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Una storia di Gan20

BREVE STORIA DELLA LINGUA ITALIANA

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3 minuti

Pubblicato il 23 novembre 2020 in Didattica

Tags: #LINGUA #PAROLA #SCRITTO #DIALETTI #STORIA

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Breve storia della lingua italiana

Il latino; la lingua romana diventava patrimonio di tutti i popoli soggetti insieme alle leggi, alle consuetudini, agli ordinamenti civili e militari. Ancora oggi molti vocaboli derivati dal latino sopravvivono nelle parlate di popolazioni che conobbero la “civiltà romana”. Alla caduta dell’impero romano ( 476 d.c.) si costituirono diverse contrade; una sorta di piccoli stati separati da barriere naturali e politiche per vari motivi: d’indipendenza, orgoglio, autonomia o calcolo dei governanti, ogni contrada acquisì il proprio volto, ognuno la sua speciale fisionomia, le sue caratteristiche. La lingua “nazionale”, il latino, non cessò subito di esistere ma cessò di essere necessario, rimasero i vari dialetti la lingua delle persone colte man mano venne dimenticata ; per farsi intendere dalla gran massa illetterata e analfabeta bisognava esprimersi nel linguaggio dialettale o volgare, quindi i letterati, i poeti, i legislatori, i predicatori e i giudici iniziarono a scrivere e parlare volgare, prima rozzamente, poi con miglior forma e via , via, con raffinatezza e regole accettate e seguite da tutti gli scrittori. Il procedimento fu lento poiché in Italia il latino più che in altri luoghi doveva tardare a morire. Non è possibile indicare una data precisa della nascita dell’attuale lingua Italiana la più antica testimonianza del volgare risale al IX secolo; ancora confusi con elementi latini, questi versi sono conosciuti col nome di “indovinello veronese” basati sull’analogia tra l’aratura e la scrittura, sono conservati nella biblioteca capitolare veronese. Ma un documento compare alla fine del X secolo; un atto pubblico risalente al 960 scritto in un linguaggio che assomiglia molto al latino per certe forme, ma che latino non è più, è volgare. Si tratta della “carta capuana” , così nominata perché scritta in Capua, un documento notarile attestante un passaggio di proprietà fondiaria. Il volgare s’impose con stile ed eleganza tra il 1000 e il 1200 per proseguire poi nei secoli la sua trasformazione, i primi documenti di carattere letterario si fanno risalire al 1135 circa; secondo un iscrizione nel duomo di Ferrara ora perduta, il milanese Bovesin De la Riva, poeta notevole della lingua letteraria comune, intorno al 1270, ci lascia tra le altre opere un poemetto sul metodo di comportamento a tavola. È il principio del XIII secolo a darci dei linguaggi volgari ben formati, capaci di esprimere anche in forma artistica le varie contingenze della vita vissuta e i moti dell’animo di quel tempo. Intorno al 1305 Dante Alighieri veniva componendo un opera in latino “De vulgari eloquentia” dove ricerca le origini di numerose varietà di lingue parlate e propone una nuova lingua volgare preferendo il meglio di quattordici principali dialetti da lui esaminati notando che nessuno tra essi fosse comprensibile all’altro. Non dimentichiamoci che molte infrastrutture della lingua italiana non provengono solo dal latino ma anche dal greco antico, perciò ritroviamo nella lingua italiana come si parla e si scrive oggi molte parole derivate da ambedue le lingue. Ma nella fiumana di eventi che sconvolsero la storia italiana con le innumerevoli invasioni; dai Germani, gli Arabi, gli Spagnoli, i Francesi, ecc…ecc… , si ha avuto un apporto di detriti linguistici che si sono depositati nell’italiano. Certo la lingua italiana non è esclusivamente costruita su apporti stranieri ma è costituita anche da essi. Così il duecento e il trecento furono secoli di contemplazione e di assestamento sociale da qui ogni allargamento di orizzonti culturali dava la necessità di attingere a nuovi vocaboli; non v’è dubbio che negli ultimi cinquant’anni, i continui cambiamenti economico-sociali, abbiano aperto un varco nel lessico, basti pensare al gran numero di parole assimilate tramite l’influenza dei mezzi di comunicazione come i social network in rete telematica internazionale e i relativi accessori che ne permettono la diffusione: telefoni mobili, computer e tv. Non sappiamo come la lingua italiana sarà tra un millennio, ma almeno sappiamo com’è stata e com’è oggi, con le sue innumerevoli leggi e strutture che la rendono così affascinante. ​​​​​​​


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