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Una storia di Sandrolupo

La scorciatoia

Una ragazza e i suoi pensieri

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13 minuti

Pubblicato il 06 gennaio 2021 in Thriller/Noir

Tags: #ragazze #violenza #degrado #pregiudizi #paura

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Ma proprio questa sera dovevo fare tardi?

Non è possibile che anche alla vigilia di Natale il capo ci abbia trattenuti al lavoro, che palle! Ogni volta la stessa storia, quando ho fretta devo rimanere oltre l'orario. L'anno prossimo si cambia lavoro, si arrangino lui e le sue scadenze improrogabili.

Devo sbrigarmi e correre in stazione il più in fretta possibile, speriamo non ci sia troppo casino, ma sarà molto probabile oggi. Che poi dove voglio correre con questi tacchi? In pronto soccorso?

Devo riuscire a prendere il treno diretto delle 19:05, altrimenti con le coincidenze e i soliti ritardi come minimo perdo un'altra mezz'ora. Sono le 18:50, dovrei farcela, ma mi fanno già male i piedi e più veloce di così non posso andare. Ma perché li ho messi? Lo so bene invece, perché “in ufficio non si può venire vestiti come quando si esce a portare fuori la spazzatura”. Sì certo, solo noi ragazze però, i maschietti anche se vengono in felpa non fa nulla, dato che “loro escono, sono sempre in giro, devono essere comodi. Voi rappresentate l'azienda, dovete fare bella impressione sui clienti. Purtroppo l'occhio vuole la sua parte, anche nel business, si sa”.

Questa la ramanzina che il capo ci ha fatto dopo che Paola aveva osato venire in ufficio in sneakers e jeans. E noi come delle stupide non ci abbiamo più nemmeno pensato a vestirci in modo diverso. Meglio non pensarci prima che mi salga di nuovo l'acidità di stomaco.

<<Treno per Marone Centrale in arrivo al binario 4. Allontanarsi dalla linea gialla>>

Sta arrivando! Per fortuna sono già ai binari. Fatemi passare!

Grande, ce l'ho fatta a salire, per un pelo! Ma sarò comunque in ritardo. Dai treno, corri!

Per fortuna ho già preparato tutto. Ho in mente come vestirmi, truccarmi ed ho indagato sulle altre tipe che ci saranno: nessuna dovrebbe vestirsi come me.

Dai siediti e rilassati un attimo, tanto adesso non puoi far altro che aspettare. Va be', mi farò un giro su Instagram intanto. Ma quello lì? Mi sta fissando? Cos'ha da guardare? Che palle, tutti i giorni la stessa storia, non si può mai stare tranquilli in treno. A volte preferirei davvero farmi ore di coda in auto piuttosto che prendere i mezzi.

<< Treno in arrivo a Marone Centrale>>

Dai, sono quasi arrivata.

Se non perdo tempo inutile dovrei riuscire comunque a farcela, devo scendere di corsa e andare come un fulmine verso l'uscita della stazione. Speriamo che nessuno mi faccia perdere tempo.

Ma dai, non è possibile!

PASSAGGIO PEDONALE CHIUSO PER LAVORI

E adesso? Devo fare il giro da Via dei Mille, ma così la strada si allunga di almeno 20 minuti!

Stasera non posso proprio arrivare in ritardo, questa cena è troppo importante. O almeno ci devo arrivare preparata a dovere e in un'ora, più un'altra mezza di ritardo ammissibile, non so se ci riesco. Devo assolutamente fare una buona impressione. Se tutto va come deve andare l'anno prossimo potrebbero arrivare delle belle novità.

D'accordo, prendo la scorciatoia che passa dal piazzale dei vecchi depositi della stazione. Non è il massimo ma da ragazzina ci passavo sempre e non mi è mai successo niente. Saranno sì e no quindici minuti camminando spedita. Andiamo.

Mi ricordo quando con gli amici venivamo in questo posto quasi tutti i giorni, per fare gli stupidi lontano dagli sguardi degli adulti. Noi sei abbiamo passato un bel periodo insieme, poi come tutte le cose belle senza che ce ne rendessimo conto abbiamo smesso e ci siamo persi di vista. Ma i ragazzi di oggi invece cosa fanno? Probabilmente Tik Tok è più interessante e soddisfacente del provare i postumi di una sbronza pomeridiana con liquori di sotto marca.

Come immaginavo il cancello è aperto, del resto qua si vede sempre girarci gente. Entriamo e non facciamoci prendere da paure inutili che non è mai successo niente, almeno che io sappia.

Aspetta un attimo però, fammi prima prendere le chiavi che non si sa mai.

Certo che questo posto non me lo ricordavo così grande e così buio, ma non era illuminato una volta? Riesco almeno a vedere dove cammino, è già qualcosa. Oltre ai miei piedi tutto quello che posso vedere sono i binari con i treni parcheggiati sulla destra e una lunga ombra scura sulla sinistra, i vecchi magazzini che costeggiano la ferrovia fino alla fine del gigantesco piazzale. Per il resto riesco a distinguere ben poco.

TOC TOC TOC TOC TOC TOC

Che rumore pazzesco fanno i miei tacchi, sembrano le martellate di un fabbro. Se ci fosse davvero qualcuno nei paraggi non potrebbe non sentirmi passare di qua. Speriamo di non attirare l'attenzione di qualche tipo strano, questo posto di solito ne è pieno. Per ora però non ho visto nessuno. Certo è buio pesto, ma qualche movimento avrei comunque dovuto vederlo. Ma si, è inutile farsi queste paranoie, che stupida che sono.

Succede spesso che ragazze vengano aggredite o peggio, ma non così spesso come i media fanno apparire, no? Alla fine, hai mai avuto qualche amica violentata? No! Situazioni poco gradevoli sono capitate anche a me, ma mai cose così gravi, e nemmeno a gente che conosco.

Meglio comunque non pensarci troppo e tirare dritto a passo svelto.

Più che di essere aggredita devo stare attenta a non cadere, con tutta l'immondizia che c'è per terra.

Cristo, ma che cosa fanno da queste parti? Non riesco a bene a distinguere ma c'è di tutto!

Forza ragazza procedi che sei già a buon...

Che cos'era?

Mi è sembrato di vedere con la coda dell'occhio una piccola luce blu.

Un riflesso? O un telefono?

Se era un telefono c'è davvero qualcuno qua.

E se c'è qualcuno mi avrà vista?

E se mi ha vista cosa avrà pensato?

Con il rumore che fanno questi tacchi non posso certamente passare inosservata.

Maledetta me che li ho messi. Dovevo ascoltare la mamma quando mi diceva di non mettere tacchi troppo alti, che fanno male alla schiena e danno una brutta impressione, di disponibilità. Si ma poi in ufficio chi lo sente quell'altro? Che palle, qualsiasi cosa faccia è sempre quella sbagliata.

Chissà che impressione ho dato a quel tipo, quella che dice la mamma?

No cazzo, smettila di pensare tutte queste cose, non c'è nessuno e tu non stai attirando niente.

Ecco adesso sono qui con le orecchie tese ad ascoltare ogni minimo rumorino e se dovesse passare anche solo un gatto randagio schiatterei di infarto prima di subito.

Sto iniziando a sudare freddo, ho paura.

Aumento ancora un po' il passo ma non mi metto a correre, non posso, se lo facessi vorrebbe dire lasciarsi prendere dal panico.

No dai, non c'è nessuno, non c'è nessuno, non c'è nessun...

<<SGRETC>>

Che cos'era quel rumore?

Era il rumore di una lattina, un lattina schiacciata.

Anzi, calpestata. E vicino.

Cazzo c'è davvero qualcuno dietro di me.

Porca puttana.

Cazzo. Cazzo. Cazzo.

Adesso mi prendono. Mi prendono e mi violentano.

Cazzo come quella ragazza a Rimini.

No non voglio cazzo, non voglio non voglio non voglio.

Cosa faccio? Corro? No cazzo rischio di cadere.

Ma è davvero dietro? E cosa vuole?

Mi fermo e gli chiedo cosa vuole?

Ma sei scema? Vuoi proprio farti stuprare?

Cazzo no, no, no, no.

Adesso sento anche dei passi. Ma sono troppi. Quanti cazzo sono? Non sono di una persona sola.

Sono nella merda.

Qui dentro sono fottuta, potrebbero prendermi e farmi quello che vogliono. Non c'è nessun altro.

L'uscita non è lontana, la vedo, vedo le luci della strada, non manca molto, 100 metri forse. Poi da là entro in via Marconi che di solito è molto frequentata e dovrei essere al sicuro.

Ma da quanto sto camminando qua dentro? Mi sembrano ore porca puttana. Non ne posso più, voglio uscire.

Merda sono ancora più vicini.

Sono poco dietro di me, sono sicura.

“Hey ciao.”

Cazzo.

Non devo fermarmi. Tira dritto e fai finta di non aver sentito. Magari ad ignorarli lasciano perdere.

“Hey Ciao! Non mi senti?”

Certo che ti sento ma col cazzo che mi giro. Ancora pochi metri e sono fuori, dai cazzo.

Ma cosa sta facendo, si è messo a correre!

“Hey ma non mi sentivi davvero?”

Mi ha superato e adesso è qui davanti a me. Mi blocca la strada, non posso più andare avanti!

“Scusa ma ti abbiamo vista qua dentro e abbiamo pensato ti servisse qualcosa”

“No grazie sono apposto.”

“Sicura? Abbiamo tutto quello che vuoi. Coca, fumo, ero.”

Solo due spacciatori in cerca di clienti per fortuna. Li liquido velocemente, me ne vado e finisce tutto.

“No grazie sono solo di passaggio e sono in ritardo. Ciao”

“Aspetta un attimo, che fretta hai?”

Che cazzo fa? Mi ha presa per un braccio! Non stringe ma mi ha bloccata.

Sono pietrificata. Cosa vuole?

“Cosa fai stasera?”

E cos'è quel sorriso? Pensa di tranquillizzarmi? Non c'è niente di più falso e si vede.

“Dai vieni a bere qualcosa con noi”

Ecco che anche l'altro si è inserito nella discussione.

Ma che facce che hanno, magre e scavate. Dalla droga probabilmente.

E un fiato che uccide. Cazzo, mi viene da vomitare. Non anche quello adesso, no.

“No grazie, sono di fretta, davvero”

“E dai vieni a fare un giro con noi, mica ti facciamo niente!”

“Hey, mi fai male così!”

Ora sta stringendo forte e mi sta facendo anche male! E con quel suo sorriso ancora più marcato è inquietante, sembra una iena che sta pregustando la preda.

Devo fare qualcosa, non manca molto alla strada, forse qualcuno mi vede. Ma cosa? Se solo volessero potrebbero passare direttamente ai fatti e io con le mie chiavi cosa potrei farci? Niente!

Là c'è gente! Forse sono salva!

“Oh ma perché fai la difficile? Te la tiri?”

“Dai non fare la stronza!”

Che cazzo fanno? Stanno provando a tirarmi indietro!

“HEY LASCIAMI!”

Ma qui vicino continua a passare gente! Forse non mi vedono? Col cazzo, certo che mi vedono! Sono proprio di fronte all'uscita dell'ufficio postale!

“Dai non fare così, non hai voglia di venire con noi?”

“NO CAZZO MOLLAMI TI HO DETTO!!”

Non ha più quel sorrisino di merda, avergli urlato in faccia deve averlo sorpreso.

Devo approfittarne.

Ora!

Ha funzionato! Non ci credo, mi sono liberata!

Non me ne frega un cazzo, devo correre.

Devo volare.

“SEI PROPRIO UNA STRONZA!”

“Pensi di avercela solo te? Vaffanculo figa di legno!”

Le voci sono lontane, non mi stanno seguendo.

Sono fuori.

Qui è tutto un via vai di persone. Finalmente.

Sembra che nessuno si sia accorto di niente, ma un vecchio mi guarda storto, è disapprovazione forse? Ma è scemo?

Non mi importa, ho bisogno di stare vicino a più persone possibile, ho bisogno di sentirmi protetta.

Devo controllare. No, non mi hanno seguita. C'è solo una lucina azzurra nel buio del deposito. Quel telefono di merda.

Non mi sento comunque tranquilla, devo fare ancora almeno tre isolati a piedi prima di arrivare a casa. Una coppietta! Vanno nella mia direzione, devo avvicinarmi a loro, così non farò la strada da sola, non mi interessa quello che penseranno se mi vedranno tampinarli.

Non mi hanno notato. Meglio così, evito altre occhiate. Posso starmene pochi passi dietro di loro, finalmente ritorno a respirare e vanno proprio per la mia strada, che culo!

Eccolo il portone.

Le chiavi le ho ancora? Si per fortuna.

Apriamo e andiamo diretti in casa, anche dentro il palazzo non mi sento tranquilla.

Eccola la mia porta, casa dolce casa.

Sono dentro.

Sono distrutta, devo sedermi un attimo. Ma che ore sono? Ce la faccio a prepararmi? Che cazzo me ne frega, che rischio mi sono presa per quella cena di merda.

Ma ho davvero rischiato di essere violentata o sto esagerando?

Meglio andare in doccia, ne ho bisogno. Mi sento sporca, mi sento come piena di fango. Anche i vestiti, li sento come fossero luridi. Domani lavo tutto e il cappotto lo porto al lavasecco. Mi fa schifo solo a guardarlo adesso.

Acqua calda ti prego, lava via tutto questo schifo.

Sono una stupida, per arrivare a casa prima quasi mi faccio violentare.

Ma col cazzo! non è colpa mia! Sono quei due tossici, non sono io! Sicuramente non giravo con un cartello con scritto “stupratemi grazie”.

Sono loro le teste di cazzo, non io! Ma che paura che m'hanno messo porca puttana.

Ma quelli che uscivano dalla posta non mi vedevano? Perché nessuno mi ha aiutato? Certo che mi vedevano! Ma se ne sono sbattuti alla grande, alla fine non ero un problema loro!

Potevano ammazzarmi e nessuno si sarebbe mosso.

Che mondo di merda cazzo.

Che mondo di merda.

Ecco adesso sto anche piangendo.

E dai meglio adesso che dopo con il trucco. Almeno quello.

Preparati e vai a questa cena, fai almeno fruttare il tempo che hai guadagnato facendoti quasi ammazzare.

Certo che adesso ho proprio l'umore giusto per uscire, speriamo non si noti troppo ma mi conosco, si vedrà ad un chilometro di distanza che ho qualcosa, non sono mai stata capace a fingere.

Dai sforzati un po' cretina! Per oggi ne hai già combinate abbastanza.

Sono comunque riuscita a rendermi presentabile, andiamo e cerchiamo di lasciare questi pensieri a casa. Alberto dovrebbe passare a prendermi tra poco, non mi è molto simpatico ma almeno vado in macchina e non con i mezzi. Stasera non ne avrei proprio voglia.

Eccolo è arrivato. Borsa, chiavi e si scende.

“Buonasera! Come stai? Tutto bene?”

“Si, bene bene e te?”

“Ma si dai solito, adesso ho ricominciato ad andare a sciare. Ma dopo quasi due anni è una faticaccia! Sto diventando vecchio! Ahah! E te invece? Cosa mi racconti?”

“Io niente, solita vita. Ufficio, casa e uscire qualche volta”

“E dove vai di solito? Esci ancora con quella tua amica di Provezze? Mica male quella li”

“Soliti posti. Niente di che”

“Ah ok”

Se gli avessi dato una sberla forse ci sarebbe restato meno male. Bel modo di nascondere il mio stato d'animo. Si ma stasera non riesco proprio a sopportare le solite chiacchiere. Cazzo era meglio se andavo per conto mio. Anzi dovevo restare a casa.

“Scusa se te lo chiedo ma sei sicura di star bene? Hai una faccia”

“Si sto bene, ho solo avuto una brutta giornata..”

“ È successo qualcosa di grave?”

“No per fortuna ma quasi. Alla stazione era chiuso il sottopasso e sono passata dai vecchi depositi, c'erano due tipi e mi hanno importunata abbastanza pesantemente”

“Ti hanno fatto qualcosa??”

“No, solo avance ma decisamente troppo invasive”

“E dai, allora non è successo niente di grave! Anzi si può dire che non sia successo proprio niente”

“Non è successo niente perché sono riuscita ad andarmene in tempo!”

“Si va be dai, non esagerare. Ma poi scusa se te lo dico ma te la sei un po' andata a cercare eh! Se passi di li, col buio, è ovvio che poi ti capitano queste cose!”

“...MA CHE C..! No scusa lasciamo perdere che è meglio”

“Scusa se ti ho offesa ma è la verità. Se non...”

“Possiamo cambiare discorso per piacere? Grazie”

“Ok va bene, scusa.”

Coglione. Coglione di merda.

Cosa ha detto? Ha aggiunto qualcos'altro ma non ho capito. Ma vaffanculo va, non mi interessa.

Dopo la giornata anche la sera si prospetta di merda.

Non piangere. Non dargli questa soddisfazione. Non farlo.

“Puoi alzare la radio per piacere? Non sento niente”

“Certo”

Almeno il silenzio imbarazzante sarà un po' attutito dalla musica. Anche se ascolta solo musica di merda meglio dei suoi discorsi del cazzo.

Non ne posso più di questa giornata. Si, meglio non parlare.

<<...e ora è il momento delle notizie: questo pomeriggio a Rovigo è stato ritrovato in un fosso il cadavere di una donna...>>

Che mondo di merda.



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