scrivi

Una storia di BrunoMagnolfi

Prezioso collezionismo.

Sto impazzendo, non c’è dubbio

38 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 24 settembre 2020 in Altro

Tags: #disagio #raccontobreve

0


Sto impazzendo, non c’è dubbio. Mi guardo per un momento in uno degli specchi di casa, e sembra che in questo momento neppure riesca a riconoscere il mio volto. Poi di nuovo vado a frugare in quei soliti cassetti del mio tavolo, dove fino ad oggi ho tenuto gelosamente custodite quasi tutte le mie care pagine, ma non ci trovo più assolutamente niente di quello che sono riuscito ad accumulare in tutti questi anni. Inizio a ridere sguaiatamente: non è possibile quello che stia accadendo penso; poi butto all’aria tutte le mie collezioni di minutaglie minori raccolte in scatoloni: sassolini, conchiglie, mozziconi di lapis, bottigliette di medicinali scaduti, ed adesso non ci trovo quasi più niente di interessante, almeno non come una volta. Torno a riaprire i cassetti, dove ci dovrebbero stare tutte le preziose lettere che ho ricevuto in tanti anni, le pagine di libro strappate nelle biblioteche, gli appunti di diario vergati da me nelle giornate particolari, ed anche certi ritagli di giornale, alcune notizie che credo utile rammentare in qualsiasi momento, gli scontrini dei negozi dove ho acquistato certe cose, le liste dei prodotti da comprare; tutto adesso sembra sparito, peraltro insieme ad altri fogli sparsi di minore importanza. Mi muovo per casa, cerco di riflettere velocemente, ma sembrano perdersi i miei pensieri nel momento in cui transitano nella mia testa.

Incontro un altro specchio della sfilza che sta appesa lungo il corridoio della mia casa, e attorno a un occhio, osservandolo con una certa attenzione, mi osservo con fastidio un tremore della palpebra che denota ovviamente un grande nervosismo. Su di un tavolo lì accanto ci sono anche dei pezzi singoli di piccoli oggetti perlopiù inutili, ma che rappresentano altrettanti inizi o progetti di nuove collezioni, che naturalmente possono essere portate avanti in qualsiasi momento ne abbia la voglia. Poi però torno ai cassetti. Sento che la pazzia mi sta salendo, ho la fronte sudata, le mani che non riescono più neppure a rimanere ferme per il bisogno di scuotere, di afferrare, di cercare qualcosa che ho il terrore non troverò mai più. Riapro lentamente tutta la cassettiera della scrivania, spalanco le ante delle librerie coi vetri: è tutto vuoto, tutte le cartelline che contenevano ogni elemento della mia stessa esistenza, non ci sono più. Può essere stato riposto tutto quanto da qualche altra parte penso, ma adesso non saprei neppure dove guardare, così torno a consolarmi riprendendo in mano una serie di tappi di bottiglia, anche se con scarsi risultati.

Considerando che nello studio posso entrare solamente io però, sicuramente posso aver spostato tutto quanto soltanto mentre ero preda di un attacco di pazzia del tutto incontrollabile penso, e tutti i materiali cartacei accumulati, nel momento in cui la razionalità mi era venuta meno, li posso aver sistemati chissà dove, magari in un armadio di vestiti, oppure in un baule. Mi siedo, devo riflettere, piuttosto che lasciarmi prendere da questa agitazione penso. Non capisco quale possa essere stato il motivo scatenante che mi ha portato a mettere mano proprio alle collezioni dei materiali cartacei, lasciando invece intatte tutte le altre. Infine apro il ripostiglio delle scope: in una confusione assurda di fogli accatastati alla rinfusa, le mie carte sono tutte lì, almeno mi sembra, come se le avessi prese sopra le braccia in un lungo impeto di follia, e le avessi scaraventate a terra in quel piccolo stanzino, senza curami d’altro. Raccolgo adesso le prime cose che mi capitano in mano: dovrò riordinare tutto quanto penso, rifarmi da una parte e ritrovare la giusta collocazione di ogni foglio, di ogni appunto, di ogni ritaglio. Posso farlo penso, posso risistemare tutto quanto con calma nei cassetti e nelle librerie, e ridisegnare un percorso cartaceo che indichi ogni mio passaggio, salvando dall’oblio le mie giornate che in caso contrario diverrebbero una nullità. Posso farlo, devo farlo penso; perché sono queste mie collezioni la mia stessa esistenza, e nient’altro.


Bruno Magnolfi


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×