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Una storia di Brividogiallo

Questa storia è presente nel magazine Vari volti dell'amore

Relazione pericolosa

Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto.

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8 minuti

Pubblicato il 21 gennaio 2021 in Thriller/Noir

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"Accidenti alle grate sui marciapiedi. Sono fatte apposta perché i tacchi ci si infilino".

Sono di fretta il lavoro mi attende e oggi mi sta capitando di tutto.

Mi chiamo Veronica e sono una escort. Di lusso.

No, non pensate alle solite cose, io non sono una prostituta qualunque, sono una professionista, anzi, mi definirei un'artista della seduzione e del sesso.

Per essere una escort al mio livello non basta essere belle, bisogna avere una buona cultura, saper parlare di tutto, conoscere almeno due o tre lingue, essere disinvolte e sicure di sé.

Perché il lavoro di una escort non si svolge soltanto in un letto.

Il cliente ti vuole a cena, dove dovrai sostenere una conversazione brillante, ti vuole al teatro, dove devi dimostrare di conoscere i maggiori autori e le loro opere teatrali, ti vuole ai concerti e anche in questo caso devi avere una buona conoscenza della musica classica.

Sono un lusso, una cosa bella e costosissima, un regalo solo per pochi eletti.

Ho pochi clienti, volutamente. Non mi piace inflazionarmi. Chi viene con me deve sentirsi speciale e deve far sentire anche me speciale, inoltre i miei clienti sanno quello che è lecito chiedere e quello che nemmeno il denaro può comprare.

Non svendo il mio corpo, non permetto che diventi un oggetto nelle loro mani di cui possono disporre come vogliono, con miei clienti c'è sesso, non depravazione.

Questa sera devo incontrare Stefano, il mio preferito.

È un imprenditore di successo, di grande successo ed è noto anche tra la gente comune.

Sono stata molto fortunata a essere stata contattata da lui perché, mi offre cifre che, di volta in volta, stabilisce lui e vanno ben oltre quello che è il mio standard già alto.

Se non bastasse è anche un uomo raffinato, gentile e bello.

Andremo a cena poi mi porterà nel più lussuoso albergo di Milano dove passeremo un paio di ore insieme.

Naturalmente è sposato ed ha due figli e sua moglie Carlotta è la regina dei salotti milanesi, una donna di cultura, non bellissima ma molto interessante.


Scendo dal taxi davanti al ristorante e lui è lì ad attendermi.

Gustiamo una deliziosa cena a base di pesce e frutti di mare poi salgo sulla sua auto e andiamo in hotel dove ha prenotato una suite de luxe perché entrambi amiamo la bellezza e il lusso.

Ci sediamo sul letto e iniziamo a scaldarci con qualche effusione poi lui mi dice con voce dolce :"Vai, sai quello che voglio."

Entro in bagno ed apro la mia borsa a valigetta dove ho tutto ciò che mi occorre.

Tiro fuori il raso nero, la passione di Stefano che si eccita solo a vederlo.

Indosso un mini baby doll e sopra una vestaglia, entrambi di raso nero.

Mi rinfresco un po' ovunque e spruzzo sul mio corpo qualche goccia del suo profumo preferito.

Ai piedi non metto nulla, a lui piace così.

Stefano è seduto sul letto con indosso solo camicia e pantaloni ed io mi staglio davanti a lui, con la mia vestaglia di raso nero chiusa da una cintura dello stesso colore e della stessa stoffa.

Lui mi guarda, poi allunga le braccia e comincia a tracciare il mio corpo, assecondandone le curve, le sue mani mi stringono sempre di più poi, di colpo, prende in mano un lembo della cintura e la tira.

La vestaglia si apre, lasciando in parte scoperto il mio corpo perfetto, coperto solo dal baby doll.

Io mi sento sicura, so di non essere solo una escort per lui, sono la sua confidente e sono quel trionfo di bellezza che lui ama in tutte le cose.

Mi fa cadere la vestaglia ma in quel momento di crescente esaltazione, sentiamo bussare alla porta.

Stefano è incredulo, non era mai accaduto.

"Con quello che pago, devo essere anche disturbato sul più bello?"

Ha il viso paonazzo per la rabbia e quasi urla :"Chi è?"

Una vocina esitante risponde di essere la cameriera e di essere stata mandata lì perché il bagno della nostra camera ha una perdita che sta allagando la stanza al piano inferiore ed è urgente l'intervento di un tecnico. Naturalmente aggiunge che verrà rimborsato e che la prossima volta la suite gli sarà offerta dall'hotel come omaggio alla sua comprensione.

Stefano mi guarda, io alzo le spalle.

"Li vogliamo far affogare?" dico, parecchio delusa da come si è conclusa la serata.

Stefano si alza, nervosissimo e va ad aprire la porta.

E si trova davanti una scena che non avrebbe mai immaginato di vedere.

Sua moglie ha un braccio intorno al collo di una cameriera e una mano le punta una pistola alla tempia.

La donna spinge dentro la povera cameriera terrorizzata poi, la allontana da sé.

Tutto si svolge in un attimo.

La cameriera con un balzo degno di una pantera si avvicina alla donna e le dà un potente colpo sul braccio teso con cui impugna la pistola che cade a terra.

La finta cameriera, con un gesto del piede, la getta lontano mentre Carlotta rimane inebetita, sorpresa dall'accaduto.

Con mosse abili, di chi è pratico di arti marziali, la immobilizza e la ammanetta.

Nel frattempo, Stefano ed io siamo rimasti esterrefatti a guardare una scena che sembra quella di un film di Chuck Norris, io ancora seminuda in baby doll e Stefano con le mani sul viso e gli occhi spalancati.

Quella che sicuramente non è una cameriera ma una poliziotta, spinge Carlotta su una poltrona poi si siede sul letto.

"Probabilmente lei non sa che sua moglie sospettava da tempo che lei frequentasse un'altra donna. Ne ha parlato con un'amica alla quale ha anche riferito la sua ferma intenzione di punire l'infedeltà del marito con la morte, la sua e quella della sua amante.

Fortunatamente questa amica è venuta a parlarne con noi della polizia.

Mentre sua moglie aveva ingaggiato un investigatore privato per avere la certezza che lei la tradisse, noi non l'abbiamo mai persa d'occhio. Abbiamo preso sul serio le minacce di sua moglie e, per precauzione, c'era sempre un agente alle sue costole.

Siete stati fotografati in varie occasioni ed ogni foto era la prova che la signora - dice indicando me - è la sua amante.

In possesso delle prove, sua moglie ha deciso di agire ma non sapeva che io controllavo ogni sua mossa.

Con la complicità del direttore dell'albergo, che voleva evitare ad ogni costo uno scandalo, mi sono finta una cameriera e non l'ho persa mai di vista fin quando lei ha deciso di utilizzarmi come avete potuto vedere anche voi."

"Ma se...non lo avesse fatto?" balbetto con un filo di voce.

"Sarei riuscita a fermarla in ogni caso, ormai era in trappola."


Col passare dei giorni, riesco a riprendere la mia vita normale anche se le sere che sono sola nel mio letto, continuo a vedere la moglie di Stefano, la cameriera, la pistola puntata alla sua tempia.

Stefano mi chiama tutti i giorni per sapere come sto e ci vediamo spesso, per prendere un caffè o per pranzare insieme.

Sua moglie è stata arrestata per tentato omicidio e qualche altro reato minore, l'avvocato di Stefano pensa che ne avrà almeno per sei anni prima di tornare libera.

Da quella sera non sono stata più con nessuno, devo ancora riprendermi del tutto e non sarei me stessa, non darei il meglio di me.

"Bugiarda" mi dice una vocina dentro "fai un'introspezione seria e onesta."

Non ne ho il coraggio, nel mio lavoro è compreso il sesso, la passione, l'amicizia, la stima e tante altre cose ma non l'amore.

"Ok non devo più vederlo e mi passerà. Devo ricominciare a frequentare gli altri miei clienti e non pensare a lui. Oltretutto mi stava costando la vita, se non fosse stato per la solerzia della polizia."

Infatti Stefano continua a chiamarmi ma io non rispondo più alle sue telefonate, né ai suoi messaggi.

Altra regola, nel mio lavoro è non far conoscere il proprio indirizzo ai clienti. Discrezione e un alone di mistero sono indispensabili.

Stefano non sa più come trovarmi, non appartengo a nessuno, sono una libera professionista e nessuno dei miei clienti conosce gli altri.

Ne soffro perché mi manca ma penso che così, solo Sherlock Holmes riuscirebbe a trovarmi.

Di me sa solo che mi chiamo Veronica e sa che attività svolgo, punto.

Non conosce nemmeno il mio cognome.

Ancora non so che lo sto sottovalutando, però.

Una sera esco di casa per andare da un cliente e sto per chiamare un taxi quando lo vedo davanti a me.

Mi guarda severo, con aria di rimprovero.

"Perché Veronica? Perché sei sparita così, perché non rispondi alle chiamate e ai messaggi?

Per fortuna ricordavo il nome del taxi che ti ha lasciato davanti al ristorante quella famosa sera. Verona 41, la città dove è nata mia madre. Non è stato difficile rintracciarlo e una lauta mancia gli ha fatto ricordare l'indirizzo della palazzina dove era venuto a prenderti. Di cosa hai paura per sfuggirmi così?"

"Di me." rispondo istintivamente, poi mi pento e mi mordo le labbra, quelle labbra a cui lui si avvicina e bacia con tenerezza.

"Sappi che da questa sera sei e sarai per sempre solo mia."

Lo abbraccio con slancio e mi preparo a cominciare una nuova vita.





Cinzia Baldasserini












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