci sono i Caio, ma quella è un'altra storia.



*sostituzione di quello che sarebbe stato un linguaggio scurrile e poco opportuno




Z. Ferrara


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