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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 31

82 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 08 maggio 2020 in Fantascienza

Tags: #amore #avventura #giovani #mutanti #superpoteri

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All’interessante ipotesi di Lansing, ossia che sarebbero bastati un paio di secondi di distrazione da parte di Valeria che le avessero impedito di finire sotto all’auto dei soldati Russi per salvare la signora Sauer, la Regina delle wunderwaffen rispose con un sospiro e un interrogativo su che cosa avrebbe fatto e che cosa sarebbe diventata, se le cose fossero andate diversamente.

Alvaro, che continuava ad ingurgitare cibo senza soluzione di continuità, sentenziò sicuro: -Con il tuo aspetto saresti diventata una diva del cinema!-

Lei accarezzò l’idea e per un attimo si immaginò protagonista di importanti pellicole: si vide accanto a Clark Gable in “Via Col Vento”, per poi ricordarsi che quel film è del 1939 e a lei l’avevano creata nel ‘45. Mentre rifletteva sul fatto che non avesse idea su come facesse a sapere il preciso anno di produzione di Via Col Vento, George rovinò tutto: -Seh...da prima della guerra agli anni ‘90 sono andate per la maggiore donne formose, procaci, in stile pin up! Ti trovo davvero meravigliosa Val e quindi non offenderti; ma sei praticamente senza seno e davvero troppo piccola per colpire l’immaginario della gente del secolo scorso...-

-Prima di tutto oggi hai già detto cose come “senza offesa” e “non offenderti” troppe volte...sì, 2; ma sono davvero troppe per me; poi compenso la mancanza del seno con i fianchi e col sedere...e i miei tratti, la mia pelle e i miei capelli mi avrebbero dato un fascino esotico unico, no?-

-Troppo fanciullesca per quegli anni...e poi, scherzi a parte, tu non invecchi: prima o poi qualcuno avrebbe iniziato a farsi domande. Tu non puoi farti del male in nessun modo, non provi dolore fisico...e non parliamo dei tuoi poteri! Non avresti mai potuto fare una vita normale. Magari ti saresti sposata con Giselmar ma tu sei sterile come tutti noi e quindi “ciao ciao famiglia”; e poi vivevi ad Erfurt, nella Zona Sovietica che sarebbe diventata DDR!!! La DDR, Valeria! Niente documenti, niente atto di nascita...avresti dovuto passare la tua esistenza nascondendoti dalla Stasi!-

-Potevo spacciarmi per una prigioniera ebrea, e i miei documenti potevano averli persi, no?-

-Prima o poi avresti attirato l’attenzione, in un modo o nell’altro. Ma tu pensa solo al segno del vaccino antivaiolo sul braccio sinistro: naturalmente tu non ce l’hai...-

-E la mia pelle non si può incidere né perforare con un ago...-

-Un dottore che avesse provato a vaccinarti e avrebbe visto questa cosa incredibile avrebbe immediatamente chiamato la Stasi. Mi correggo, quindi: prima o poi i Russi avrebbero messo le mani su di te e, magari un po’ in ritardo, la nostra specie sarebbe stata creata ugualmente...-

Finalmente arrivo Rita, con una divisa perfetta. Si fermò dietro Valeria e le mise le mani sulle spalle, dando il buongiorno a tutti e chiedendo di cosa stessero parlando.

-George sta offendendo il mio aspetto ed il mio corpo, insinuando che non avrei mai potuto essere famosa, perché non ho seno e sono troppo minuta. Oltretutto, considerando il fatto che tu hai esattamente il mio stesso corpo ma con un incarnato diverso, ha di rimando offeso pure te...-

Con un tono di voce volutamente esagerato e disgustato, Rita ammonì Lansing: -Oh, George...vergognati. Comunque pensaci assieme, così uguali e così diverse: in quel caso è innegabile che avremmo fatto un successo colossale...-

-Ma se io non fossi andata con i Russi tu non esisteresti: probabilmente nessuno degli individui presenti in questa stanza esisterebbe...- -E infatti dobbiamo ringraziare sempre quel 21 Luglio 1945, quando la Regina delle wunderwaffen, progettata e realizzata per annientare i nemici dei nazisti e conquistare l’intero pianeta per consegnarlo a loro, ha compiuto un gesto di puro altruismo salvando la Sapiens che l’aveva accolta in casa sua, per poi farsi portare via dai Russi con disarmante ingenuità...sì, lo so che purtroppo tu hai sta cosa di dover obbedire agli ordini quasi sempre...-. Valeria restò a bocca aperta e mormorò un quasi impercettibile “quindi tu sai tutto?” e l’altra, dandole un bacetto sulla fronte, rispose: -E secondo te da chi ha imparato tutto quello che sa su di te il caro George? Ti ho detto che ti conosco meglio di quanto tu conosca te stessa...e questo varrebbe anche se i tuoi ricordi non fossero stati corrotti… Vado a prendere una bella colazione inglese anche io; tu intanto George inizia a raccontarle qualcosa, cavolo…-

George si informò su che cosa Lerusia volesse sapere, e quella rispose con un convinto e secco “TUTTO QUANTO”.

Sospirando, il fascinoso americano bevve un sorso di caffè ed iniziò:

- “Tutto quanto” è un po’ dura: avrei comunque delle cose da fare oggi! Comunque ripartiamo dalla foto che ti vede da sola accanto all’ingresso di un tunnel all’SIII, con degli stivali americani decisamente fuori misura e un’espressione terrorizzata su quel bel faccino. A nessuno dei soldati che ti aveva trovata e ai loro superiori ai quali riportarono tutto ed ai quali ti mostrarono venne in mente che forse quella specie di sarcofago in quella parte supersegreta e supernascosta di una mega struttura nazista sotterranea avesse qualcosa a che fare col fatto che ti avessero trovata rinchiusa in una cassa nello stesso settore. Hanno trovato la tua camera da letto ed hanno ipotizzato che tu fossi semplicemente una specie di “animale da letto” per qualche gerarca della struttura...-

-Yankees...poveracci!- sbottò “Lentiggini” e George, dopo un altro sorso di caffè, annuì e continuò:

-Infatti per l’America quello è stato il più grande errore di tutta la sua storia: hanno fatto incetta di scienziati e di progetti nazisti che hanno permesso loro un salto tecnologico immenso; ma non si sono accorti di trovarsi davanti alla più grande di quelle invenzioni...-

-...LA REGINA DELLE WUNDERWAFFEN!!- terminò Margaritka, tornata da fare anche lei incetta di cibo per la colazione a appoggiando il vassoio sul tavolo, sedendosi accanto a Valeria.

Argomentò che la trovava irresistibilmente sexy sia in versione superarma nazista che in quella spaurita e apparentemente indifesa di quella foto. “Boccoli rossi” si interrogò sul come avesse fatto Ritulia a vederla in versione superarma nazista, visto che era di parecchi anni dopo e oltretutto lei stessa era stata “attivata” quando ormai le sorti del Terzo Reich erano segnate e avrebbe avuto bisogno di alcuni mesi di training per essere seriamente operativa. Rita avvicinò il proprio viso a quello di lei e rispose, sfiorandole le labbra con le sue mentre sussurrava: -Mhhh...koshechka...ho avuto l’onore ed il piacere di vederti in versione “superarma sovietica” e mi dispiace davvero tanto che tu, per ora, non possa ricordarti che cosa hai fatto, e che cosa abbiamo fatto assieme...tutto quello che abbiamo fatto insieme...-

George schioccò le dita per richiamare l’attenzione di entrambe (anche Valeria sia era persa) e fu perentorio: -Maggie! Te lo dico io perché anche lei la vedo pericolosamente distratta: per favore stai calma, ok? Dov’eravamo rimasti?-

-Non avevamo nemmeno iniziato!!!-

-Perfetto: quelle foto sono state scattate il 15 Aprile 1945. Gli Americani hanno pensato che tu fossi tenuta prigioniera in quella zona dell’SIII come personale giocattolino di qualche gerarca o comunque scienziato di alto livello, che ti aveva scelta proprio per il tuo aspetto molto particolare, e ti portarono assieme ai prigionieri ebrei liberati dal campo di Ohrdruf. Tra le persone che si prodigarono davvero tanto per aiutare tutta quella povera gente ci fu Dietlind Sauer. La signora Sauer, nonostante avesse perso figlio e marito in guerra e anzi forse proprio per questo, segretamente cercava di aiutare ebrei e tutti gli altri perseguitati dal Nazismo già da diverso tempo. Quando gli Americani liberarono il campo di concentramento fu una delle prime ad offrirsi volontariamente di aiutare: aveva una grande tenuta ad Erfurt e possedeva buone nozioni di infermieristica e ben 50 dei prigionieri tra quelli nelle migliori condizioni fisiche furono temporaneamente condotti nella sua grande villa di Erfurt….-

-E tra quelli c’ero io?-

-Ovviamente: eri l’unica in condizioni fisiche perfette. Colpisti subito la donna per il tuo aspetto e per il fatto che imparavi qualsiasi cosa in modo davvero rapido: naturalmente in quel contesto hai riconosciuto lei come Autorità, visto che tutti gli altri erano sopravvissuti malandati e i cittadini tedeschi volontari rispondevano a lei, che era la padrona di casa. Nel giro di due giorni diventasti il braccio destro della signora Sauer e, visto che è impossibile che tu ti stanchi, svolgesti un lavoro davvero eccezionale senza mai lamentarti, seguendo sempre alla lettera ciò che lei ti diceva di fare, perché si rese conto presto che tu la vedevi come una specie di “comandante” e che da lei aspettavi ordini…. Le persone temporaneamente residenti nella magione della Sauer iniziarono a diminuire: Dietlind e vari suoi aiutanti si prodigarono per aiutare gli Americani nel complesso lavoro di rintracciamento di eventuali parenti per i sopravvissuti di Ohrdruf. Nessuno dei soldati ebbe da ridire sul fatto che quella piccola ragazza dalla pelle bianchissima, occhioni verdissimi e lunghissimi capelli rossi riccioli non fosse nell’elenco di chi doveva trovare una sistemazione; probabilmente nessuno di quelli che ti aveva trovata dentro l’SIII o vista fuori da esso andò mai nella villa dove stavi, e comunque nessuno di loro ti cercava, a quei tempi. Piano piano partì la ricostruzione, anche se Erfurt fu di gran lunga una delle città tedesche meno colpite dai bombardamenti e infatti nel sogno-ricordo che mi hai raccontato camminavate sul “Krämerbrücke”, il famoso ponte dei Bottegai, che era intatto...-

-Sembrava una viuzza normale-

-Perché è un ponte abitato, pieno di case in stile tedesco: dall’interno appare impossibile accorgersene. Comunque, tornando a noi, la villa della Sauer si svuotò e lei ti tenne con sé, come una figlia. Di certo si era affezionata a quella strana ragazza che riusciva ad apparire così fredda e “militare” ma anche così ingenua, infantile e curiosa. E poi conveniva a tutte e due: lei era rimasta sola e tu lo eri già di tuo, e in lei avevi trovato un esempio da seguire. Nel Luglio 1945 l’Armata Russa prese il controllo di Erfurt perché la Turingia entrò a far parte della zona sotto al controllo dei Sovietici...e da qui arriviamo rapidamente all’episodio che ti ha portata all’attenzione dei soldati. Dietlind probabilmente sarebbe anche riuscita a farti avere documenti falsi e a registrarti ufficialmente come sua figlia, ma quel giorno purtroppo camminava qualche metro avanti per lasciare che Giselmar ti corteggiasse, entrò nella piazza del Municipio proprio mentre arrivava la Gaz con quei 4 soldati russi e tu, istintivamente, la salvasti perché la vedevi come...-

-Una madre?-

-Non montarti la testa: direi di non esagerare perché non sei così sentimentale. I sentimenti, per noi, sono una cosa un po’ complessa e lo sai benissimo: semplicemente la vedevi come un tuo Superiore e avevi piena concezione del fatto che non ti saresti fatta male, quindi salvarla fu una scelta del tutto logica...-

-E non rividi mai più Dietlind e Giselmar?-

-No, mai più. Però io ho parlato con Giselmar non molto tempo prima che morisse...-

Lerusia spalancò gli occhi e Rita le fece un gesto dal significato di “ascolta bene”.

George fece una premessa: gli Americani erano venuti a sapere dei Sintetici Sovietici già nei primi anni ‘70 ed erano riusciti a realizzarne qualcuno grazie all’utilizzo di DNA di Originali catturati in giro per il mondo.

-Io stesso sono uno dei primi realizzati…di certo il primo a “funzionare”; per qualche motivo, però, i risultati degli Americani erano inferiori a certi esemplari sovietici di cui le spie americane favoleggiavano: ad esempio credo che sia evidente che io invecchio e quindi, prima o poi, morirò...oltretutto ho un fattore di rigenerazione ben più alto rispetto ad un essere umano, ma a te o Maggie ci vorrebbe un istante per uccidermi. I rapporti top secret delle spie infiltrate in Unione Sovietica parlavano di esseri del tutto indistruttibili, immortali e che non invecchiavano, con poteri tali che lo Stato che li possedeva avrebbe potuto dominare il mondo. Naturalmente i servizi di Intelligence dei miei creatori ignoravano il fatto che gli esseri così si contavano sulle dita di una mano, che i sovietici non fossero più capaci di replicare esemplari così potenti e che stessero spendendo cifre insostenibili per continuare a provarci; ma una cosa l’avevano azzeccata: questa quasi “mitologica” Regina delle Wunderwaffen aveva dato origine a tutto. L’America indaga su di te e ti cerca dal 1981. Le loro spie, tra cui c’era il sottoscritto, fecero un ottimo lavoro ma non ci voleva poi tanto: il Das Volk del 23 Luglio 1945 aveva pubblicato un piccolo articolo che riportava di un incidente di due giorni prima nella piazza del Mercato del Pesce di Erfurt, dove un automezzo militare aveva investito una ragazzina che però ne era uscita miracolosamente illesa. Una ragazzina viene investita da un automezzo militare e rimane illesa? Questa cosa ci fece drizzare le orecchie, anche perché Erfurt è vicina all’SIII che fu scoperto dall’Esercito Americano...-

-Quindi si resero conto che mi avevano trovata e lasciata andare?-

-Se ne resero conto eccome, bambina: la cosa venne fuori e vennero fuori anche le foto che hai visto e diverse teste rotolarono, tra quelle ancora attaccate ai loro corpi, perché intanto erano passati 36 anni… Indagando ancora riuscimmo a scoprire che uno dei testimoni principali di quel curioso incidente era ancora in vita e viveva ancora ad Erfurt. Mi recai in quella città nel Marzo del 1990: il Muro di Berlino era crollato e ormai le due Germanie erano sulla via della riunificazione. Giselmar aveva 75 anni...-

CONTINUA...


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