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Una storia di CuorDiPolvere

Perpetua

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Pubblicato il 11 ottobre 2019 in Poesia

Tags: #CicloDelCampanile #CittPunk #Onirofilia #SantoFalo #TorreDelSud

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"Penso alle immaginazioni dei sognatori ad occhi aperti, che ciglia non battono mai; al tempo perso, ai sospiri e al freddo glaciale che ricopre questo sogno di sale.


Torno, dico, tutt'occhi a quando il mondo era sabbia ed acqua, poi prim'ancora fino alla fine delle epoche, nelle Mani di Dio...
Hai scritto?"



"Si, Eccellenza"
Ma una goccia d'inchiostro batté sorda sulla pergamena.



"Resta il vento a fischiare, il mare furioso a battere le spiagge, il tempo che si ferma. Sento di non sentire più.


La nostra Città è un segreto: siamo braci di un fuoco morente, avidi d'aria: quel che soffriamo, noi lo soffriamo solo per amore..."

Accese una candela dall'altra parte della stanza: appena un soffio le rubò la fiamma.
"Lo conosci, tu, il segreto di questa città?"



Lui carezzava penne di falco da quand'era in fasce, ne sentiva il timbro nelle mani, nello spirito. Rubava le parole al cielo, i più amari distillati d'amore, la mappa di ogni strada.
"Il fanciullo diventa uomo quando impara a mantenere un segreto..."



"È vero!"
Si versò del vino, e la candela gli si spense per la seconda volta. Poi per la terza.
"È molto triste che tu la stia cercando anche adesso..."



"Il vero pegno d'amore è perdere ogni cosa..." disse posando la penna.
Andò via.

Sua Eccellenza soffiò sulla candela dello scriba, ma non riuscì a spegnerla mai più.


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