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Una storia di Barbarella49

Innamorati

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16 minuti

Pubblicato il 04 marzo 2021 in Storie d’amore

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Francesca

Però che imbranata che sono. Eccolo che arriva, devo cercare di non distogliere lo sguardo e di sorridergli. Accidenti quanto è carino. Non ce la farò mai. Il cuore mi sta scoppiando nel petto, mille battiti al minuto. Tra un po' mi prende una sincope. Devo stare calma ripeto mentalmente nella mia testa, mentre cerco di guardarlo negli occhi. Ma lui si è già volatilizzato, rapito da qualche ragazza adorante. Lo vedo come lo guardano. E come dargli torto! È il ragazzo più carino della scuola: alto, castano e con due occhi nocciola molto belli. Non si accorgerà mai di me. Io che sono "normale", una figura quasi anonima, goffa e imbranata. Non sono niente di che, almeno così mi giudico io e vuoi che un ragazzo così si accontenti di una come me? Infatti non gli piaccio, gli piace una mia compagna di classe, guarda un po' e forse si metteranno anche insieme. A me non mi fila nessuno. Mi vedono troppo strana. Che infelicità, cosa darei per uscire insieme a lui, darei un anno della mia vita, forse anche 10 anni. Ma non ho alcuna speranza. La notte non faccio che sognarlo, è diventato un chiodo fisso. Ma come faccio ad avvicinarmi a lui se quando lo vedo sono così emozionata? Mi tremano le gambe, non so cosa dire, il mio cuore fa le capriole, divento rossa come un gambero e mi sudano le mani. Di sicuro non sono per niente affascinante quando sono così, anzi mi faccio pena. Ma perché sono così timida, accidenti a me! Vorrei scappare a gambe levate. Non riesco a sostenere il suo sguardo e tremo e si vede. Che vergogna. Ma stamani mi sono svegliata di buonumore, mi sono lavata i capelli e mi sono messa un vestito carino. Hai visto mai che magari lo incontro nel corridoio della scuola da sola. La speranza è l'ultima a morire.

Scendo dall'autobus, che come tutte le mattine puntualmente prendo e mi avvio verso la scuola. Passo il massiccio portone e mi appresto a percorrere il lungo corridoio, che chissà perché, mi dà sempre una certa ansia. Ad un certo punto lo vedo.

Non ci posso credere, è solo. Di solito è sempre circondato da una miriade di amici e amiche, ma stamani niente. È seduto sugli scalini che portano su al primo piano ed ha un'aria veramente afflitta. Mi domando cosa gli sia successo. Faccio un sospiro e mi avvicino piano piano a lui. Alza lo sguardo verso di me, mi squadra da capo ai piedi, io resisto ma mi sento morire dall'imbarazzo. Alla fine mi faccio forza e lo saluto con un "Ciao Alessandro, tutto bene? "Lui mi guarda e dice:" No, per niente bene, stamani rischio di prendere un'insufficienza al compito d'italiano. Non ho studiato niente. "

" Su che cosa è il compito?" Gli domando io.

" Sui Sepolcri del Foscolo" mi risponde ancora più sconsolato. "Il compito è all'ultima ora".

Bene, sono la mia materia. Io adoro i Sepolcri di Foscolo. Mi offro subito. Gli dico: "Vieni, andiamo a studiare insieme, ti aiuto io".

Lui mi guarda come se fossi la sua ragazza e accetta con entusiasmo. Andiamo insieme in biblioteca, chissenefrega se salto la lezione. Ci mettiamo a ripassare. A volte le nostre mani si sfiorano in un contatto elettrizzante. Lui è assorto, cerca di imparare quello che gli sto spiegando. Per fortuna che il compito verte solo su una parte dei Sepolcri, perché farli tutti in poche ore sarebbe stato impossibile.

Quanto è bello! Adesso lo posso guardare senza il minimo timore, i suoi occhi nocciola così dolci mi fanno impazzire, il suo modo di soffermare il suo sguardo sulle cose che lo circondano mi fanno desiderare di essere anch'io osservata in quel modo. Alla fine ci salutiamo, lui mi dà un buffetto sulla guancia, quasi quasi non la laverò per una settimana quella guancia, poi ci scambiamo il numero di telefono. Mi sembra di essere su una nuvola e di toccare il cielo con un dito. Non la smette più di ringraziarmi. Torno a casa con il cuore gonfio di felicità. Mia madre vedendomi tornare prima da scuola mi domanda se mi ero sentita male, in effetti ho un aspetto un po' febbricitante. Mi sembra davvero di avere la febbre, ero stata assalita da un'ondata di emozioni, troppo forti per me. Me ne vado a letto senza mangiare nulla. Sembro uno zombie, tanto che mia madre vuole chiamare il dottore, ma io la rassicuro dicendole che sto benissimo. Mi alzo dopo, per fare uno spuntino, quando sento squillare il cellulare.

Lo sento squillare dentro di me all'infinito, con la speranza che sia lui.

"Pronto", rispondo con voce tremante.

"Ciao", mi risponde, ed io mi sento sciogliere come neve al sole.

"Il compito è andato bene".

Avverto silenzio e poi continua: "Grazie a te. Ti andrebbe domani di uscire insieme?"

Rimango senza parole, cerco di deglutire ma manco di salivazione.

"Ehi sei sempre lì?" Domanda con voce preoccupata.

Mi riprendo all'istante, non posso fare la figura della scema.

" Si certo volentieri, scusami ma ho un po' di confusione in casa, sai gli imbianchini. Dove ci vediamo?", rispondo decisa.

Mi risponde che viene lui a prendermi con l'auto, ha appena preso la patente.

Il giorno dopo si presenta alla guida di una cabriolet scattante. Il nostro appuntamento era per le 2 del pomeriggio ed io inizio a prepararmi tre ore prima. Occupo il bagno per ben 3 ore, chissà quanti accidenti mi avranno mandato in famiglia. Mi faccio la ceretta, manicure e pedicure e poi anche la messa in piega. Ho dei capelli molto fini che tendono al crespo e quindi ci vuole un'attenzione particolare. Poi indosso un vestitino lungo, con le maniche in pizzo, che mi dona molto. Sotto metto il costume, quello nuovo di un bel colore verde smeraldo. Me lo ha detto lui di indossarlo. Chissà se mi porterà al mare oppure in piscina. Lo aspetto fuori, appena lo vedo cerco di essere spontanea, lo saluto con un sorriso e salgo in macchina. Tra l'altro è una bellissima giornata, il cielo è azzurro ed è anche caldo.

Mamma come sono emozionata! Il ragazzo che adoro da una vita mi sta accanto e mi parla come se fossimo amici di vecchia data. Tutto ciò è meraviglioso e fantastico. Non mi sembra vero. Forse tra un po' mi sveglierò e mi renderò conto che si è trattato solo di un sogno. Mi do un pizzicotto sul braccio per verificare se sono sveglia o sto dormendo. Lui mi guarda con un'espressione di approvazione e mi dice:

" Sei molto carina, questo vestito ti dona molto" e mentre lo dice gli brillano gli occhi. Ha messo la musica, stiamo ascoltando canzoni dei Police e Rolling Stones.

È molto concentrato nella guida, però allo stesso tempo mi parla mostrando molta attenzione per me. Vuole sapere perché non mi ha notata prima, visto e considerato che secondo lui sono molto carina. Penso che faccia il gentile così con tutte. Ecco perché ha tante ragazze che gli ruotano attorno. Continuiamo a parlare delle nostre passioni, dei nostri interessi e dei nostri sogni nel cassetto. È così bello parlarne con lui. Vorrei che il tempo si fermasse qui in questo momento e non scorresse. Vorrei che questi momenti durassero un'eternità: io e lui soli come sospesi in una bolla di sapone. Mi parla del suo sogno di diventare un pilota aereo, perché desidera librarsi nel cielo, libero da tutte le preoccupazioni. Penso che sia meraviglioso! E subito il mio pensiero vola a quel film, mi pare si chiamasse Top Gun, ed era una storia d'amore bellissima tra un giovane aviatore della marina militare americana e la sua istruttrice. Mi racconta che la passione per il volo è nata in lui, fin da quando era un bambino e suo padre lo portava all'aeroporto, dove lavorava come pilota. Quanti aerei vedeva partire! Immaginava la loro destinazione e suo padre alla guida concentrato. Adesso suo padre era in pensione, ma aveva trasmesso la passione al figlio.

Alessandro voleva intraprendere la carriera nell'aeronautica militare.

Sono proprio fortunata ad essere uscita con lui. Mi racconta che sono la prima a cui ha confidato questa passione, perché pensa che io possa ascoltarlo con più pazienza. Mi dice che gli ispiro fiducia e che sa con certezza che a me potrebbe raccontare di tutto, perché sono una ragazza seria.

Non so se è un complimento oppure no.

Devo essere contenta? Lo guardo di sottecchi. Ha una strana luce nello sguardo. I suoi occhi brillano. Non l'ho mai visto così. Mi guarda e mi dice:

"E adesso raccontami un po' di te".

Non so cosa dire. Inizio a parlare piano piano, mi libero, le mie

parole scorrono come un fiume in piena. Anch'io ho una grande passione: diventare un avvocato penale e difendere le persone che ne hanno bisogno.

Dove avrà intenzione di portarmi? Mi farà una sorpresa? La cabriolet sfreccia veloce ed io assaporo quella magnifica sensazione di trovarmi vicino a lui, con il vento che mi scompiglia i capelli. Assaporo quella libertà, chiudo gli occhi, la mia pelle è scaldata dai primi raggi di questo magnifico sole primaverile.

Ho la consapevolezza della sua presenza al mio fianco, anche se non parliamo e stiamo in silenzio; i nostri silenzi valgono più di mille parole. Ho l'impressione che si sia creata una sorta di telepatia tra di noi. Imbocchiamo l'autostrada.

Che bello! Penso

Andiamo al mare.

Non sto più in me dalla gioia.

Amo il mare, non potrei vivere senza, è una parte di me.

Oggi come non mai sono felice. Felice di essere con lui, il mio cuore sembra scoppiare. Sono piena di tutte le sensazioni positive, le sento scorrere dentro di me in un turbinare tumultuoso di emozioni. Quanto lo amo! Forse amare è una parola un po' grossa. Ma come chiamare quello che sto provando! Per questo vale la pena di vivere.

Guardo il suo profilo, lui riprende a parlare.

"Andiamo al mare, che ne dici? Ti va?"

Io per tutta risposta batto le mani. Adesso il tono della conversazione cambia, iniziamo a parlare e spettegolare di quello e di quell'altro. Mi racconta episodi e aneddoti divertenti su certe persone in comune che conosciamo.

Non mi trattengo più dal ridere. Non pensavo che fosse anche divertente. Un altro aspetto di lui che non conoscevo. Finalmente vedo il mare in lontananza, la sua vista mi placa sempre gli animi. Siamo quasi arrivati. Parcheggia la macchina in uno spiazzo adiacente ad un boschetto. Siamo a Bocca di Magra, in Liguria. Per arrivare al mare, mi spiega Alessandro, c'è da percorrere un tratto in mezzo al bosco, in discesa. Iniziamo a scendere, fa caldo, menomale che c'è un po' di ombra. Lui è veloce e mi stuzzica un po' e mi prende in giro.

"Dai pigrona" , dice ridendo.

Io sbuffo, sono fuori allenamento, da quando non faccio ginnastica; la facevo un po' a scuola, ma adesso mi sono impigrita. Non è colpa mia!

La discesa è un po' impegnativa ed i gradini da scendere sono tanti. Ho il fiatone, lui mi guarda e ride.

«Maledetto!» Penso tra me e me.

«Adesso ti faccio vedere io». Faccio un respirone, inglobo tutta l'aria nei polmoni e parto in quarta, lo supero e comincio a correre a testa ritta, ma ahimè metto male un piede e cado. Oddio, che dolore! Vedo le stelle. Ecco cosa succede a voler strafare, dice la voce della mia coscienza, che metto seduta stante a tacere.

Che figura!

E adesso?

Lui accorre subito in mio aiuto, sul suo viso un'espressione preoccupata.

"Ti sei fatta male?" Dice premuroso.

Io lo rassicuro:

"Ma no non tanto!", rispondo, e cerco di rialzarmi, con evidente sforzo.

A quel punto mi sento sollevare di peso.

Non ci posso credere, mi ha presa in braccio.

Oddio come sto male, non so se più per il dolore o per il fatto che sono così emozionata. L'emozione è talmente forte da intensificare il dolore fisico che sento.

Passerà, penso tra me e me, è solo una storta. Avvicino l'orecchio al suo petto, sento battere forte il suo cuore. Presto saremmo arrivati. Menomale, penso io, chissà che fatica per lui. Arriviamo ad una spiaggia di ghiaia, che si affaccia su un mare di un bel colore turchese. Molti turisti sono in acqua a fare il bagno. Alessandro mi porta un po' più in là, c'è una piccola grotta, dove si può stare più al fresco. Mi adagia delicatamente sulla sabbia, dopo aver preso prontamente un asciugamano ed averlo steso. Si siede vicino a me. I suoi occhi sono ancora più espressivi ed hanno assunto una colorazione ambrata. Mi solleva il mento con le dita, mi guarda e a quel punto mi bacia, un bacio lungo e appassionato, da me vissuto in modo strano, perché non avevo mai baciato nessuno. Le sue labbra sono così morbide, che sarei rimasta lì per ore. La giornata era tutta nostra. Il resto non contava più. Esistevamo solo io e lui nell'universo, nessun altro. Un contatto così intimo, con le nostre lingue che si intrecciano in una danza frenetica. Da quanto tempo eravamo lì a baciarci? Ho perso la cognizione del tempo. Ad un certo punto, comincia a carezzarmi lentamente, prima la nuca, poi il viso, quindi inizia a scendere, fino a sfiorarmi il seno, ma a quel punto mi spavento e lo fermo.

Sta succedendo tutto troppo alla svelta.

Lui mi dice: " Mi piaci tanto".

Non so cosa dire. Sono sconvolta. Mi guardo la caviglia, ha smesso di farmi male. Non posso credere che lui abbia perso la testa per me. Mi attira a sé e mi chiede se voglio essere la sua ragazza. Mi dice che mi vuole tutta per sé, che quello che prova per me non l'ha mai provato per nessun'altra e io pendo dalle sue labbra.

Rispondo solo con un sì tremolante.

Il resto della giornata lo passiamo a fare bagni in quell'acqua stupenda, per poi sdraiarsi di nuovo vicini in un angolo appartato, dove non ci può vedere nessuno, dove ci baciamo ancora e ancora fino ad annullarsi a vicenda e dove ancora inesperti ci sfioriamo, fino ad accendere i nostri sensi.

Deve essere questa la felicità. Non conto più i baci che ci siamo dati quel giorno, anche nell'acqua. Ed erano tutti baci appassionati, che rimarranno sempre ben impressi nella mia memoria. Adesso mi vergogno di essermi lasciata andare così, ma ero come ubriaca si, d'amore! È stata una giornata meravigliosa. Quando siamo tornati a casa eravamo entrambi stanchi morti. Ci salutammo, dandoci appuntamento per il giorno dopo.


Alessandro

Eccomi qua, davanti a casa sua. Quanto mi farà aspettare? Di solito le donne ci mettono molto a prepararsi, ma ne varrà la pena. Per una ragazza così carina farei di tutto. Fin dalla prima volta che l'ho vista ho provato il desiderio irrefrenabile di baciarla. Ma mi è sempre sembrata irraggiungibile. Chissà cosa le passa per la testa. Non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi per il timore di ricevere un bel due di picche. Del resto lei non mi guarda mai, non mi considera proprio. Pensa solo a studiare, mi dicono che è un po' secchiona. Ma non importa, mi piacciono le ragazze studiose, hanno un certo fascino. Ho solo avuto fortuna che lei mi abbia aiutato a studiare, ho preso due piccioni con una fava, come si suol dire. E oggi la porterò al mare. Alle ragazze il mare di solito piace e poi con la scusa del sole e le scottature le spalmerò la crema solare. Che goduria! La metto subito nel mio zaino, così non me ne dimentico. Eccola che arriva!

Ha fatto presto! Com'è carina, sembra un raggio di sole. Vorrei

solo sbatterla sulla macchina e possederla in tutte le posizioni del Kamasutra. Devo stare calmo - mi ripeto. Controllati! Non esiste solo il sesso. E poi con le ragazze almeno i primi tempi bisogna essere romantici altrimenti scappano a gambe levate e poi chi le rivede più. Mi impongo di essere più carino possibile, la saluto con un sorriso, le faccio un complimento. Certo non è facile. È bastato che mi si sedesse accanto che subito ho avuto un'imbarazzante erezione. Com'è difficile. Sorrido, ma non vorrei che si accorgesse che quando la guardo mi viene l'acquolina in bocca. Vorrei strapparle di dosso quel bel vestitino e farle conoscere la mia lingua dappertutto. Ragazzi come volo! Ma da un Latin lover come me, c'è da aspettarsi questo ed altro. Mi sorride anche lei, sembra così ingenua. Penso tra me e me che quasi sicuramente non ha esperienza con i ragazzi e ciò mi eccita ancora di più. Il suo profumo molto lieve solletica le mie narici e mi provoca un senso di beatitudine. Iniziamo a parlare, io le sparo due cavolate, così per fare colpo, l'ho visto fare in un film e lei ci casca in pieno. Crede davvero che voglia fare il pilota. E invece è solo un bluff. Mi sento un po' scorretto, ma in fondo che importanza ha? Non lo diceva anche Machiavelli? E lui se ne intendeva di strategie! Il fine giustifica i mezzi. Lei infatti, appena le dico che voglio fare il pilota sembra esserne colpita. Poi la spingo a parlare anche delle sue passioni e lei inizia e devo dire che riesce anche a coinvolgermi in quello che dice. Ogni tanto getto uno sguardo sulle sue gambe così lunghe, la cui forma è appena accennata sotto al vestito. Come vorrei accarezzarle! Passare la mano nel mezzo, fino a risalire su. Del resto che male c'è. Siamo fatti di carne e sentiamo tutte le vibrazioni del nostro essere. Non vedo l'ora di vederla in costume. La voglio portare in una spiaggia, dove si possa stare un po' appartati.

Mi viene in mente Punta Corvo a Bocca di Magra. Penso che possa essere perfetta come scelta. Certo c'è da camminare un bel po' ma ne vale la pena. Arriviamo, cominciamo a scendere, lei è in difficoltà, la prendo un po' in giro, si arrabbia e poi cade e si fa male ad una caviglia. Allora sono pronto a prenderla in braccio. È così leggera. La porto alla grotta, mi fa tenerezza vederla così sofferente per la caviglia. La poso delicatamente sulla sabbia, poi ci riposiamo un po'. Non so cosa mi prende. Le prendo delicatamente il volto tra le mie mani e la bacio. Non ce la facevo più. Le sue labbra sono morbide, risponde al bacio in modo sorprendente. Il nostro bacio è dolce, ma poi diventa più ardito. Perdo il controllo. Inizio a carezzarla, la sua pelle è così morbida, nella fretta non ci eravamo tolti neppure i vestiti. Sono curioso di vederla in costume. Inizio a sbottonarle il vestito, mentre la riempio di baci dappertutto, sul collo, dietro le orecchie, sulle spalle e le braccia. Le sfilo via il vestito. Sotto ha un bikini verde smeraldo, è magra, ma come immaginavo le sue gambe sono lunghe e affusolate. Il seno è piccolo e raccolto nelle due coppe. Dopo averla osservata la avvicino ancora di più a me. Mi tolgo anch'io i vestiti. Sotto ho dei boxer costume. Non c'è nessuno nella grotta. Moriamo dalla voglia di baciarci di nuovo, ma non possiamo andare oltre. Siamo in un posto pubblico. Voglio che diventi assolutamente la mia ragazza. Tuttavia decido di non bruciare troppo le tappe, anche se vorrei tanto possederla. Potrei spaventarla ed infatti lei si sottrae al mio assalto. Quel pomeriggio lo passiamo a fare altri bagni e a baciarci ancora e ancora, con il sapore di sale sulle labbra. Torniamo a casa come ubriachi.


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