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Una storia di Milcham

Luna park

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3 minuti

Pubblicato il 12 giugno 2019 in Altro

Tags: #Emozioni #Passato #Paure #Storie #Vita

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Di tutti i posti che potevo scegliere mi sono seduta nella saletta più vuota e con i tavolini da quattro. Ero affascinata dalla ruota panoramica. Da piccola ricordo come fosse una delle mie giostre preferite. Ma era puntualmente quella su cui non mi facevano andare. Ci voleva l'adulto. La mamma o il papà o lo zio che facesse la guardia affinché non succedesse niente. Eppure io quella ruota panoramica volevo godermela da sola. In una notte bruciata dalle stelle e dalle affollate stridenti voci e musiche del luna park. La ruota panoramica...ma anche la casa degli specchi e il dragone veloce che faceva urlare tutti. A me faceva ridere. Ridevo ridevo perché la velocità era troppo bella. Ed io mi sentivo una bimba impavida e forte. Che morde la velocità e ride...ride con i capelli al vento. Anche se le mani erano ben strette al corrimano. C'è stato un tempo in cui amavo le emozioni forti. Ero una bimba tutta pepe. La capetta che organizzava interi spettacoli teatrali sulla terra scura delle campagne pugliesi. La ragazzina che si disegnava i baffi con la matita per occhi della mamma ed indossava i calzoni larghi del nonno che odoravano di terra prima di andare in scena. Una bimba trasformista che poteva diventare tutto. Quando mio fratello da piccoli diceva "voglio chiamare mamma...ho fatto un brutto sogno" dicevo "no aspetta non svegliamola. Ora ti insegno un trucco. Però devi immaginare con me...pensa al mare...te lo ricordi?...è bello...C'è la sabbia...calda...la senti? Ora immagina di prendere una paletta...inizia a scavare...mettici il brutto sogno dentro...cosi..ora lo copriamo. Non c'è più...è andato via. Visto?". Insomma, ero un piccolo prodigio che gli adulti guardavano con stupore. Creatività ed umorismo puro. Era davvero bello essere me. Poi qualcosa deve essere andato storto. Ma non me lo ricordo. Per qualche strana ragione non sono più voluta salire sulla ruota panoramica. Né sul dragone. Non ero più la leader che faceva ridere tutti con le sue marachelle e i suoi spettacoli teatrali improvvisati davanti ai parenti. Le emozioni forti cominciarono a farmi paura. Non volli più entrare nella casa degli specchi. Cominciai ad aver paura che qualcosa mi avrebbe colta impreparata...e mi avrebbe fatto male. Che le persone potevano essere maschere il cui volto avrebbe potuto mettermi paura. Le luci i suoni ed i colori del luna park cominciarono ad apparirmi inquietanti ed oscuri. Cominciai a chiudermi nell'antibagno al buio completo. In mano una piccola torcia ed un libro di fiabe. Cominciai improvvisamente a picchiare i bambini maschi. Avevo sempre paura che mi volessero catturare...che volessero farmi del male. Quando un bambino mi diceva "mi piaci" io mi preoccupavo. Una volta mi nascosi in un bagno pubblico a piangere perchè un ragazzino aveva detto che voleva che io fossi la sua fidanzata. Ero terrorizzata e volevo scomparire. Che cosa triste... Così ho messo i sentimenti e le emozioni più autentiche sulla ruota panoramica. E ho cominciato a vederle girare...senza salirci mai sopra. Cominciai lentamente a diventare l'osservatrice della mia vita ed a provare intenso smarrimento e paura davanti ai sentimenti miei ed altrui...sempre con il terrore che qualcosa di oscuro si sarebbe presto rivelato. Ed ora che in questo bar davanti a questa ruota panoramica guardo quei piccoli omini di legno girare... provo nostalgia per quelle emozioni genuine lasciate andare. Chissà se piano piano si potranno recuperare...e la ridente bimba trasformista potrà ritornare.


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