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Una storia di Moon_tree

Grunnfer; il sapore del sangue

Piccola storia creata da una ragazza di 12 anni

363 visualizzazioni

15 minuti

Pubblicato il 10 aprile 2020 in Horror

Tags: #Breve #Fantasy #Horror

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-Dai Joe! Passa-
-Chloe, lo capisci che non esisti solo tu?
-Ragazzi dai finitela…quando fate così sembrate due bambini-
-Si, Alice ha ragione, smettetela! –
-Ma cosa parli tu Logan, che appena tocchi palla rimani immobile come uno stecchino-
Questo era il modo in cui iniziava una delle solite litigate che rendeva viva la città di Varsavia, i Polonia. Il gruppo di amici, detti “Glupcy”, cioè (I pazzi), era formato da quattro persone, Chloe, Joe, Alice e Logan. Si erano incontrati per la prima volta al parco cittadino e da lì in avanti erano diventati davvero buoni amici. Venivano chiamati “Glupcy” soprattutto dai loro genitori e in generale dagli abitanti di Varsavia. Avevano ormai compiuto 16 anni, a parte Alice che ne aveva ancora 15, e la loro vita era ricca di allegria. Erano chiamati “Glupcy” per alcuni avvenimenti accaduti durante le loro varie avventure: una volta ad esempio, si sono ritrovati a dover scappare da un orso dopo aver preso e fatto la foto con i suoi cuccioli… un’altra volta, in pieno inverno si erano fatti il bagno in mare, rischiando di andare in ipotermia.
Oggi, come ogni domenica, Joe, Chloe, Logan e Alice stavano giocando a basket nel piccolo campetto abbandonato vicino alla cattedrale della città. Esso era un bel campetto all’aperto, abbastanza grande ma era lasciato in condizioni pietose: il pavimento era lurido e pieno di avvallamenti irregolari; le reti che lo circondavano erano arrugginite e rotte in molti punti; le piante situate nelle aiuole attorno al campo stavano iniziando ad invaderlo poichè non venivano potate da tanti anni. Nonostante tutti questi difetti, per i ragazzi quel campo era sempre il loro punto d’incontro, il luogo dove progettavano tutte le loro scorribande e dove ridevano e scherzavano assieme. Le loro partite duravano ore, con la vittoria o di Joe o di Chloe; Chloe infatti era la più sportiva del gruppo oltre a essere un maschiaccio. Non le erano mai piaciute le bambole e i vestitini pieni di fiorellini; aveva tagliato moltissime volte i suoi capelli, anche se a sua madre non piacesse molto questo fatto di sprecare quei bellissimi capelli rossi. Nonostante i capelli corti, Chloe era bellissima, con le sue piccole lentiggini e i suoi occhi blu penetranti. Joe invece, era uno di quei ragazzi belli e bravi in tutto; aveva una una carnagione molto scura, i capelli afro e uno dei tipi di occhi più rari al mondo. I suoi occhi erano del colore del miele, un colore da invidiare, che tutti avrebbero voluto. Nonostante tutte le sue caratteristiche, lui non si vantava mai, anzi era molto divertente e non avrebbe mai tradito i suoi amici. Alice era una delle ragazze più dolci che potesse esistere: pensava sempre prima agli altri, era sempre gentile con tutti, anche con la persona che tutti avrebbero odiato. Era inoltre molto intelligente; sapeva risolvere ogni problema usando solo la logica, conosceva tantissime cose e sapeva sempre cos’era meglio fare. Con i suoi amici era molto espansiva, soprattutto con i suoi migliori amici; non diceva mai loro una bugia ed era molto cordiale. Quanto d’aspetto era molto carina: aveva i capelli lunghi e biondi, gli occhi nocciola e delle ciglia lunghissime. Quello un po’ più fragile del gruppo era di sicuro Logan: senza Alice, non sarebbe mai riuscito a diventare amico di Joe e Chloe, questo perché sin dall’infanzia era molto timido con le persone della sua età. Lui e Alice erano amici sin da quando avevano non più di 5 anni, perché i loro genitori erano amici già da molto tempo. La prima volta che avevano incontrato Chloe e Joe avevano 11 anni ed erano alla scuola media: grazie ad Alice, erano riusciti a fare amicizia con i due, ed era nato un legame così forte che ancora oggi sono amici. Oltre ad essere molto timido, Jacob è sempre molto distratto, infatti molto spesso gli capita di ritrovarsi tutto bagnato poiché finito in una pozzanghera oppure gli è capitato di venire quasi investito da una macchina, solo per Alice non era stato colpito.
Le loro partite iniziavano sempre intorno alle 16 per poi finire alle 18; molti cittadini venivano a vederli, sia per assistere a qualcosa di interessante ma anche per farsi quattro risate. Nell’ultimo periodo però stava venendo sempre meno gente ad assistere alle loro partite. Tra gli adulti della città si stava diffondendo una strana voce: si stava dicendo che nella vicina Ucraina fosse scoppiata una centrale nucleare. Nonostante queste voci stessero iniziando a diffondersi, il governo russo stava comunque negando tutto. Molte persone avevano deciso di limitare le loro uscite all’esterno per paura di potenziali radiazioni.
Al campo oggi erano venute solo una signora anziana che abitava proprio accanto al campo e un signore con un bel pastore tedesco al guinzaglio. -Oggi c’è proprio un mortorio- constatò Joe. – Si concordo…ma è molto strano-. Alice era un’esperta di quello che succedeva in città e questo fatto era molto inusuale. – Magari oggi c’era una riunione cittadina? – ipotizzò Chloe. -Che io sappia no-. Logan iniziò a tremare- E-e se f-f-osse successo qualcosa? – Chloe iniziò a ridere – Sei sempre il solito! Non sarà successo niente tranquillo-. Il cielo si stava pian piano riempiendo da una fitta coltre di nuvole e il vento si stava alzando sempre più. -Forse dovremmo tornare a casa- disse Joe. – Si conviene se non vogliamo beccarci un malanno- . Alice aveva ormai capito quando era il momento giusto per scappare da qualcosa e, anche se quello era uno di quei momenti, sentiva che per qualche motivo sarebbe dovuta rimanere. Aveva una strana sensazione, una sensazione che non aveva mai provato, un misto tra paura, sollievo e felicità. -Alice, non vieni? – gridò Logan. Mentre lei stava facendo tutte queste considerazioni i suoi amici erano già montati in sella ai loro “rumaki”. Era questo il modo in cui loro chiamavano le loro biciclette; “rumeki” in polacco significa infatti destriero. Questo modo di chiamare le loro biciclette era nato anni prima quando i loro genitori avevano fatto a tutti e quattro una festa a sorpresa. Gli avevano regalato una bici per ognuno; queste però avevano una particolarità: su ogni bicicletta era scritto qualcosa e solo avvicinandole nel giusto modo si formava una frase che per il loro gruppo valeva tantissimo : ”Przyjaciele na całe życie”, ovvero “Amici a vita”. Usavano spesso le loro biciclette, sia per spostarsi, sia per fare le gare tra di loro. Logan, Joe e Chloe stavano aspettando Alice per andarsene, ma lei sembrava non volersene andare. -Muoviti Alice! C’è un freddo cane qua fuori-. Il vento stava continuando ad alzarsi e nell’aria c’era odore di pioggia. -Voi iniziate ad andare…ci incontriamo dopo a casa mia- La città era ormai deserta anche se erano solo le 5 del pomeriggio. -Ma, perché vuoi rimanere qua?- chiese Joe. -Io….devo fare una cosa. Da sola..- Sembrava che non se ne volessero proprio andare. -Va bene, ma cerca di sbrigarti se non vuoi beccarti il diluvio-. Joe, Chloe e Logan, se ne andarono sfrecciando sui loro “rumaki”. Alice, rimasta sola nel mezzo del campetto si chiese perché fosse effettivamente voluta rimanere là, in quel campetto. Un tuono squarciò la calma che aleggiava nel luogo. Alice, spaventata, decise di dirigersi dentro la cattedrale, dato che la sua casa era molto distante e non sarebbe riuscita a raggiungerla prima che iniziasse a piovere. La basilica era grande, con tanti colonnati e affreschi. Si sentiva il rimbombò dei passi di Alice, un suono che manifestava la solitudine di quel momento. Nel frattempo aveva iniziato a piovere molto forte; si sentivano gli ululati del vento che stava infuriando fuori. Gli affreschi e i mosaici della Basilica erano benfatti ma ce n’era uno che incuriosiva particolarmente Alice: rappresentava una donna con gli occhi neri, senza pupilla, iride: aveva delle ali grandi e nere. Stava, probabilmente, mangiando il corpo di un uomo; l’uomo era tutto squartato, uno dei suoi occhi era dentro la bocca della donna mentre l’altro era ancora al suo posto, sul prato erano sparse resti di budella e la donna era coperta di sangue. -Bello vero? - Una voce la fece sussultare -Padre David! Mi avete fatta spaventare- Non era mia intenzione e chiedo perdono Alice- Non si preoccupi- . Padre David si era avvicinato a lei. -Ah, vedo che stai osservando il ritratto della Grunnfer- Grunnfer? Che nome particolare! - Eh già…la Grunnfer nella mitologia era un’approfittatrice; prima riceveva la fiducia dalle sue vittime per poi nutrirsi delle loro carni- E perché lo faceva? – E chi lo sa mia piccola Alice…- Padre?- Si? – Mi potrebbe ospitare qua finchè la tempesta si calma? – Ma certo! Se vuoi ti accompagno alla biblioteca, così non ti annoi- Si, grazie Padre-
Logan, Chloe e Joe erano preoccupati per l’amica; il diluvio stava continuando ininterrottamente da ore e Alice non si era ancora fatta vedere -Dai, la conoscete, di sicuro si sarà rifugiata da qualche parte- disse Chloe. – Si, non c’è motivo di preoccuparsi- Joe era sicuro che Alice avesse trovato il modo di rifugiarsi. – E se si fosse rifugiata nella cattedrale? – Logan aveva molto timore per l’amica. -Possibile…bè, direi che non ci resta che aspettarla- Secondo voi che cosa doveva fare di tanto importante? – chiese Joe. – E chi lo sa? A volte Alice è proprio una pazza! – Non per niente ci chiamano i “Glupcy”. La camera di Logan si riempì delle risate dei ragazzi. -Chloe, Joe! E’ora di andare a casa! – La mamma di Logan, Mrs.Bloom era contenta dell’amicizia dei ragazzi ma ormai si era fatto tardi. -Mamma, ti prego un altro po’!- Va bene…-. Erano ormai le nove di sera; la tempesta ancora infuriava mentre il vento era di una forza pazzesca. Si sentivano tuoni e l’ululato del vento. -Hey, che dite di giocare a qualcosa? – Sì, perché no? – La luce nell’appartamenti di Logan rimase accesa fino a tarda notte; era stata proprio una bella serata.
<<La Grunnfer è una creatura fantastica; rappresentata spesso come una donna angelo dalle ali nere, era venerata in molte religioni dei popoli antichi. Raramente si usava rappresentare la Grunnfer come un maschio, poiché la parte maschile della Grunnfer era considerata più sporca e senza le qualità effettive di essa. Era abitudine per la Grunnfer nutrirsi della carne dei suoi falsi amici, prima tagliandoli tutte le estremità del corpo (braccia e gambe), facendo soffrire tantissimo il malcapitato e infine divorando il suo cuore>>. -Bè, direi che era abbastanza cruenta- Alice era nella biblioteca della cattedrale da varie ore e non si era accorta che la tempesta sembrava essersi calmata. -Alice, è ora che tu vada-. -Oh, mi scusi Padre, avevo perso la cognizione del tempo- Oh, non preoccuparti-. Aveva ormai smesso di piovere anche se c’era ancora un po’ di vento. Alice, stava prendendo la sua bici quando un tuono ruppe la quiete. Senza neanche avere il tempo di chiudere gli occhi, un fulmine squarciò l’aria. Alice sentì varie cose nello stesso momento: dolore, sollievo, disperazione e libertà. Sentì qualcosa come un grande insetto che le stesse perforando lo stomaco e si sentì come risucchiata all’interno di un’intensa oscurità. Era forse morta?
Joe, Logan e Chloe non andarono al funerale di Alice; non vollero salutare la loro amica un’ultima volta; sembrava un atto egoista ma avevano le loro ragioni. Nonostante i loro genitori avessero cercato di convincerli, si erano ripromessi di non andare. Il giorno prima del funerale di Alice avevano avuto tutti e tre lo stesso sogno
<<-Quando morirò, se sarete ancora vivi, voglio che mi promettiate una cosa- Qualunque cosa per te Alice- Se l’ultima volta che ci vedremmo sarà bella, e io sarò amichevole, cordiale e soprattutto sincera con voi allora venite al mio funerale.- E perché?- Perché significherà che non vi ho voluto abbastanza bene, tanto che non ho propriamente pensato se vi avrei potuto ferire o no i vostri sentimenti essendo troppo sincera….in caso contrario non venite perché vi farebbe troppo male- Ma..-Shhh…me lo promettete?- Certo Alice>>
Logan era a casa da solo; la perdita di Alice era stata uno shok per lui. I suoi genitori erano andati al funerale. Ora lui voleva solo stare da solo e schiarirsi le idee. -Perché non farsi un bel bagno?- Logan andò in bagno e iniziò a preparare la vasca per rilassarsi e non pensare più all’accaduto. L’acqua era calda al punto giusto, l’ambiente buio e le candele davano quel non so che di rilassante e allo stesso tempo spettrale. Era tutto molto tranquillo. Dopo essersi messo lo shampoo, Logan decise che era il momento di finire questo bagno. Aprì l’acqua ma quello che ne uscì non era chiaramente acqua; era una sostanza calda, densa e rossa. -M-ma q-questo è…- Il sangue stava iniziando ad inondare la vasca. Per quanto Logan provasse a fermare l’acqua non ci riusciva. Iniziò a venirgli da vomitare. Il suo corpo era interamente coperto da sangue. Il capogiro iniziò ad attanagliarlo. Si appoggiò al lavandino per ritrovare l’equilibrio. Senza pensarci si guardò allo specchio ma riflessa non vide la sua immagine. Nello specchio c’era una ragazza della sua età. Aveva i capelli biondi e gli occhi interamente neri. Aveva inoltre delle grandi ali nere. Poteva essere scambiata benissimo per un angelo. Gli ricordava qualcuno, una persona che conosceva bene. -A-a-alice?!- La figura nello specchio gli sorrise in modo sinistro; poi scomparve. Logan, spaventato iniziò a guardarsi intorno per trovare qualche segno di quello che era appena successo ma era tutto scomparso: la vasca era ritornata ad essere piena d’acqua e nello specchio non c’era alcuna figura. L’unica cosa rimasta era il suo corpo, coperto di sangue. -Logan- una voce femminile gli stava sussurrando qualcosa all’orecchio. -Non ti sei mai chiesto che sapore abbia il sangue?- Logan iniziò a tremare – Perché non provi ad assaggiarlo?.- Chi sei? Lasciami in pace!- Dai, non essere scontroso. Perché non lo provi? Ti posso assicurare che è delizioso- Non mi hai ancora risposto! Tu chi sei?- Oh, bè io mi chiamo Ecila. Piacere mio.- Cavolo, ma che cosa vuole questa tipa da me? -Ummm….ora non ho fame. Magari un’altra volta ok?- Oh, ma così non posso divertirmi…ti prego, assaggiane un pochetto per me-. Fuori si sentì sbattere forte alla porta- LOGAN! Apri questa dannata porta!-. Erano Chloe e Joe. -Dai bevi…- Ma…- TI HO DETTO DI BERE!- E si avventò su di lui. Nello stesso momento la porta si aprì e ne uscirono Chloe, Joe e Padre David. -La Grunnfer! Svelto ragazzo, passami la mia borsa.- Era ormai troppo tardi per Logan. Era stato trafitto da uno dei tanti pungiglioni che Ecila nascondeva dentro le sue Ali. -Oh, abbiamo altri ospiti qua! Mi dispiace tanto, ma il mio tempo qua è appena finito! Ciao ciao- Logan giaceva a terra, con gli occhi spalancati. -Logan, Logan!- Chloe stava cercando di farlo rinsavire. I suoi occhi si stavano lentamente tingendo di nero. -Padre, che cosa possiamo fare per lui?- Dobbiamo aspettare finchè i suoi occhi non diventeranno completamente neri. Poi gli daremo questo- Quello che il padre tirò fuori era una boccetta con un liquido particolare dentro:-Questo è l’antidoto alla sua trasformazione; se non glielo diamo in tempo c’è il grande rischio che possa ucciderci tutti. Questo siero era stato creato in antichità da un gruppo di sacerdoti appartenenti alla lega “Przeklęty”. Questa lega si occupava di creare antidoti e strumenti di cattura per tutte le entità demoniache che si presentavano sulla Terra. Nessuno sa come questi sieri venivano creati. Questo è uno degli ultimi rimasti- Gli occhi di Logan erano arrivati al nero totale nel frattempo. Era troppo tardi per somministrargli l’antidoto. -Ragazzi?- Logan si trovava sul soffitto, e li stava guardando- cosa ne pensate se scoprite com’è il sapore del sangue assieme a me?- Non guardatelo negli occhi!- gridò Padre David. Per Joe era ormai troppo tardi: era ormai stato ipnotizzato dal mostro di Logan. -Che cosa facciamo Padre?- Chloe stava panicando; nessuno l’aveva mai vista così. -Muoviti lentamente verso la porta- Nel frattempo il povero Joe aveva perso la testa e stava iniziando a mangiare se stesso -….e ora mordi piano, finchè i denti penetrano nella carne. Ah, vedi che bel colore- Il sangue stava iniziando a sporcare il pavimento del bagno. -Hey voi due…la nostra festa non è ancora finita!- Chloe si irrigidì e senza perdere un secondo iniziò a correre più in fretta che poteva. Il siero era andato perduto e ormai era troppo tardi per sistemare le cose. Sentiva le urla di Padre David provenire dal bagno che aveva appena lasciato. Non smise di correre finchè non pensò di essere abbastanza lontana dalla ex-casa di Logan. Si ritrovò nei pressi del lago vicino al campo da basket. Chloe si sedette e si mise a riposare. Si svegliò a notte fonda. C’era una calma innaturale in quel luogo; non si sentiva né un alito di vento né qualche rumore prodotto da animali. Chloe vide qualcosa luccicare al centro del lago – Ma che cos..- Non fece in tempo a finire la frase che qualcuno la spinse dentro il lago. -Hey Chloe!- A-a-lice?! Ma tu non eri morta?- Mmmm…cosa ne dici tu?- Alice prese la testa di Chloe e la affondo con forza dentro il lago. Una mano afferrò poi la sua gamba e iniziò a trascinarla giù, in fondo al laghetto. -MMMMM!- Arrivata in fondo al lago vide tutte le persone a lei care: i suoi genitori, i suoi amici. Erano diversi: la stavano guardando in un modo cosi inquietante da far gelare il sangue nelle vene. La vista stava iniziando ad offuscarsi. Quelle creature non erano i suoi amici; erano dei demoni infernali e lei lo sapeva. L’ultima cosa che vide una scia rossa che si diluiva con l’acqua. Rossa come la morte, rossa come il sangue.


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