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Una storia di Erato

Sei la mia nevrosi d'amore

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4 minuti

Pubblicato il 18 dicembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amorenevrosi

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Mi chiamo Zeno.

Non sono mai stato una persona che parla molto, nemmeno con me stesso.
Nessuna nevrosi. Giuro. Il mio psicoanalista non si spiega il mio strano comportamento nei confronti di tutti quelli che io considero plebei.
Sono solo una persona critica che non ama conversare con la mediocrità o con individui con il quoziente intellettivo pari a meno uno.
Un certo Agostino sosteneva che anche gli stolti servissero a qualcosa nell’universo.
A cosa? A mantenere il nostro sano equilibrio.
Ah, ok. Quindi dovrei sacrificare la mia anima in nome del sano equilibrio universale?
Non si può fare. Non ci sto.
Amo una ragazza.
Il mio psicoanalista sostiene che io abbia paura di abbandonarmi alle emozioni.
Quindi se sento di amarla, il mio caro amico strizzanima ha torto, giusto?
La amo perché la percepisco come parte integrante della legge della natura;
come qualcosa di talmente forte e fragile da resistere persino alla forza distruttrice di un possibile dio.
Marta. Così si chiama. Non trovate che sia un nome così curioso da stuzzicare le corde vocali?
È una personcina davvero squisita. No, non mi sono ancora trasformato in un potenziale Hannibal.
Il mio psicoanalista sostiene che tendo molto a divagare.
Il problema reale è che lei è indescrivibile.
Oltre ad essere senza alcun dubbio bella, vorrei parlarvi di una cosa che la rende estremamente unica: la sua voce.
Cosa ci si può aspettare da una cantante? Una voce da angelo?
Ebbene sì, hai pensato la prima cosa ovvia che un comune mortale tira fuori dai cassetti della propria scatola mentale, caro lettore.
Non è solo questo suo dono che la rende speciale e unica nel suo genere.
Vibrazioni. Esattamente. Le vibrazioni della sua voce.
Vivere da spettatore per metà della tua adolescenza ti permette di acquisire due capacità notevoli: L’OSSERVAZIONE D’AQUILA e LA PERCEZIONE RAFFINATA.
È ciò che ho usato con lei fin dal primo istante. E devo ammettere che mi riesce davvero bene. Non è stato facile capirla (e ancora devo riuscirci fino in fondo) ma adesso riesco a percepire, solo dal suo respiro o dal suo tono di voce, come sta.
Lei ha diversi sospiri. Quando sospira lievemente e sorride è tranquilla.
No, lettore ingegnoso…non è una cosa scontata.
Quando sospira pesantemente, o sta per scatenare un casino oppure è in ansia per qualcosa.
Quando sospira a tratti e a fatica vuol dire che si sta facendo trasportare da un pensiero proibito. È la causa sono io. E basta.
No, non sono geloso. È possessività.
Il mio psicoanalista mi sconsiglia di usare la possessività con lei.
Continuo a non ascoltare nessuna delle sue perle da laureato strizzanima.
-Non divagare Zeno – stupida coscienza.

Ok ok. Il suo respiro è ok. Quando non ascolto il suo respiro mi viene una strana e direi brutta sensazione al petto. Credo sia ansia. Mi manca, tutto qua.
No, non è tutto qua. Perché per la prima volta non ho bisogno di nient’altro, mi basta sentirla respirare. Giuro.
Ok, vediamo. Mi sudano le mani quando parlo di lei. Forse perché mi mette un po’ di agitazione. È una cosa fastidiosa, devo risolverla.
Quando parla… da importanza ad ogni singola parola. Non spreca mai il fiato per dire stupidaggini e quando scherza lo fa con stile.
Dà una cadenza perfetta alle parole ed usa un lessico appropriato in ogni argomento di discussione. Non è una cosa scontata e direi che è molto rara.
Percepisco vibrazioni paradisiache nella sua voce. Non so se sia l’effetto dell’amore ma è assolutamente ed estremamente spettacolare.
Lo strizzanima dice che ho bisogno di analizzare bene la situazione.
Se non fosse sposato, penserei che si sia preso una bella cotta per me.
Lei non ha bisogno di dirmi come si sente. Io, lo so.
Sono qui nella mia stanza nella penombra come un pazzo ad ascoltare Mozart e la sua “Lacrimosa”.
Componimento eccellente. Vorrei saper comporre per lei così tanta magia per farle capire che è qualcosa di eccelso come la musica.
È strano per un batterista ascoltare la musica classica.
Io sono così tanto… “addicted” al caos che a volte ho bisogno della mia pace e la musica classica è adatta per alleviare le mie pene.
Dovrei regalarle dei fiori? Ma che tipo.
Può essere di tutto. Non posso paragonarla ad un fiore poiché sarebbe riduttivo dato che ogni cosa in natura mi ricorda lei.
Mi accendo una canna lentamente accarezzandola con cura come se fosse lei.
E se diventasse la mia droga? Quanto può far male un amore?
Non ne ho l’esperienza ma dicono che “l’amore fotte”.
-MAI ASCOLTARE GLI ALTRI ZENO- me lo ripeto sempre.
È così che vado avanti.
Quindi per la prima volta riesco a prendere una scelta:
Marta.
Abbiamo fatto…beh l’abbiamo fatto.
Non so esattamente come definire questo atto ma credo che chiamarlo “amore” sia estremamente riduttivo.
Quindi lo chiamerò “Atto metafisico di perfezione in M”.


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