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Una storia di David1984

Se pensi a cose futili

Due ragazze. La pioggia. Un amore

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3 minuti

Pubblicato il 10 maggio 2021 in Storie d’amore

Tags: #amore #donna #femmina #racconto

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A notte inoltrata, la giovane donna andò a sbattersi in camera sua e accese l’incenso verde.

La sua amica la raggiunse.

Lei accese il vinile, selezionando il brano Rain dei Beatles. Si alzò e dopo averle fatto un sorriso chiuse la porta a chiave. Doppia mandata. La sua stanza era fumida d’incenso verde. Lei la guardava con gli occhi estasiati, ammirandola come se fosse un quadro tutta da interpretare. “Vorrei toccarti le guance, il collo, tutto. La giornata di oggi è durata un secondo di più, è stata una congiura in ufficio, mi hanno fatto stare un secondo senza te!”

“Tu mi piaci davvero”, sorrise l’altra. “Ma la nostra storia deve finire! Sei la mia amica, ma questa cosa tra di noi è da evitare. E’ stata una casualità, avevamo bevuto durante il concerto di… di…”

“… degli Animal Collective all’Auditorium!” Lei avvicinò la sua testa alla sua e dopo averle dato un bacio lento e tenero sulla guancia, le disse: “pagherei oro per poterti accarezzare ora e sentirti accanto a me. E stare al buio e guardarti mentre dormi.”

“Io... io... è stata solo una cosa... vedi…” Si limitò solo a odorare l’incenso verde. Era un sapore buonissimo. Prese a sciogliersi.

“Ohi, tranquilla,” disse la sua amica, accarezzandole una gamba. “Rilassati… io sono tua sorella.”

“No”.

“Vieni...Forza, fammi vedere com’è il tuo seno, ti voglio baciare le scapole e... Giusto un pochino, ok sister?”

“Mi interessa zero, amica.”

“Ti sta venendo l’ubriachezza demente?”

“Mi gira la testa… quelli che mi hai dato erano qualcosa di più di semplici fiori di bach, vero?”

Sophie infilò un dito nella bocca stretta e lunga di Kiyomi, le sue dita avanzarono verso il basso, le alzò la gonna e sfilò le mutandine a righine orizzontali bianche e blu.

La sua amica aveva un tessuto leggerissimo, con una corta pinna all’infuori che la sua amica prese e strofinare delicatamente, detergendola poi con la sua lingua. Kiyomi gemeva in silenzio, con la bocca chiusa. “Oh, Dio…” le scappò, mentre accarezzava con delicatezza le braccia e le spalle nude della sua amica e odorava i suoi capelli e si eccitava, lei le sussurrò con uno sguardo rivelatore: “…io…ooh… Dio!”

Provò un godimento per alcuni interminabili minuti, dalla sua membrana uscì del liquido che sapeva di frutta (l’amica glielo fece notare).

Il brano stava raggiungendo il suo culmine, si abbandonò a una clamorosa e beata passività sulle sue lenzuola bagnate senza smettere di accarezzare la testa della sua amica, i capelli, la nuca, il solco sulla schiena, i due mini crateri simmetrici sui fianchi. “Sister, la tua fighetta ha del Meraviglioso! Come un viaggio sulla luna!”

Dopo aver eiaculato con gli occhi imbambolati per un paio di minuti, Kiyomi le parlò in maniera preoccupata.

“Sono appena disperata, Sophie, sto ripensando a Stefano, il mio ex ragazzo: credo non sia finita del tutto. E faccio fatica a venirne a capo con quella pratica in ufficio. Insomma sono fusa. Ho anche ripreso a fumare! Comunque… tu mi fai venire ogni volta!”

“Io non vorrei altro!”

“Mi sei mancata da morire!”

“Anche tu!” Kiyomi avvicinò le labbra a quelle di Sophie, ne leccò i bordi facendo dei cerchietti di saliva attorno alle sue labbra. Adoro quando lo fai, sussurrò Sophie. “Io voglio che tu mi dica quello che desideri. Voglio che tu mi dica cosa fare per renderti felice, per farti godere, voglio conoscere quello che hai dentro.”

“Tu me lo dici spesso, quando ti piace qualcosa. Non lo tieni per te, cerchi di darmi quello che hai. A volte, quando sei in silenzio, mi chiedo a cosa stai pensando, se rifletti a proposito di qualcosa di sciocco. Se pensi a cose futili. A volte mi chiedo se pensi a fare l’amore mentre siamo fuori. O se ci pensi quando parliamo. Ovunque, al lavoro, con altre persone…”

Si addormentarono insieme.






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