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Una storia di DomenicoDeFerraro

IL CLUB DEGLI INCOMPRESI

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13 minuti

Pubblicato il 11 febbraio 2019 in Fantasy

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IL CLUB DEGLI INCOMPRESI


Data Di composizione 2001



Al vecchio club dalle porte sgangherate situato nella zona buia del porto ove si radunano tutti i clandestini in attesa di un imbarco sulle grandi navi mercantile dirette a New York o Singapore. In quel luogo oscuro s’ incontra un sacco di uomini dalla faccia di topo per scambiarsi esperienze di viaggio, organizzare festini e bacchetti improvvisare manifestazioni canore, alla faccia dei poveri gatti mannari . Il buio della notte inghiotte ogni cosa ,le luci fioche illuminano i vicoli lunghi e cupi ove s’avventurano marinai in cerca di donnine allegre possibilmente bionde dagli occhi celesti curve sotto il peso del rimmel . In quel locale covo di anime ribelle e clandestine di demoni d’altri tempi si può vedere seduto fuori o dentro ai tavolini del locale qualche vecchio filosofo metà uomo metà robot gustarsi in santa pace una granita di limone corretta ad olio. Comodamente seduto si legge il De Bello gallico o La critica della ragion pura nei robot di prima generazione di Federico Kantone parente alla lontana del famoso illustre Professor Kant .

C’è sempre un aria di festa nel club, qualche ubriaco viene sempre sbattuto fuori a calci dal locale dal mastodontico buttafuori John detto il mancino poiché tira di sinistro cazzotti alla velocità di centoventi all’ora che ti fanno ritrovare in una stanza di pronto soccorso con un occhio pesto e qualche costola rotta in pochi secondi.

Il padrone del club è un amicone Billy il dritto con alle spalle una fortuna di venti milioni di euro e tre matrimoni falliti e non so quanti figli messi al mondo sparsi per i cinque continenti.

Sa preparare cocktail super fantastici alla nitroglicerina che ti fanno fare il giro del mondo tutto a piedi in quaranta giorni.

La sua clientela gli è molta affezionata ,l’anno scorso hanno provato a candidare Billy alla presidenza per la Casa Bianca degli ubriaconi . Arrivò terzo dietro Smith il lungo secondo al primo classificato William detto zampa di gallina perché sa correre sulla punta dei piedi alla velocità supersonica.

In quella occasione ci fù una grande festa per il risultato raggiunto ,durò tre giorni interi, furono bevute milleduecento bottiglie di vino prosecco annata millenovecento ottanta e divorati tre maiali

insaccati con paté d’oca e anatre farcite . Avvicinarsi a un filosofo robot bisogna farlo sempre con attenzione poiché capacissimo d’invitarti a sedere al suo tavolino e raccontarti tutta la storia filosofica del concetto del bello in estetica. In alternativa ti potrà spiegare la vita degli uomini illustri dal quindicesimo secolo al ventiquattresimo. Per poi passare alla cronologia del sapere nell’universo conosciuto con parafrasi e commenti atti a chiarire l’origine comune del senso del sapere ,alla visione degli ultimi chiarimenti matematici. Una vera crudeltà, un tormento culturale che ti costringe a pensare perché si è ancora vivi dopo tante conclusioni filosofiche.

La mia filosofia và sempre ripetendo questo vecchio robot gigolò con lunghi anni di gavetta passati nelle aule dell’università del varietà e di una semplicità estrema , amare il senso logico del linguaggio verbale e corporale per comprendere il significato

del segno in generale.

Sunto della veggente letteratura del popolo delle caverne.

V’ invito a decifrare i segni dipinti sui i muri delle grotte

neolitiche per comprendere il senso segreto della lotta naturale

dell’uomo primitivo e la grande creazione protozoica .

Un mammut nell’atto di procreare. Un unicorno alato mentre attraversa nel cielo una città di pigmei nani dell’africa centrale. Tutto ci fa dedurre la volontà di voler sopravvivere a se stessi attraverso questi dipinti ,messaggio etico e sottolineo storico filosofico dell’essere primitivo . Il travaglio filosofico scientifico emerge lungo il cammino spirituale per giungere a realizzare se stesso nella macchina forgiata con il metallo alchimia del verbo e della pietra . Quale è la differenza tra l’essere vivente e il suo oggetto creato ? Niuna, la forma rispecchia l’originale calco la similitudine l’identità parallela del dettaglio organico.

Ma voi professore siete convinto delle vostre teorie .

Caro mio il frutto di tali idee è il risultato di una lunga ricerca filosofica condotta da eminenti pensatori.

Matematici e fisici, scienziati dall’ingegno eletto creatori

di rudimentali meccanismi che hanno permesso alla nostra civiltà

di divenire ciò che oggi. Lei deve scusare professore ,la mia ignoranza. Ma non è stata la sua decantata filosofia a distruggere tre quarti di mondo attraverso guerre fratricide e sanguinarie guerre sante?

Ma lasciate stare per una sera il pensiero filosofico è si goda lo spettacolo. Questa sera è speciale ,vengono a ballare un gruppo di ballerine particolarmente belle.

Guardatevi in giro ,cosa dite, vedete come sono graziose ?

Donnine di tutte le specie ,di tutte le razze.

La donna è una intuizione soggettiva oggetto di piacere

e di contemplazione rappresentativa .

Vi ricordate quella infantile domanda chi è nato prima

l’uovo o la gallina? Sapete darmi una risposta?

Chi io ,ci mancherebbe professò.

No per carità ve lo ripeto la mia ignoranza è titolata con lauree e diplomi universitari.

Amico mio la donna è l’introduzione Matematica alla scienza della creazione. Senza le donne professò cosa mai saremmo?

E qui il punto amico caro nulla saremmo un nulla.

Professò non so rispondervi a sentire voi mi confondo e quelli

al banco se ne approfittano . Cosa prendete ?

il solito cocktail di tua invenzione.

Un super drink al tavolo numero cinque.

Si rilassi professore ci vediamo più tardi ,voglio sentire il suo parere sullo spettacolo che a momenti sta per iniziare.

Mi scusi.

Prego.

Nathalì dove vai?

Si Direttore . Quante volte te lo debbo ripetere ,che non voglio che tu salga in camera con più di una persona.

Cosa ci fai con te due marsupiali e un homo gorilla ?

Ma signor direttore hanno pagato per un tetta a tette tutti e tre .

Basta nel mio locale non voglio che succedano cose simili ,

ci sono delle regole e queste vanno rispettate. Chiaro?

Più di tre persone in camera compresa te è vietato entrare.

Quattro sono troppe.

Chi paga i danni , i tuoi clienti . Non voglio vedere letti di mogano finemente lavorati fracassati? Capisco, per me va bene , ma mi faccia il piacere signor direttore ci parli lei con quei tre .

Io non mi assumo nessuna responsabilità al riguardo del rifiuto.

Ci penso io tu incomincia a salire in camera. Billy il direttore del locale s’avvicina al gruppo con un sigaro in bocca tira fuori all’improvviso velocemente un mini bazooka dalla tasca dei pantaloni , un grosso pistolone laser in pugno chiede spiegazione cosa ci fanno nel suo locale. I marsupiali sorridendo si scusano

Immediatamente del fastidio e si dirigono in fretta verso l’uscita. Solo Homo Gorilla digrigna i denti si batte forte il petto e urla che rivuole indietro i suoi soldi .

Il direttore gli lancia un casco di banane che lui afferra a volo .

Il peggio sembra passare.

In poco tempo la pace torna a regnare all’interno del locale.

Il vecchio professore di filosofia moderna ,seduto in un angolo ,si

mangia con gli occhi le ballerine conigliette ,vestite con striminziti

grembiuli e fiocchetti rossi legati alle orecchie .

Intanto una comitiva di cittadini della città di un lontano pianeta viene letteralmente scaricato all’ingresso del locale.

Entrano uno alla volta. Ben vestiti con tanto di cravattino

legato all’orecchie.

Al botteghino vengono offerte dolci al viagra e pillole al peperoncino.

Il locale è illuminato come un vecchio saloon del Far West .

Con il cartello appeso a una parete con sù scritto :

Non sparate le mosche che escono fuori i buchi .

Per il resto le cose sono sempre uguale ,c’è sempre

un gran movimento di gambe ,lunghe magre ,sensuali. Sgambettanti nell’aria avvizzita dal vizio .

in qualche botola segreta vengono calati i corpi senza vita

di quelli che avevano strane intenzioni . I spiritosi d’ogni tempo

I contrabbandieri d’orologi svizzeri,i menefreghisti, i perdenti,

chi non aveva i soldi per pagare il conto.

Il direttore di sala in realtà un killer professionista con aria di satiro in calore, meditabondo ,tondo come una botte piena di vino , s’avvicina alla cameriera del banco. Gli chiede una birra bionda e schiumosa.

Tirando fuori una lingua da iguana gli dice.

Come si và Mary e da un po’ di tempo che non si stà più soli noi due? Billy gira a largo ho un mal di testa che mi fa scoppiare

la fronte ho mille trapani che mi rullano intorno alla testa

al suono di valzer e mazurche

Un diavolo in testa che si diverte ad urlarvi dentro .

Nervosetta stasera ? Tiri calci come una cavalla infuriata.

Mi faceva piacere sapere come stai . Ma sé non mi perdi d’occhio un attimo. Come vuoi che stia. Lavoro qui al banco a servizio dei tuoi clienti stralunati. Billy fa un passo in avanti la sua pancia balza e rimbalza come una palla in un canestro .

Maria me lo faresti un piacere ,lo sai non ti chiedo mai nulla. Poiché conosco bene il tuo caratterino ,ma mi dovresti ricomprare quelle camicie extralarge che mi regalasti l’anno scorso al mio compleanno.

Ti ricordi quelle rosse e gialle .

Se mi lasci la tua carta di credito ,te ne compro quante ne vuoi.

Sei peggio di una vipera.

Eccoti la mia carta di credito, duble face di qui prelevi di qui paghi. Con questa puoi comprarti tutto perfino un grattacielo , un collier di diamanti ,una macchina nuova.

Qualcosa di grazioso per te penso che tu ne abbia bisogno.

Così la smetterai di chiamarmi brutto taccagno strozza galline

e via dicendo.

Io chiamarti così , mai giuro oserei farlo

Che bugiarda se ti ho sentito con queste orecchie ,calunniarmi alle spalle con la tua collega di banco.

Billy sputa il rospo ,cosa vuoi in cambio per tanta galanteria.

Nulla non mi credi .Voglio vederti felice perdutamente felice

nel nostro vecchio sogno d’amore.

Si baciano teneramente , i due cuori si fondono ,uno strano

Odore intenso soffocante si propaga per il locale seminando

morte per soffocamento, crisi asmatiche ,suicidi colletti.

Nel locale rimangono pochissimo clienti .

Il vecchio filosofo robot continua a bere il coktail intruglio d’erbe misteriose e oli minerali e a guardare entusiasta le gambe delle ballerine conigliette che danzano il can can .

Verso l’una di notte un silenzio sepolcrale fa piombare il locale

in una triste scenografia.

Il fumo killer dei sigari cubani uccidono a mezz’aria le mosche in pigiama pronte ad andarsi a coricare sopra qualche lampadario spento.

Da lontano in fondo al tetro vicolo, appare una strana barcollante figura . Cerca da due ore un locale ove poter bere l’ultimo bicchiere della sera trascorsa nei pub e nelle osterie della città . La moglie infuriata dopo l’ennesima lite a causa d’un mancato pagamento di cambiali la buttato fuori di casa per l’ennesima volta. Vagabondando da bar a bar e giunto già brillo al vecchio club degli errori. Barcolla come una barca a vela in un mare agitato

Vede doppio e continua a fare : Hic a ogni frase .

Entra con ai piedi una sola scarpa . Si siede di fronte al barman

Cercando di metterlo a fuoco si mantiene ferma la testa poi

strofinandosi gli occhi , alza un po’ la voce e grida: Barman

Hic un doppio brandy alla menta.

Subito Signore .

Non sono un Signore .

Sono un uomo distrutto dal dolore. Hic. Mia moglie

Mi vuole morto ha messo una taglia sopra la mia testa. Hic.

Si alza in piedi . Chi conosce mia moglie?

Una risatina diabolica ed ironica corre lungo i tavolini .

Si segga Signore .

Ti ho detto non chiamarmi Signore .

Mi chiamo Henry….Henry Saltalamacchia .

Ok piacere

Henry eccoti il tuo doppio brandy alla mente e cerca di fare il buono.

Grazie , Caro. Che bel locale e tu mi sembri una bella pupa.

Henry io sono il Barman .

Oh scusami ti avevo scambiato per una ragazza .

Beve tutto d’un fiato il doppio brandy ,rutta spaventosamente ,cacciando in fine una nuvoletta di fumo dalla bocca.

Improvvisamente sente salire dal basso ventre uno strano

gorgoglio .Si trattiene.

Il Barman gli indica la toilette . Lui corre.

Entra nel bagno e inizia a vomitare ogni cosa.

Espelle fuori tutti i suoi dolori.

le urla della moglie, le botte che gli ha dato con il matterello in testa.

La lettera di licenziamento dal garage dove lavorava

da vent’ anni come meccanico.

Il due in matematica che ebbe in quinta elementare.

La sua atavica debolezza di fronte alla vita.

Il peso di sentirsi eternamente ultimo.

I tre giorni in cella di sicurezza passati con un energumeno con una terribile faccia da bullo.

Le tante sconfitte che hanno segnato la sua esistenza.

Le brutte parole ,i fallimenti pure quelli tanti ,le mortificazioni,

le mazzate prese nel bar precedente ed eccetera eccetera.

Quando ebbe finito di vomitare ogni male e premuto il discarico. Un mulinello d’acqua rosea scivolò nel buco del water andando a ricongiungersi al grande fiume umorale che attraversa la metropoli. Apre piano la porta del bagno si riavvicina al banco e torna a ordinare un doppio brandy alla menta.

Bar…m..a…acc..iden….la de…intiera mi è

Ca…du…ta nel……Sei proprio un tipo fortunato Henry

Ridendo il barman gli serve un triplo brandy alla menta.

Cosa che Henry butta giù tutto d’un fiato.

Ride senza denti, crollando con il capo sul banco circondato

da cherubini che gli ballano intorno festosi e ridenti cantando Alleluia, alleluia . Ride il robot e pensa tra sé:

Sono vecchio ma nel mio cuore c’è ancora tanto amore .

Da quando i miei occhi bionici si sono posati su quella graziosa

Ballerina Sento strani brividi elettrici ,piccoli corto circuiti nel mio corpo . Adesso l’invito al mio tavolo.

Cameriere vuol farmi la cortesia d’invitare al mio tavolo quella signorina lì con quel grande fiocco rosso.

Dopo una mezz’ora la soubrette si siede al tavolo del robot filosofo è affascinante con due grandi occhi di cerbiatta e due esplosivi seni che traboccano dalla vertiginosa scollatura .

Prego s’accomodi signorina vengo subito al dunque

Ho una proposta allettante per lei .

Vorrei farla scritturare da un mio amico in una famosa rivista di varietà extraplanetario a Parigi. Cosa ne pensa?

Mi dica di si la prego. Lei mi prende per la gola.

Non so dirle di no. Ed una volta data la mia parola non torno mai indietro. Provengo da una nota famiglia d’artisti sa.

Mamma era una famosa cantante neomelodica .

Mio padre musicista , posteggiatore abusivo, professore di violino trombetta e clavicembalo.

Mio fratello Gennarino noto poeta dialettale e pittore minimalista.

Mia sorella Brigida spogliarellista e sciantosa di compagnie d’avanspettacolo, specializzata nella mossa a sedere stretto.

Accidenti se sono bravi come te in famiglia

Dovete essere dei veri fenomeni.

Avete mai lavorato tutti insieme.

L’ultima volta che l’abbiamo fatto.

Dopo aver litigato, per due ore intere, mamma e finita all’ospedale con tre costole rotte.

Mio fratello Gennarino un giorno intero in cella di sicurezza, per lesioni e minacce. Mio padre a letto con gli impacchi sulla fronte.

Parliamo di qualcos’altro , cosa beve?

Una coppa di spumante con dentro tante bollicine blu.

Una bottiglia di spumante cameriere.

Si signore.

Si riavvicina il direttore .Vedo che ha seguito il mio consiglio professore. Oh signor direttore beh si chiacchiera . Bene .

Il professore è un caro cliente filantropo molto generoso con le ballerine . Mi fa piacere . Io invece sono bisbetica e dispettosa e se mi gira sono capace anche di mandare a quel paese te ed il professore. Debbo convenire d’essere un po’ come l’amore un errore che adesso ti ruba il cuore or ti ripaga d’ogni dolore.









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