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Una storia di AnnaDa

Riflessioni post europee

Una democrazia fatta in casa, come le pappardelle

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2 minuti

Pubblicato il 30 maggio 2019 in Giornalismo

Tags: #dimaio #elezionieuropee #governo #salvini

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Esattamente come il PD, l’elettorato fedele ai 5 stelle, che si riconosce idealmente in questo partito, probabilmente oscilla intorno al 17%.

Una percentuale non male per un partito giovane, ma che non è abbastanza e non può farsi portavoce di una maggioranza.


La questione sollevata principalmente dai mass media sulla fiducia al loro leader Di Maio, è assolutamente insensata e secondaria, ma chiaramente il gesto andava fatto ed è stato anche abbastanza scontato.

Tutti chiamati ad esprimersi sulla loro piattaforma Rousseau…

La stessa piattaforma percepita dai più come ulteriore flop.

Il voto espresso sul web è assolutamente relativo dato che a votare possono essere solo militanti e iscritti da almeno 6 mesi.

Facile ricevere complimenti gratis se a parlare è tua madre” .

Una democrazia fatta in casa, come le pappardelle.



Altro flop? Il reddito di cittadinanza, che portò i 5 stelle a raggiungere più del 32% dei consensi. Una misura che presenta falle ovunque, che è stato pensato male e fatto peggio. Probabilmente per la fretta o per l’ inesperienza, chi sa. Va comunque apprezzato il tentativo di dar sostegno agli ultimi.

Spero migliori presto!



Ricordo inoltre a tutti che in queste elezioni il messaggio più importante l’ha mandato proprio chi a votare non ci è andato.

Un messaggio chiaro e netto di rifiuto, dissenso e malcontento generale.

Tutti sembrano far finta di nulla e festeggiano non si sa come ne perché.

La differenza tra il consenso di Salvini ed il fallimento di Di Maio è tutto da ricercare qui.


Chi non si intende e non segue quotidianamente la politica, si affida ai media o ai famosi “fatti”. Si basa su quello che sente o che vede.

I 5 stelle hanno “fatto”, probabilmente non benissimo, e son stati giudicati male.

Salvini non ha ancora fatto nulla, non si sa per quale motivo dato che è al governo e non all’ opposizione, e quindi continua a spostare montagne nelle dirette su facebook e a trascinare con la dolce ars oratoria gli indecisi, che ripongono speranze nel misero “blateraggio” online.

Quando “farà” , se mai accadrà, crollerà come tutti coloro che lo hanno preceduto nei governi.


C’è una differenza abissale tra i vari partiti. Quello leghista ha ben pochi seguaci rispetto al “partito Salvini”. E’ lui a portare voti, non l’idea radicale di una setta che dichiarava ai tempi “padania is not italy” e che ora sembra aver dimenticato chi è e da dove viene.


Gli altri invece , per quanti errori possano essere stati commessi da ministri incompetenti e corrotti, tipo Renzi o l’attuale Zingaretti (agghiaccianti) continuano ad avere una propria identità.

Un’ idea che va oltre i loro portavoce. L’idea di sinistra o di destra che , per quanto se ne voglia dire, e per quanto triste possa essere , ancora resiste…

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