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Una storia di Jestersix

"Me, We"

(breve vera storia di un vero breve amore)

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13 minuti

Pubblicato il 03 luglio 2019 in Storie d’amore

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Sssshhhh... Silenzio… Chiudi gli occhi e mentre respiri profondamente lasciati trasportare là, dove puoi ascoltare il fruscio del vento tra gli alberi, sentire il canto degli uccelli, osservare mille e più tonalità di verde, prenderti quell'aria fresca e intrisa di tutti i profumi della natura, ammirare il tramonto ed infine goderti la luna e il cielo colmo di stelle.


È proprio qui, lontano dal branco, che Mamo, un vecchio leone, viene abitualmente a leccarsi le ferite. Ha ormai perso quasi tutta la criniera nelle dure lotte contro il demone che abita la sua mente. Ora è debole, fragile, anche spaventato ma non ha perso la sua guerra, ha ancora voglia di lottare e nel profondo di se è sicuro che un giorno la sua criniera tornerà a crescere magari non folta e morbida come lo era in gioventù, ma più ispida e resistente, segnata dalle cicatrici del tempo e delle battaglie combattute per scacciare quella ‘Bestia Nera’ che lo tormenta.

In fondo è sempre stato un buon guerriero!

Questo è per lui un luogo magico, pervaso com'è dal vigore del creato dal quale si sente avvolto e protetto. Qui, nell'isolamento della sua tana, spesso riesce ad entrare in sintonia con se stesso ritrovando quella pace e quel sorriso troppe volte smarriti nella monotonia della quotidianità. Qui ritrova forza e vigore per continuare a battersi.

Non molto tempo prima Mamo era vigoroso e sicuro di se. Amato e rispettato, viveva felicemente una fin troppo tranquilla esistenza all'interno del suo piccolo branco proteggendolo e guidandolo da vero leader. Ma la sua spensieratezza era effimera e l’appagamento che ne derivava deleterio e così, lentamente, il corso della sua vita cambiò direzione.

Iniziò infatti a perdere curiosità ed intraprendenza rimanendo sempre più confinato all'interno degli spazi a lui confortevoli. Smise di avventurarsi al di fuori del suo territorio avvertendone disagio al solo pensiero, non sentendosi più in grado di affrontare ciò che non conosceva.

La sicurezza in se finì per svanire e con essa anche la considerazione del branco.

Quando si ritrovò solo in realtà non lo era affatto. Senza che se ne accorgesse, un’entità malvagia era già germogliata in lui. Ne prese coscienza quando, in una fredda giornata d’inverno, dopo una folata di vento particolarmente intensa che lo investì, vide parte della sua criniera volare via verso le nuvole all'orizzonte. Sconcertato, terrorizzato si sentì improvvisamente vuoto e debilitato: “Cosa diavolo mi sta succedendo?” fu la prima di innumerevoli domande che iniziarono a tormentarlo nel difficile percorso di conoscenza del vero se stesso.


Altrove, lontano dalla tana di Mamo, nel villaggio ai margini dei boschi, Bau e Karabau sono due spiriti gemelli che abitano un unico corpo: quello di Lola, una creatura mistica un po’ amazzone e un po’ fata, costretta da questa alienante convivenza a galleggiare tra sogno e realtà. Selvaggia e verace, un corpo sinuoso dalla pelle liscia e bianca, la schiena come una tela da dipingere, due occhi di ghiaccio incastonati sopra un sorriso bianco ed ammaliante.

Bau è rimasta cucciola, e, come tutte le creature indifese, è in cerca di protezione, di sicurezza.

Un’anima buona, dolce e allegra, puro istinto al servizio dell’amore: prontissima ad amare e a farsi amare con tutta se stessa. Al contrario Karabau non conosce sentimento benevolo, è spietata, irrazionale, si nutre delle paure della piccola Bau per acquisire la forza necessaria alla conquista della protezione della mente di Lola scacciando per sempre l’ingombrante e fastidiosa ma anche temuta presenza della sorella.

Entrambe conoscono bene il fascino di Lola, la bellezza ed il potere del suo corpo, ed hanno imparato a padroneggiarlo ed esibirlo con disinvoltura attraverso sensuali movenze: pare danzare, fluttuare, sembra quasi sospesa in aria quando interpreta i suoi rituali.

“Senti il fuoco dove cammina, così bella, donna forte e ombrosa, ti acceca gli tuoi occhi con la sua danza del ragno. Ovunque cammini lei affascina tutti gli uomini, non guardare nei suoi occhi potresti cadere e trovare l'amore della tua vita

…affascinati, cantano di lei gli abitanti del villaggio dove vive.


Quel giorno di primavera Mamo si sentiva particolarmente in forma avendo conseguito qualche successo contro la buia creatura e si era spontaneamente aperto all'universo: si sentiva pronto a ricevere e venne subito ripagato.
Perché anche Lola era pienamente felice: nell'eterna lotta fratricida, stavolta l’astuta Bau aveva avuto la meglio sulla gemella la cui troppa superbia aveva fatto sì che distraendosi e cadendo in tranello, fosse ora costretta in una piccola stanza da qualche parte nella vastità dei pensieri di Lola.
S’incontrarono per caso in quel bel giorno di primavera entrambi alla ricerca del primo calore del sole che da pallido iniziava a farsi acceso, e subito incuriositi l’uno dall'altra, si avvicinarono sentendo immediatamente crearsi intorno a loro una potente aurea che li attirò l’uno verso l’altra. Bastarono poi uno sguardo ed un successivo sfiorarsi per far battere forte i loro cuori ed accapponare loro la pelle in un brivido di passione.

Si conobbero così ora dopo ora, giorno dopo giorno, in preda all'eccitazione crescente guidati da un’attrazione incontrollabile, quasi violenta, alla quale era impossibile resistere.
Fin da subito però, qualcosa allertò l’insicuro leone: le sue esperte vibrisse captarono come una sensazione di pericolo celato…
C’era qualcosa di strano in lei, nel suo incredibile fascino si nascondeva come un alone di mistero che però non seppe riconoscere e considerare tanto era rapito da quella splendida creatura. Indebolito dalla presenza del demone che ne affievoliva inconsciamente la lucidità, si fidò ciecamente del suo cuore che lo spinse istintivamente ad abbandonare la razionalità che lo aveva sempre contraddistinto tanta era la sete di energia, di benessere e pace che quella bellezza sconfinata era in grado di trasmettergli.

E così fece: chiuse gli occhi, aprì il cuore e si buttò…
Allo stesso modo Bau, sola al comando di Lola, poté finalmente rompere gli argini, liberarsi come un fiume in piena e dare sfogo a tutti i suoi desideri più reconditi.
Con queste premesse quella che si generò fu una delle storie d’amore più travolgenti di sempre.

Liberi dai loro incubi si amarono in modo straordinario: quello che succedeva quando stavano insieme era qualcosa di incredibile. Era come se tutto il mondo si unisse a loro compiaciuto di cotanta bellezza e armonia. L’energia che si sprigionava nelle loro unioni era contagiosa per qualunque cosa: i fiori sbocciavano semplicemente al loro passaggio, il cielo era sempre terso ad accompagnare i loro sorrisi, tutti gli esseri viventi si stringevano l’un l’altro durante i loro abbracci, lievi scosse di terremoto si percepivano dopo i loro baci, i mari si placavano durante i loro sonni congiunti.
Davvero era così forte il potere di questo amore? Che fine aveva fatto Karabau? E la ‘Bestia Nera’ dov'era finita?

Le risposte arrivarono molto presto. Ai confini dell’anima di Lola, Karabau era una furia! Si dimenava freneticamente con tutta la sua forza urlando a squarciagola paurosi lamenti di pura rabbia. Poco a poco tutta questa frustrazione iniziò a far breccia nella barriera che la imprigionava fino a che qualche flebile gemito non giunse in superficie.

A Bau si gelò il sangue nelle vene! Quello che udì era un sussurro così spaventoso da paralizzarla per alcuni interminabili istanti. La reazione allo spavento fu immediata: fuggì a nascondersi per mettersi al riparo da quello strazio. Improvvisamente lo sguardo di Lola si fece assente, privo di emozioni, il sorriso scomparve per lasciare spazio a qualche ruga sul volto, il corpo si fece freddo e rigido ed ogni traccia di eleganza svanì.

Un brivido corse lungo la schiena di Mamo facendogli rizzare il pelo e il richiamo all'inquietudine provata ai loro primi incontri risalì subito la scala dei suoi ricordi.

“Che ti succede, amore mio?” chiese con evidente preoccupazione, quasi con angoscia.

“Niente… perché?” rispose lei algida. Il tono della voce era mutato facendosi ora glaciale.

Il demone assopito nell'anima di Mamo aprì un occhio accompagnato da un ghigno beffardo.

Percependone il risveglio, l’ansia si fece strada e dallo stomaco arrivò ben presto a rendere affannoso il respiro del leone. La paura di non poter più godere inspiegabilmente appieno dell’amore di Lola si fece largo e si instaurò nel suo inconscio facendolo trasalire. Per la prima volta i due innamorati si trovarono fuori dalla bolla di beatitudine che li aveva avvolti e protetti e si persero nelle rispettive paure. Si erano disconnessi.

Fortunatamente la prigione resse all'impeto di Karabau che alla fine crollò esausta in un sonno profondo. Al cessare dei terribili guaiti, Bau riaprì gli occhi, timidamente uscì dal suo nascondiglio e, affacciandosi nuovamente alle finestre sul mondo attraverso gli occhi di Lola, ritrovò lo sguardo intimorito di Mamo.

Bastò questo incontro tra i loro occhi a placare l’apprensione e ad innescare così il principio di ricostruzione di un legame che si fece ancora più forte ed intenso. L’amore crebbe ancora accompagnato dalla condivisione di mille progetti e dalla sincera voglia di evolvere uniti. Era impossibile quantificare quanto stavano bene insieme, quanto l’uno servisse all'altra, quanto si completassero fino a sublimarsi nel purissimo MeWe: la suprema espressione di pienezza dello spirito. Non erano più due anime distinte ma si fusero in unico essere sotto l’egida del vero amore.

Accecati da quest’enormità, vissero le loro emozioni alla velocità della luce non preoccupandosi, ahimè, di chi ancora ospitavano nei substrati delle loro menti.

Eppure i segnali non mancarono: più volte ebbero a che fare con le disconnessioni seguite al circolo vizioso alimentato dai tentativi di evasione di Karabau che, da scaltra megera quale è, aveva recepito la presenza e la forza dell’oscura figura radicata in Mamo, e, riuscendo ad instaurare un contatto, a trarne perfino potere per i suoi loschi scopi.

Più passava il tempo più la pancia di Bau si riempiva bramosamente alimentata dalle attenzioni di Mamo, il cui ego cresceva di pari passo grazie alle continue rassicurazioni elargitegli dalla sua amata e quando entrambi furono sazi, abbassarono inevitabilmente la guardia.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

Questo scrissero i saggi e questo fu quello che accadde.

Avevano la fortuna di avere nelle loro mani il potere del MeWe, il bene più prezioso della vita, ma non erano, purtroppo, in grado di gestirlo.

Come un mare in tempesta, la potenza accumulata da Karabau spazzò via ogni ostacolo pervadendo interamente lo spirito di Lola.

Bau, terrorizzata ed inerme, fu fatta sparire con uno schiocco di dita: finalmente ce l’aveva fatta! Era la padrona assoluta di quel corpo! Stentava a crederci mentre scoppiava in una lunga e sinistra risata che si udì a chilometri di distanza.

La vendetta su Mamo, reo di avere instillato l’amore in Lola attraverso l’odiata sorella, non tardò ad arrivare. Orgogliosamente si mostrò al povero leone nella sua veste peggiore ferendolo con parole usate come affilati coltelli, le vibrisse cercarono disperatamente un segnale della sua Lola, ma nemmeno un flebile segnale di Bau venne recepito, il cuore gli si spezzò all'istante e lui reagì nell'unico modo conosciuto dagli animali feriti: aggredendo rabbiosamente.

Lei scappò a gambe levate investita e sorpresa dalla violenza di cotanta ira, fu uno shock inaspettato che la fece correre senza meta finché non esaurì il fiato e si accasciò a terra.

Un maglio lanciato a piena velocità si era appena abbattuto su di lui lasciandolo semi-tramortito in uno stato catatonico. Troppo e troppo in fretta… Si era innamorato perdutamente ed aveva perso tutto con la stessa velocità.


Passano i giorni, tra dolore e rabbia il tempo scorre, dolce e grave è il ricordo di LolaBau, frustrante e spaventoso quello di LolaKarabau.

Mamo è ora nuovamente in viaggio verso la sua tana, non lascia tracce dietro di se, non vuole che qualcuno possa trovarlo, starà lontano da tutto e da tutti per ricercare la definitiva quiete con se stesso imparando a non dipendere più dall'approvazione e dal consenso degli altri ma diventando finalmente padrone della sua felicità.

Sapeva in cuor suo di rischiare vivendo quel folle amore… ha rischiato ed ha fallito, certo! Ma ha compreso che quelli che non falliscono sono coloro che non ci hanno provato. E’ consapevole che è meglio essere contenti per ciò che è stato piuttosto che tristi per quello che è finito.

Sente l’odore della tana, è ormai vicina ma ha sete e si ferma nei pressi di una pozza d’acqua cristallina formata dal torrente che scorre nei suoi boschi sulle sue montagne.

Era da un po’ che non trovava il coraggio di specchiarsi, e… ciò che vede gli riempie immediatamente gli occhi di lacrime! Della spessa peluria gli contorna il collo e la testa… La sua criniera! Sta ricrescendo! La sua criniera sta tornando!

Si lascia così andare ad un pianto di commozione e, col viso rigato di lacrime, volge lo sguardo al cielo per ringraziare. Accetta e ringrazia. Una nuova consapevolezza lo accompagna in questo viaggio avendo riconosciuto che nulla accade per caso, tutto ha un senso, tutto torna perché ‘Il Tutto’ è ciclico. La ‘Bestia Nera’ non gli fa più così tanta paura, ora la conosce molto meglio, ha nuove armi per affrontarla e se non riuscirà a scacciarla, sa che sarà in grado di accettarla, farsela amica e conviverci serenamente. Il cammino è lungo, la strada impervia ma può adesso contare su buone e robuste gambe.


Molto più lontano, Lola apre gli occhi piano, la vista è ancora annebbiata ed impiega diversi minuti a mettere a fuoco ciò che le sta intorno. Rimane a lungo sdraiata, si sente esausta ed avverte come un senso di vuoto, la sua mente è priva di pensieri ed ha il respiro calmo e profondo di chi è in pace. Si mette dapprima a sedere e, guardandosi le mani, si tocca il viso come a cercare di capire se sia davvero lei, poi si solleva in piedi e barcollando muove qualche passo incerto ma deve fermarsi ed appoggiarsi al tronco di un albero per evitare di cadere. La testa le gira, è confusa e non ricorda nulla di quanto può esserle accaduto, ma è pervasa da uno strano benessere che la mantiene calma e inspiegabilmente serena.

Non può sapere e non può capire non avendo memoria della vera se stessa. Bau e Karabau sono svanite dalla sua mente rivelando nuovamente al mondo la sola, reale Lola.

Smarrita, vaga senza meta alla ricerca di qualche indizio che possa accenderle la spia di un ricordo ma nulla di ciò che incontra le risulta anche solo vagamente familiare fino a quando una piccola figura nera fuoriesce quatta da un cespuglio avvicinandosi fiduciosa. Ecco il segnale che stava cercando! Senza spiegazione sente spontaneamente un legame con quel bel gattino nero e lo raccoglie in braccio senza esitazione iniziando ad accarezzarlo amorevolmente.

Entrati in simbiosi dopo pochi istanti di coccole, il micio rompe il silenzio: “Ciao Lola! Sono felice di averti ritrovata! Non ha importanza per te sapere chi io sia… sarà difficile per te accettarlo ma il mio spirito ha vissuto sempre con te e quella che sto per raccontarti è una vera storia di un vero amore…”

E’ così che conosce per filo e per segno tutta la straordinaria avventura che ha inconsapevolmente vissuto non mettendoci molto a capire perché quel gatto la emoziona così tanto con le sue parole.

Al termine del racconto, in un misto di gioia e malinconia e dopo aver tirato un lungo sospiro, prende la simpatica testolina nera tra le mani per sussurrargli:

“Ti ringrazio con tutta me stessa per avermi ridato le mie emozioni… ora vai, piccola Bau… sei libera!”

Mentre si allontana compiaciuto, girandosi con una sorta di inchino, il piccolo felino saluta a sua volta: “Buona vita anche a te, Lola… adesso anche tu sei finalmente libera!”


--Fine--


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