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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

Armando Bertollo: una ‘retrospettiva futurista’ 2019 – 2009

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6 minuti

Pubblicato il 01 novembre 2019 in Recensioni

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Opere di Armando Bertollo.
Opere di Armando Bertollo.
Copertina del libro - Cierre Grafica 2009
Copertina del libro - Cierre Grafica 2009

Armando Bertollo: una ‘retrospettiva futurista’ 2019 – 2009



Di fronte alla scrittura poetica e artistica ci si deve porre con la disponibilità di esserne i custodi. […] i dispositivi bio-linguistici della scrittura (creativa), per loro natura originale, richiedono la più completa disponibilità: come creature si rivelano e sopravvivono in cambio di Tempo. Un tempo di attenzione e di lettura integro, una capacità di visione libera e consapevole.”


Leggendo a ritroso quel che Armando Bertollo a suo tempo ha riduttivamente chiamato il “Teatrino della scrittura” (2009), si rivela come un lampante esempio di working-in-progress, nell’intento poi riuscito con il successivo “Lo spettacolo inaugurale” (*) col dare visibilità a quel ‘Teatro di parola’ che non in ultimo abbiamo elevato a fondamento del patrimonio culturale, in prevalenza di tradizione orale.

L’efficace ‘sceno-grafia’ bertolliana s’avvale qui di un abile ‘segno grafico’ che, scevro degli elementi oggettivanti una ingombrante messinscena, fa sua la spazialità concessa dal vuoto empirico, a sua volta induttivo di sperimentazione, di cui dispone, apponendo la sua ‘impronta’ lirico-concettuale all’uso della ‘parola detta’, col suo riverbero di suono onomatopeico:

La superfice piana, incolore, astrazione su scala minima del Nulla e del potenziale microcosmico disponibile […] oggettiva linguisticamente la sua esperienza e conoscenza, leggibile attraverso il senso della vista. La vista è possibilità di lettura, ma non ancora capacità.” Ciò, relativamente al suono della voce (declamatoria) che ne accentua la fruizione.

Suono che può anche essere scambiato e/o sostituito con ciò che annotiamo come ‘rumore’ graficamente riprodotto con: il ‘fluf’ dato dallo spostamento dell’aria nel voltare pagina e/o con ‘trsh’ provocato dal tratto della penna sulla carta. Non di meno da ‘pluf’, che simula la caduta della goccia d’inchiostro sulla pagina; nonché da ‘szhr’ causa dello strappo del foglio disonorato dalla macchia che si espande.

È questo decisamente un linguaggio artato, di riferimento apologetico al movimento futurista delle ‘parole in libertà’ di marinettiana memoria; che ancor più rifà il verso a Luigi Russolo di “L’arte dei rumori”(*) e all ‘avveniristico’ Volt, alias Vincenzo Fani-Ciotti, autore di “Archi Voltaici” (*), la cui rivoluzione ha segnato un punto fermo nell’arte del linguaggio di quanti, pochissimi in verità, hanno elaborato successivamente un disegno ‘poetico-filosofico’ al passo con la modernità.

Copertina del libro - Edizioni Futuriste 1916
Copertina del libro - Edizioni Futuriste 1916
Ardengo Soffici - Vallecchi 1919.
Ardengo Soffici - Vallecchi 1919.

Disegno quindi come ‘linguaggio fono-simbolico’che Armando Bertollo affronta discente fin dal suo più datato “Ribeltà” (2004) (*), con la disinvoltura di chi, cosciente e/o inconsapevole, rientra di fatto fra quegli ‘argonauti del futurismo’ che, in qualche modo, hanno cambiato il mondo, aprendo alla ‘globalizzazione’ di tutte le arti. Il cui ‘piano sequenza’, indubbiamente verticale per effetto della dinamica delle linee grafiche, sospinge la visualizzazione dall’alto al basso e più raramente dal basso verso l’alto.

Per meglio dire, un fare che nulla o quasi concede, ad esempio, alla linearità tipografica orizzontale di Ardengo Soffici che, in “Bïf§zf+18 - Simultaneità e Chimismi lirici” (*) propone la tematica delle ‘parolelibere’ più prossime al collage, e che resta un’opera basilare dei ‘principi dell’estetica futurista’, in cui anche si affronta, è il caso di dirlo, quella che è stata definita la ‘Psicologia Voltaica’ dell’onanismo dello spirito.


Tutto ha inizio da un punto necessario, o da un suono: una concentrazione energetica posta come: presenza-embrionale sul Nulla (vuoto) della superficie […] come primo atto (creativo) intenzionale; prerequisito significante che fonda (feconda) lo spazio e il tempo, a significarsi come segno-grafico e come segno-suono (vocale o strumentale) che forma il pensiero.

Ne risulta un diramarsi labirintico di ‘letture possibili’ che vanno intercettate e percorse, ‘in crescendo e in diminuendo’, secondo la volontà propria di chi legge, in modo da assecondare le diverse capacità itineranti; così come il concedersi a una lettura onirica, perseguibile dal lettore più esigente, dotato di sensibilità intellettuale, che talvolta ha riscontro nell’indicibile:

L’alba è il varco / lo scivolare del giorno / nella ferita che / naturalmente / si apre inatteso”.

La ‘soglia’, oltre la quale non è consigliabile andare, riflette del riverbero della luce primordiale, dell’incolore del vuoto in cui è possibile sprofondare oltre la pagina scritta, andando all’inseguimento di un Icaro senz’ali, e/o voler catturare l’araba Fenice. Non di questo è fatto divieto al lettore, benché le spinte grafiche delle linee possono condurre l’occhio a cadere fuori della pagina.

Poesia grafica di Armando Bertollo
Poesia grafica di Armando Bertollo

Sussiste quindi un’altra chiave di lettura capace di contenere la fatua volabilità dell’autore, e ricondurlo alla leopardiana sintesi dell’Infinito: ‘.. e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude’. La cui sostanziale peculiarità cui anche Armando Bertollo adduce, ne svela l’incanto del suono, il timbro, il ritmo, l’intervallo, insite nella ‘poesia’ come nella ‘musica’ essenza stessa del canto fonosimbolico dei primordi:

Ogni inizio è forma. […] La scrittura poetica e artistica è nostalgia (‘edenica’) del primo segno, del segno unico, non più recuperabile, se non come perenne tendenza.”




Copertina del libro - Archinto 2010
Copertina del libro - Archinto 2010


Realtà tuttavia misteriosa e sfuggente quella indagata in chiave filosofico-letterario da Yves Bonnefoy in “L’alleanza tra la poesia e la musica” (*) nel libro omonimo, impossibile da trascrivere usando i termini del linguaggio discorsivo, ma che si lascia domare facilmente nella definizione di Rilke: “..è l’albero che nell’orecchio sorge” (*), le cui radici affondano nelle regioni oscure e caotiche della psiche, e le cui chiome toccano i cieli intatti dello spirito.

Per quanto l’autore non sembri privilegiare la riuscita estetica della ‘poesia’ sulla ‘musica’, tuttavia neppure esclude un’alleanza con l’artisticità dei livelli professionali di quanti si prodigano nello studio di entrambe le espressioni d’arte.


Onde riconoscere alla musica, come alla poesia e all’arte più in generale, la validità delle tecniche di apprendimento e di trasmissione, che sono oggi all’apice della creatività umana:

“..la cui azione regala una sorta di ’ebbrezza’ duratura […] della quale l’opera (creativa) è traccia, plasma e lacrima.”



Copertina del libro La Vita Felice 2017
Copertina del libro La Vita Felice 2017

Giunti al dunque, in accordo con l’autore, possiamo dondividere lo spazio franco che ha qui prospettato della sua esperienza individuale come esperienza di un nuovo linguaggio gtrafico-poetico che “..giocando con suoni, segni e significati”, tutti coinvolge e conquista.

Non di meno, arrivando all’oggi, Bertollo dà ampia dimostrazione delle sue teorie creative proponendo le sue opere in diversi spazi espositivi, assecondando le sue conferenze con esempi illustrativi ‘in diretta’ che hanno molta presa sul pubblico, spesso motivato dalla scoperta di quelle ‘assonanze’ che intercorrono nelle funzioni, come nelle norme e nei significati, alla stregua del fare ‘poesia descrittiva’ nell’ambito della contemporaneità letteraria.



L’autore:

Armando Bertollo,

poeta, artista, video-autore vicentino, è nato a Thiene nel 1965, vive e lavora a Schio (VI). Un artista eclettico e polipotenziale che inoltre a rassegne di fotografia e video-produzione, attende ad esplorare le ‘forme del linguaggio’ con particolare attenzione alle loro relazioni, ibridazioni, interferenze.

Per Cierre Grafica, inoltre ai libri citati ha pubblicato: “Il teatrino della scrittura. Attraverso i sintomi”, 2009.


Contatti: [email protected]



Note:

(*) Le opere di Armando Bertollo citate nel testo sono edite da Cierre Grafica nella collana ‘Herakleia’ e da Nterem Edizioni nella collana ‘Limina’.

(*) Luigi Russolo, “L’arte dei rumori” –

(*) Volt, alias Vincenzo Fani-Ciotti, “Archi Voltaici” –

(*) Ardengo Soffici, “Bïf§zf+18 - Simultaneità e Chimismi lirici” –

(*) Yves Bonnefoy, “L’alleanza tra la poesia e la musica” –

(*) R.M. Rilke, “I sonetti a Orfeo” – La Vita Felice 2017


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