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Una storia di BrunoMagnolfi

Disposizione amichevole.

“Certe volte vorrei proprio andarmene da qui”, dice lui.

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3 minuti

Pubblicato il 12 febbraio 2020 in Avventura

Tags: #disagio #raccontobreve

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“Certe volte vorrei proprio andarmene da qui”, dice lui. “Non è solo il lavoro, ma soprattutto è questa mentalità che c’è in giro che non riesco più a sopportare”. Così tira un sasso nell’acqua del fiumiciattolo che lentamente gli scorre davanti, e guarda le piccole onde che subito si formano, fino a far tremolare l’erba dell’argine. L’altro non dice niente, però anche lui guarda l’acqua con interesse, come se sotto quella superficie ci fosse quasi la spiegazione di tutto. Poi ambedue si voltano, restano per qualche attimo senza dire niente, e alla fine riprendono con calma quel sentiero che corre sul terrapieno, prendendo la direzione verso la strada vicina, dove hanno parcheggiato la macchina. "Sono andato anche dal medico e gli ho chiesto come si faccia ad essere un po' meno demoralizzati, ma lui ha solo sorriso, e neppure mi ha risposto".

Poi loro due decidono di prendersi un caffè prima di risalire sull’auto, così attraversano la strada per entrare in un piccolo locale della zona. "Qui tutti quanti sembrano fare il tifo solo per vederti andare alla malora; non c'è quasi mai della solidarietà per i tuoi problemi, soltanto gesti finti e qualche parola di circostanza", fa lui. L'altro annuisce, mette lo zucchero dentro alla tazzina, poi muove il cucchiaino. "Ormai solo i pessimisti come me riescono a vedere le cose con obiettività", prosegue lui. "Agli altri normalmente non conviene, quindi si voltano semplicemente da un'altra parte". Poi loro due lasciano i soldi sul bancone, tornano ad uscire per strada, e in un attimo salgono sopra la macchina. Lui ingrana la marcia, si immette nel traffico, poi dice: "ti accompagno a casa". “Si grazie”, fa l’altro; “purtroppo mia moglie mi sta aspettando, adesso devo tornare”.

Si fermano ad un semaforo, un barbone chiede loro qualche spicciolo, lui trova una moneta ed abbassa il finestrino, lasciando il soldo nella mano bisognosa. Poi prendono a destra, attraversano una piazza piuttosto trafficata, ed infine si vanno a fermare lungo una via nei pressi dell’abitazione dell’amico. Quando si arresta il mezzo al fianco del marciapiede, ci sono dei ragazzi che urlano e ridono correndosi dietro. "Sono stanco", fa lui; mi sembra di aver esaurito ogni possibilità di miglioramento". L'altro lo guarda per un attimo, gli batte una mano sopra la spalla, poi esce ed infine chiude la portiera. Lui lo guarda mentre apre il portone e subito sparisce nell'andito.

Poi torna ad ingranare la marcia della vettura, e quasi senza volerlo si ritrova esattamente dove erano stati loro due poco prima; così senza riflettere trova un posto per la sua macchina, e poi ritorna con calma sul terrapieno per riprendere quello stesso viottolo, ma dopo poco si ferma, e per rilassarsi va a sedere sulla riva del fiumiciattolo. Gli piace starsene lì, in quella calma subito fuori dal traffico, ad osservare la debole corrente dell’acqua che gli scorre davanti. Tutto uno di questi giorni dovrà passare, pensa con lo sguardo su quella superficie, e forse tra non molto ritorneranno le giornate serene, ed insieme la voglia di fare, di spingersi in avanti, di vedere ancora i colori nelle cose grigie che adesso mi stanno attorno. Probabilmente devo soltanto ritrovare la fiducia in me stesso, guardare al futuro, lasciare che il tempo poco per volta migliori le mie giornate.

Infine si alza, riprende la sua passeggiata, cammina lungo quel corso d’acqua che adesso sembra proprio incoraggiarlo con la sua pur debole forza, che però è costante, e non sembra conoscere ostacoli. Quando torna a voltarsi per tornarsene indietro, scorge con sorpresa il suo amico. “Sono tornato a vedere se avevi bisogno di qualcosa”, gli dice quello, “e per chiederti se per caso avevi anche voglia di venire un po’ a casa mia, magari per mangiare insieme qualcosa. Potremmo parlare ancora della tua situazione, sempre che ti vada, e magari discutere insieme di qualche idea che ci possiamo far venire alla mente”. Quindi lui si ferma, lo guarda, sorride. “Certo”, gli fa; “sono a tua disposizione”; ed insieme si avviano.


Bruno Magnolfi


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