scrivi

Una storia di DomenicoDeFerraro

FIABA DELLA TROMBETTA D’ORO

155 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 02 giugno 2019 in Fiabe

0

FIABA DELLA TROMBETTA D’ORO


La fiera settimanale che si tiene vicino casa mia è sempre piena di novità , colori . C’è chi và a spasso spensierato senza importarsi cosa dice la gente di lui , senza un amore, disperato a gambe aperte , sotto un cielo grigio con addosso tutto il male di questo vivere . Sulla strada puoi incontrare un nonno felice con su le spalle il suo caro nipotino .Un cielo carico di sogni alati che s’infrangono su i vetri colorati della chiesa silenziosa in fondo alla strada . Mille voci s’odono, echeggiano per i vicoli ,linguaggi diversi parlate in terre lontane, carichi di suoni onomatopee che sanno di sale di sole, di sangue. La fiera attrae massaie caste come befane in cerca di risparmio . Tra verdure agli e peperoni ,calamari e gamberetti , tonde donne sode beate dai grandi seni ancora gonfi di latte materno. S’aggirano inconsapevoli del volo della fantasia che lungi per ragioni deleterie si immerge nel chiasso e nel vespro silenzioso . Si posso incontrare tanta gente , tanti pensieri s’infilano ad uno ad uno nella corona di un vecchio rosario prendono vita si confondono con quello che mai potremmo essere, sull’apice di un orgasmo simmetrico egocentrico, circondato da demoni ed angeli ribelli. S’ incontrano vecchie amiche, civettano , parlano male del loro afflitto scanzonato vicino di casa. Carretti colorati con attaccati asini stanchi dai denti d’oro zecchino che ragliano e mangiano la barba del profeta tra le fessure dei miti storti , pertugi dove macchine sostano sotto una morale fritta e cotta che sa di rimprovero . Povero ciuccio malato , bastonato ,quanta pena porta seco sul dorso . Fatine e streghine maghetti dello malaugurio sciò sciò ciucciuettola. Aglio e fravaglio , scaccia lo spirito malvagio dal corpo stanco di questa donna prea. Và gridando la zingara menando incenso in ogni loco . Un profumo t’inebria e t’impregna i vestiti, t’impregna l’animo afflitto dal dubbio , dal male levatesi verso altri confini , infinito andare , amore tormentato , sono in preda ad un crisi di nervi ad una crisi d’identità non conosco più me stesso neppure questo piccolo sentimento che mi guida per strade fiorite per giorni beati ove infuria la tempesta, vago in preda a mille dubbi ed acerba incertezze. L’animo mio è avvilito dal male si getterà mai nel vuoto, dalla rupe d’un sogno tinto d’incubi e ricordi? Domenica con il mio peccato chiuso nel petto con il timore d’essere scoperto, di essere gettato in una fossa comune . Tutta la famiglia , riunita attorno al tavolo ò chiù piccirillo grida io tengo tanta fame. Sulla tavola apparecchiata compare una pentola fumante chiena , chiena di fagioli. Sole ridente dalle trecce bionde dagli occhi verdi come il mare. Barchetta felice che và per il mare sull’onde allegre verso solitari promontori .Seduto a prua un povero pescatore padre di sei figli cerca di catturare qualche sogno qualche liscia di pesce qualche asterisco qualche cosa da mettere sotto i denti , provando a saltare l’onda e dopo l’onda d’essere vivo in riva a un promontorio dove mille sirene giocano a palla. Il povero pescatore d’asterischi quel giorno gettò l’amo recitando meco una piccola preghiera dopo un po’ senti tirare cosi forte la lenza che fece fatica a issare su un grosso pesce parlante.

Ma nell’issarlo e gettarlo presto sul fondo della sua barchetta il pesce si dimeno ed incomincio a parlare.

Lasciami andare pescatore te ne prego ho famiglia: un piccolo pesce che non stà molto bene e ha bisogno di me . Se mi lasci andare ti svelo un grande segreto di un tesoro nascosto in fondo al mare.

Il pescatore si gratto il capo si strofino il naso non voleva credere a cosa stava accadendo poi risoluto disse:

Tu mi prendi in giro mi vorresti fare fesso , io ti lascio andare e tu cosi fuggi via

Addio così per sempre a una deliziosa cena .

Anch’io so padre di sei creature affamate e mal vestite.

No piscione mio se vuoi essere libero , portami dove sta il tesoro ed io ti lascio libero dopo aver appurato la verità.

Và bene, rema con forza verso quell’insenatura

poi tuffati con me in fondo al mare e vedrai con gli occhi tuoi se io ti ho mentito.

Andiamo a chi aspettiamo.

Il pescatore di asterischi remò con foga e vigore mai stanco irrefrenabile impulso di giungere quanto prima al luogo mistreioso .

Rema pescatore sull’azzurro mare mentre Nettuno si diverte a far dello sci nautico con un gruppo di delfini. Più in là sirene e marinai fanno festa, ballano e suonano per consumare a tarda notte un amore proibito frutto d’una avventura . Naviga e và la bella barchetta sull’azzurro mare per giungere al fine là dove c’è un ampia insenatura.

Pensoso si ferma ad ammirare il fondo del mare il pescatore .

Tuffati dai dice il pesce

Siamo sicuri che lì in fondo troverò il tesoro promesso? .

Alzando la pinna. Giuro dice il pesce. Hai la mia parola

Sai . non mi fido assai di voi cefali adulti .

Io mi tuffo ?

Tuffati non perdere tempo che io ti guido là dové il tesoro.

E giù un bel tuffo in fondo al mare aggrappato alla coda del pesce, il pescatore

scese giù sempre più giù nel blù dipinto di blù .

Guardo di là , guardo di qua quanti pesci quaquaraquà, quanti filastrocche quanti sogni marini mariti di amori senili a forma di pesce volanti nell’ampio mare dei sogni.

Poi ad un tratto una luce intensa un bagliore un luccichio .

Il tesoro strabuzzando gli occhi pensa il pescatore.

Pietre preziose diamanti e zaffiri smeraldi ,corone d’ogni taglia , tra tante ricchezze raccoglie dal fondo del mare perfino una trombetta d’oro cesellata con cura con un viso assai brutto sul corpo della cornetta. . Il pescatore non sta più nella pelle non può credere ai suoi occhi alla volontà di vivere e continuare a vivere ancora con delizia nella possibilità che qualcosa cambi per davvero cosi ringrazia il pesce che ha mantenuto la sua parola . Dopo aver portato sulla sua piccola barchetta l’intero tesoro che era appartenuto ad un famoso mago, pirata , stregone terrore dei sette mari , morto infilzato da un pesce spada. lo lascia andare libero come promesso regalandogli una sperlonga di calamaretti .

Lo saluta stringendogli la pinna.

Gli dice Addio pesce e fatti vedere quando vuoi .

Quando ti trovi verso la costa tira tre volte la mia lenza ed io capirò che sei tu .

Ti darò ciò che desideri e grazie di nuovo tante grazie .

Ti saluto pescatore e fai opere buone con tanta ricchezza.

Addio meraviglioso pesce.

Addio pescatore di sogni.

Sale lesto in superficie nuotando con il sacco tra le mani verso la luce del sole.

Giunto a riva ammira il tesoro e non può credere ai suoi occhi .

Corre a casa felice come non mai a portare la notizia a sua moglie.

Maria vieni a vedere che fortuna .

Grazie a un magico pesce ho trovato un tesoro sepolto in fondo al mare , guarda quante ricchezze. La gioia è tanta che i due si mettono a cantare a ballare come due forsennati ballerini di flamenco.

Lasciando udire il loro entusiasmo perfino giù in strada.

I vicini s’affacciano meravigliati, sono usciti pazzi ?

Ma chiè c’allucca e fa rumore a quest’ora ?

Sono i coniugi Brambilla .

Avranno qualcosa importante dà festeggià.

Madonna mia , cà dormono tutti.

Questi fanno scetà a mio marito. Se non la smettono io chiamo la polizia.

Carmela entra dentro, fatti gli affari tuoi.

Uhee non gridare adesso rientro.

Ma chisto è proprio pazzo.

Qualche giorno mi farai perdere seriamente la pazienza

Possibile ti devi sempre interessà degli affari degli altri.

Che pazienza se non fosse per me starebbe a dormire sotto i ponti.

I festeggiamenti durano così tutta la notte. Il mattino seguente quando il sole facendo capolino dietro il grande monte, tinge l’aria di rosa . Il pescatore ammira e rimira il tesoro trovato, non crede ancora ai suoi occhi.

Dal mucchio di pietre preziose tira fuori la trombetta d’oro appartenuta al terribile stregone corsaro.

La guarda la scruta e prova timore di suonarla.

Pensa che vedendola ci potrebbe quadagnà un sacco di quattrini.

La moglie vedendolo perplesso gli dice soffiagli dentro vediamo che succede?

Ora ci provo .

Come vi appoggia le labbra un suono stridulo risuonante in ogni dove si sente nell’aria ferendola. Un gran polverone appare i due tossiscono poi ad un tratto in mezzo al fumo vedo comparire una strano buffo vecchietto con una lunga, lunga barba bianca.

Assai basso con un turbante in testa.

Tu chi sei grida il pescatore?

Sei venuto forse a rubare il mio tesoro?

No, stai calmo io sono Mustafà Lo spirito della trombetta.

Mustafà!!!

Si signore

Tu mia hai chiamato ed io sono apparso per esaudire così tre tuoi desideri .

Comanda e verrai soddisfatto.

Uhhe Maria ma tu hai sentito questo è il genio della trombetta.

E si fosse un imbroglio replica la moglie , un tantino impaurito da quella apparizione.

Non sei un mariuolo ?

Peggio un agente delle tasse.? Gli dice il pescatore

No padrone io sono Mustafà lo spirito millenario della trombetta appartenuta anticamente al potente mago indiano Rubbaacà trafugata insieme al tesoro dal regno delle favole dai corsari e finito in fondo al mare causa di una tempesta scatenata dai maghi che fecero colare a picco la nave dei pirati e portare alla morte il potente stregone per mano di un pesce spada a cui lo stregone aveva ucciso la sua compagna anni addietro.

Ma tu dici ò veramente?

Puoi esaudire tre miei desideri?

Si signore comanda e vedrai .

Voglio una bella casa con piscina , garage , tanti camerieri che mi servono come un re.

Se è questo che vuoi padrone eccoti subito accontentato.

E in un battibaleno per incanto appare una reggia principesca con tanti servitori.

La moglie entusiasta del prodigio grida anch’io voglio esprimere un mio desiderio .

Se tu vuoi padrone, tua moglie sarà accontentata.

Và bene accontentala.

Io voglio una bella pelliccia , una collana tutta d’oro con diamanti e rubini .

Ma non una ma due tre, mille collane . Vestiti ricamati d’oro . Voglio che tu mi faccia diventare così bella che la gente deve rimanere stupefatta solo al vedermi.

Se è questa che vuoi padrona, ecco esaudito il tuo desiderio.

Adesso ricordate avete solo un altro desiderio .

Pensateci bene riflettete , perché io dopo di ciò ritorno ad essere un genio libero.

Maria mà tu te l’aspettavi una fortuna così grande .

Siamo ricchi . Miliardari mò teniamo tanti soldi .

Tiè tiè la sfortuna se ne iuta .

Mamma papà dove siete?

Uhee Carletto nostro vieni tra le mie braccia

Mustafà questo è Carletto nostro figlio.

Saluta bello papà .

Ciao Mustafà.

Ciao cosa vorresti tu ?

Esprimere l’ultimo desiderio piccino?

E si facciamolo dire a lui l’ultimo desiderio.

Pensa bene cosa desideri.

Concentrati Carletto, pensa bene di una bella cosa, qualcosa che hai sempre desiderato.

Veramente papà?

Si Carletto , esprimi un tuo desiderio.

E và bene ,per farvi contenti.

Io voglio …io voglio che mamma e papà diventano piccoli, piccoli ed io grande, grande

No. Carletto. questo no.

L’ultimo desiderio è stato esaudito .

Addio

Mannaggia a morte… Carletto che hai combinato.?

Mamma papà come siete piccoli.

Soffia nella trombetta . Maria ricomparisse di nuovo mustafà .

Niente non c’è nulla da fare ed ora per quanto tempo rimarremo così ?

Gli darei una gran sculacciata a questo birbantello replica la mamma visibilmente irritata.

E sempre colpa tua e mò come ne usciamo da questa situazione .

Ti darei una cosa in testa.

Come io ti porto a casa un tesoro inestimabile e tu mi vorresti pure picchiare .

Carletto lascia stare il barattolo della nutella.

Carletto non dare i calci al gatto.

Carletto attento dove metti i piedi

Carletto disgraziato Noo……..


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×