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Una storia di Milcham

La stanza

Essere donna in un corpo ambivalente

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5 minuti

Pubblicato il 14 marzo 2019 in Altro

Tags: #ambivalenza #ansia #donna #psicoterapia #seduta

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《E quindi si l'ho detto, ho detto che non ho nessuna intenzione di prendermi la responsabilità di una cosa di cui non sono padrona. Si insomma io posso rispondere del presente ma non mi si può chiedere di dare la parola per un futuro prossimo. Chi dice che sarò la stessa fra qualche anno? Potrei aver cambiato le mie priorità, aver scoperto di non voler fare il lavoro che oggi vorrei fare, o al contrario aver scoperto che voglio buttarmici dentro con tutta me stessa. E mi si chiede oggi di voler impegnarmi anche solo con la parola del posto in cui vivere? Non posso farlo. Non ho nessuna intenzione di assumermi questa responsabilità. Nemmeno attraverso la parola. E la cosa assurda è che sono l'unica a vederla così. Quando lo racconto ad altri ho l impressione di essere vista come una visionaria o peggio una stronza. Sono l'unica....》

《L'unica tranne me Sonia...》

"Minchia avrei dovuto dirlo..." pensa Sonia. Scoppia a ridere. In fondo aveva anche questo aspetto, colta sul fatto non faceva altro che riderci su, sfoderare un sorriso aperto, sostenere lo sguardo dell'interlocutore per un secondo e lanciarlo poi in un angolo a caso...imbarazzatissima

《Certo assolutamente tranne lei dottore e direi menomale!!》sorriso aperto. Gesticolazione. Sguardo nell'angolo. Imbarazzo.

"Minchia dimentico sempre che nelle sedute devi stare attenta a quello che dici. Quando inizi a sganciarti e parli senza pensare, vieni colto sul fatto. Cazzo. Avrà pensato che non lo prendo in considerazione, che non lo sento un punto di riferimento. Il transfert? Cazzo..." ruminazioni. Pensieri idioti che se vai per vedere il terapeuta a tutto ha pensato tranne che questo. Però niente, Sonia era anche una analitica. Funzione pensiero dominante aveva detto qualcuno. E quindi...problemi...anche dove potevano non esserci. Che poi è probabile che il terapeuta voleva darle solo un incoraggiamento come per dire "ehi ragazza non hai tutto il peso del mondo addosso. Io credo in te" ma ok. Tutto plausibile e tutto contrario.

《Io voglio solo strapparmi di dosso la roba che gli altri mi hanno incollato addosso. Quello che loro si aspettano o non si aspettano da me e dal mio futuro. Perché sa cosa penso? Che sì è inevitabile che io sia anche il frutto dell'apprendimento, nel senso di ciò che mi hanno insegnato. Ma non sono solo questo. Io sento che non sono soltanto questo. E quello che loro vogliono da me non si applica totalmente a me! Ma quando lo faccio, vengo vista come...come..come...Non lo so...》

《Sai Sonia, in quanto donna oggi si è chiamate ad essere molto di più di 50 anni fa. Ho molte esperienze qui di donne che lavorano, si spostano da un posto all'altro in continuazione, hanno figli, un marito, ma trovano il modo di far tutto. Non siamo a 50 anni fa Sonia. Non è così strano... ma ci sono anche donne che decidono di mettere il loro studio nel cassetto, mettere su famiglia e fare le casalinghe... e non c'è niente di male neppure in questo. Purché è ciò che si vuole davvero fare. Non ciò che gli altri vogliono che si faccia. È questo ad essere importante. In quanto donna si è chiamate ad avere la forza di dire sì e di dire no. Purché sia ciò che davvero rende felici. È questo davvero importante》

《Si...Io voglio uscire da questa melma dottore. Voglio uscire da questa melma...Non voglio svegliarmi un domani e sentirmi frustrata perché non ho fatto ciò che davvero volevo fare. Non voglio...》

《Hai fatto davvero progressi Sonia. È molto importante che tu sia riuscita a dire no. Quando sei arrivata qui eri condizionata. Avevi un condizionamento totale su tutto. Era come vedere una bambina piccola e disperata in cerca dell'approvazione della mamma》

"Minchia sembravo davvero così? Che vergogna....e che fastidio che l'abbia detto"

Eh sì. Sonia è anche terribilmente orgogliosa e suscettibile sull'immagine che rimanda agli altri. Paragonarla ad una bambina poteva essere la peggiore delle offese per lei.

《Menomale dottore...menomale che ho fatto progressi...》

Accavalla le gambe e guarda la sveglia dietro le spalle del terapeuta. La faceva sentire terribilmente a disagio. Così come il movimento di polso del dottore che cercava di spostare qualcosa dalla camicia con nonscialance ma che Sonia sapeva essere soltanto un modo di tener d'occhio l'orario. Non le sfuggiva niente. Nemmeno il fatto che quella sveglia prima non c'era in studio...le faceva sentire ansia. Come per dire "guarda che ora è poi levati dai coglioni".

《Devo dirlo Sonia, hai fatto davvero molti progressi. Sei sempre stata acuta, intelligente, attenta e con una buona osservazione ed analisi. Ma ora sei molto più capace di osservare e valutare le cose criticamente. Oltre che riuscire a dire "ok questo è quello che pensi tu, ma non è ciò che farò io》

《Si...mi ci sento in effetti. E sono contenta di aver detto ciò che pensavo. Certo magari l ho fatto in maniera un po' antipatica perché l'ho detto sbottando mentre guidavo. Ma almeno l'ho detto...》

《Ti avevano caricato anche molta pressione addosso Sonia. Non è poco》

《Assolutamente...sa, eppure alle volte, quando osservo la mia mente in maniera più obiettiva...mi accorgo che arrivano ancora strani pensieri...》

Sorriso semi aperto, imbarazzo

《Vediamoli...》

《Alle volte, quando mi faccio la doccia, o altro... Io penso perché non lasci tutto Sonia. Perché non lasci...Ma poi subentra subito l altra faccia della medaglia...cioè oddio no no come farai poi..è probabile che non ce la farai da sola 》

Ammettere quella debolezza antica ma terribilmente ancora presente la faceva vergognare di se stessa. Si sentiva una perdente.

《Questa è l'ambivalenza...vuoi ma non vuoi allo stesso tempo》

《Ma questo sempre! Io sono così!》

Sonia scoppia a ridere fragorosamente gesticolando. Il terapeuta sorride di rimando. Lei era davvero divertita da questo aspetto di se stessa. Una risata mista tra divertimento e sconfitta. Quando si è consapevoli di una parte di se scomoda ma presente.

《Eppure dottore sembra tutto così reale. Entrambe le parti intendo..davvero ho paura in quei momenti e davvero ci sono gli altri pensieri di mollare tutti 》

《Ma sono vere. Il problema dell'ambivalenza è che sono entrambe vere. Tu vuoi e non vuoi allo stesso tempo》

《Si..credo di non esserne ancora totalmente uscita...》si sentiva maledettamente colpevole. Forse si era sopravvalutata.

《Vorrà dire che dobbiamo osservare meglio questa ambivalenza》

《Si..》

《Hanno suonato. Vado ad aprire. Mi scusi》

《Certo...allora ci rivediamo la settimana prossima...》

《Senz'altro. Buona serata Sonia》

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