scrivi

Una storia di Zamanero

Che Dio me la mandi BONA

Maurizio e le sue storie eroticomiche

204 visualizzazioni

14 minuti

Pubblicato il 15 marzo 2021 in Erotici

0

Che Dio me la mandi buona.....anzi nel mio caso.....che Dio me la mandi BONA.

Sono due anni che non tocco la patata di una donna.

Beh....non è che vorrei toccarle solo la patata, magari anche le tette. E poi magari anche il resto e pasticciarla un po', darle qualche brivido insomma.

Ok, ok....mi arrendo....mi piacerebbe avere una donna per toccarla dappertutto. Va bene così?

Ohhhh, e facciamolo sto sforzo, no!!!

Premetto che non sono un adone, ma non sono neanche da rottamare.

A parte il naso storto e grosso, la bocca piccola e gli occhi che girano verso il basso, le orecchie a sventola, si salvano, in ordine di apparizione, i capelli, lunghi e fluenti biondo mesciato naturale, e anche tutto il resto è a posto.

Come dite....non capisco....ci deve essere un'interferenza....e va bene...siete proprio pistini....pistini e bastardi....lo ammetto.....madre natura non è stata magnanima con me. Siete belli voi.

Mi ha dato un discreto fisico con una faccia da schiaffi.

Una supercar con il motore di una motofalciatrice o, se proprio volete, un Pippo Franco dei poveri......ma almeno lui era famoso e simpatico....oddio era....è, giusto?

Mica è morto, no?

Però andando sotto sotto, ma proprio sotto, nel vero senso della parola, qualcosa di buono c'è.

Sono ben dotato.

“E CHI SE NE FREGA” direte voi.

Comunque qualche pollastrella in cerca di organi maschili, la potrei anche allettare con questi argomenti.

Sì, anche questo va bene, ma non posso andare in giro con il "ciccio" di fuori per metterlo bene in mostra. Far vedere cosa si propone è sempre una buona pubblicità, ma c'è merce e merce.

Sta di fatto che sono un pragmatico.

Non so cosa può piacere di me ad una donna perché mi dica di sì.

Di sicuro, fossi donna e bona, cercherei da un altro e non me.

Forse se fossi donna e cessa potrei farci un pensierino.

Ma con tutti i maschi infoiati sul mercato, anche un bel figo, per una botta e via, si sbatterebbe il mostro. Ed allora la concorrenza in giro è alta.


Mi fanno incazzare gli amici del Bar che frequento.......il Bar UCCIO.

È di proprietà di un mio amico e lui non si chiama Uccio, si chiama Sandro.

Il nome è venuto in mente a me quando sono entrato la prima volta dentro al locale mentre ci stavano ancora lavorando, per ristrutturalo un po'.

Dissi “Minchia è proprio piccolino.....un baruccio”. Da lì il nome composto

Carino no? OK, lasciamo perdere! Sense of humor, zero vero?

Dicevo...mi fanno incazzare perché se ne arrivano e si vantano delle conquiste fatte.

Loro trovano sempre qualche bella gnocca da zompare.

E non è che siano proprio bei tipi.

Forse un po' meglio di me ma non tanto di più.

Fra tutti si eleva il Giangi.

Ogni Lunedì arriva dicendo di essersi fottuto qualche bella figa.

E con tutti i cessi che ci sono in giro, lui sempre belle fighe....mah!

Penso che i frequentatori di Bar abbiano quasi tutti la sindrome del pescatore.

Un pesce da una spanna diventa uno squalo, tanto non puoi mai verificare.

Non c'è mai nessuno ad immortalare il momento.

Giangi, per queste cose, è pescatore di professione altro che magazziniere qual'é.

Mister Torello da monta.

Pensate che all'ultima sua preda, ha dato una “Tramvata di minchia” da paura.

È un detto Piemontese (siamo tutti di Torino) per indicare che hai castigato sessualmente una donna.

Ha detto la cazzata! Nessuno di noi ci ha creduto.

Giangi è un derivato della frase ”ahhhh, GIAN(luca), GIrete e vattene affanculo!!!!” alla Romanaccia.

Gli altri amici sono più terra terra ma anche loro qualche figa l'han castigata.

Beppe invece è l'unico che non dice mai niente ed è per questo che usciamo insieme; sempre in coppia come Cip e Ciop, Gianni e Pinotto, Starsky e Hutch, Bo e Luke.

Quindi fa esattamente quello che faccio io.....non tocca boccio (altro detto Piemontese per indicare che non riesci a rimorchiare nessuna) da un bel po'.

Qualche Sabato addietro siamo andati ad una inaugurazione di una nuova discoteca. Siamo partiti che lui era già un po' bevuto, siamo arrivati ed ha rincarato la dose con qualche intruglio alcolico di troppo.

Fatto sta che ci hanno sbattuti fuori perché aveva importunato una ragazza che, irritata, gli aveva mollato uno schiaffone. Aveva il segno delle 5 dita.

Meno male che non ha reagito malamente, però qualcuno lo ha fatto notare ai buttafuori, che l'hanno subito defenestrato, ed io l'ho seguito ovviamente.

E questo capita molto spesso ma non mi va di lasciarlo solo quando questo succede.

Questo Venerdì si va in un’altra discoteca e mi sono premunito di dire a Beppe di non fare cazzate, se no anche questa sarà off-limit per noi.

A noi si unisce anche il Giangi, così lo vedo all'opera....el Tombeur des femme.

Chissà che non possa imparare qualcosa. Sarà difficile, ma non si sa mai.


All'entrata ci accoglie una bella signorina che ci porge dei volantini delle prossime serate e Beppe, che non si smentisce mai, fa qualche apprezzamento ma non lo caga neanche di striscio.

Giriamo a vuoto per un po'.

Non è che ci sia tanta fauna femminile.

Poi adocchio una ragazza carina e sola.

Mi avvicino e sfodero tutto il mio fascino alla Rodolfo Valentino.

Inutile dire che sento già delle risate fragorose delle tribune, ma me ne fotto!

Non avete il benché minimo senso dell'umorismo.

La frase di esordio è banale, ma serve per rompere il ghiaccio.

“Certo che la serata è un mortorio, che ne dici se la movimentiamo con un po' di ballo?”

Mi guarda da capo a piedi, manca solo che mi consegni la mia radiografia fatta sul momento; a questo punto penso di ricevere un vaffa, ma risponde con un “Ma sì, perché no!”

Deve esserci qualcosa di strano nell'aria stasera....una donna ha accettato il mio invito.

Non mi monto la testa. Vado per gradi.

La musica in pista è assordante ma provo a chiederle se viene sovente in questa discoteca.

Lei non capisce ma sorride. Buon segno.

Mi avvicino al suo orecchio e le faccio la domanda di prima.

Mi risponde di sì. È venuta con una amica ed il ragazzo di lei.

Ottimo.

Non è accompagnata. Balliamo ancora un po', poi con un cenno mi fa capire che ne ha abbastanza.

L'accompagno di nuovo al tavolo e le chiedo se gradisce qualcosa da bere.....non me la devo far scappare.

Annuisce. Un Margarita. Vado al bancone ordino il drink ed un Vodka-Lemon per me.

Al ritorno la trovo con un ragazzo che le si è seduto accanto.

Faccio finta di niente e le porgo il bicchiere.

Lei dice al pirla “Il mio ragazzo” e questo si dilegua senza una parola.

Si scusa subito per avermi messo in mezzo, ma voleva togliersi il tacchinatore dalle balle.

“No problem” dico “ E visto che sono il tuo ragazzo mi presento, piacere Maurizio”

Lei ride. “ Miriam, piacere, visto che sono la tua ragazza” e ride nuovamente.

Cavolo, c'è feeling. Parliamo del più e del meno. Il discorso capita sulle moto e le dico che sono un appassionato nonché motociclista incallito. Lei avrebbe voluto una moto ma i suoi si sono sempre opposti.

Ogni tanto vedo Beppe passare davanti al tavolo, lanciando occhiate di apprezzamento. Giangi sembra invidioso, oggi tocca a lui non rimorchiare e penso che gli roda parecchio. E penso anche che gli capiti spesso, ma non essendoci testimoni riesce a farla franca.

Arrivano l'amica ed il ragazzo, ai quali mi presenta.

Il tempo passa in fretta e l'amica le dice che loro vanno via. Lei dice “ Ci vediamo all'uscita fra 5 minuti”

Poi si rivolge a me “Sono stata bene oggi con te”

“Anche io, molto. Ti va se ci rivediamo?”

“ Certo, va bene. Ti lascio il mio numero di cellulare. Domani sentiamoci in mattinata“ scrive il numero su di un foglietto, poi saluta e se ne va.

Eeeeeeeeeeehhhhhhhh vaiiiiiiiiii, è fatta!

Torno a casa contento dopo qualche altro drink bevuto di gusto.

Il giorno dopo la chiamo in tarda mattinata e le propongo un giretto in moto nel pomeriggio.

L'idea l'alletta ma non ha il casco. Io ne ho due, nessun problema.

Ci si vede alle porte di Torino. Non vuole la venga prendere sotto casa per non mettere in apprensione i genitori.


Arriva puntuale. Ci si saluta e si parte subito. Si vede che è già stata in moto.

È leggera come una piuma ed accompagna le pieghe con maestria. Guido bene fra le strette curve delle colline Torinesi. Ci fermiamo a bere qualcosa in un bar sulla strada e facciamo 4 chiacchiere.

È appena uscita da una storia abbastanza tormentata. L'uomo che stava con lei era sposato e lei l'ha saputo solo dopo molto tempo anche se aveva subodorato qualcosa.

Sta di fatto che lo mise alle strette e lui la piantò. Molto bene. Libera.

Ritorniamo verso casa e l'accompagno alla macchina. Devo battere il ferro mentre è caldo, quindi le chiedo di uscire anche la sera ma purtroppo è già impegnata; va a cena da amici.

Allora le propongo, per il giorno dopo, una gita in montagna. Accetta molto volentieri l'invito e ci si trova alle 9 nello stesso posto di oggi.

L'indomani arrivo e lei è già li che aspetta. C’è un sole splendido e l’aria è frizzante ma piacevole.

Classica di una bella Domenica di fine maggio.

Mi tolgo il casco e scuoto la chioma, come un cavaliere si toglie l'elmo per la sua amata prima di baciarla.

Sento del brusio. Ahhhh, ma allora non ve ne va bene una. Un po' di romanticismo, e che c…o.

La saluto con un bacio sulla guancia che ricambia. Le chiedo come sta, le solite cose e poi si parte.

Ci fermiamo in un posto tranquillo dove mi fermo spesso quando sono solo a pensare alle mie cose.

Ci sdraiamo sul prato e prendiamo un po’ di sole mentre parliamo di moto, vacanze ed altre cose di carattere generale.

È sdraiata vicino a me e la posso guardare bene, anche perché si è messa in canottiera.

Certo che è proprio carina, penso fra me e me.

Arriva l’ora di pranzo, ci vestiamo e la porto in una trattoria di conoscenti di mia madre, dove fanno dei piatti casalinghi veramente buoni.

Mentre mangiamo parliamo di montagna, di sciate e di feste passate scoprendo altre cose in comune.

Quando faccio qualche battuta scema lei ride di gusto e diventa ancora più bella. È simpatica da morire.


Arriva l’ora di tornare. Quando arriviamo alla sua auto, le chiedo se vuole venire da me per mangiucchiare qualcosa, anche se siamo ancora pieni dal pranzo.

Mi risponde con un bellissimo “Sì”. Sollazzo per le mie giovani orecchie.

Azzz, che vena poetica, che ne dite? Non dite niente….e va beh, però….non vi va bene mai nulla.

Arriviamo a casa mia, piccola ma ben messa, poi ieri in previsione avevo messo in ordine.

Che volpe sono! Avevo messo un vinello bianco in frigo e qualche stuzzichino lo avevo preparato io.

La faccio accomodare sul divano e vado in cucina a preparare. Arrivo mentre lei si guarda in giro curiosando fra le cose sparse per il salotto.

Mi siedo accanto, e le chiedo se le va un po’ di musica. “ Sì, dai …cosa mi fai sentire?”

Guardo fra i cd e ne prendo uno di Pat Matheny, musica soft e ambience. Non lo conosce. Sentiamo un paio di brani. Uhmmmm, non va . Vedo che non apprezza.

“Rock?”

“ Ok, molto meglio”

“AC-DC?”

“Assolutamente azzeccato, ottima scelta”

Metto su “Back in black” classicissimo.

Si scatena. Balla da seduta dimenandosi con le braccia a tempo di musica.


Ad un certo punto prendo il coraggio a due, tre o quattro mani, non ricordo bene, la fermo all’altezza delle spalle e la bacio.

Inaspettatamente lei si avvinghia a me in un bacio che diventa appassionato.

Poi si ferma e comincia a spogliarmi in modo alquanto frenetico….via la camicia, via anche i pantaloni e subito dopo le mutande.

I calzini li tolgo io perché non mi va di tenerli su mentre si fa sesso, come gli attori di quei porno tedeschi, che fan morir dal ridere. Gli mancano solo i sandali per completare l’opera.

Si avventa sul mio cazzo durissimo, come una felino con la sua preda, prendendolo con due mani Comincia a leccarlo come un gelato, poi lo ingoia per un bel tratto.

Porca paletta che foga. Mai potevo immaginare tanto eros in quel donnino minuto.

Ad un certo punto lo succhiava così forte che le mancava perfino il fiato tanto lo aveva in gola.

Sentivo succhiare e soffiare. Soffiare e ciucciare. Soffiare? Mica sono un canotto!

Però mi piaceva.

Erano secoli che non sentivo una bocca calda sul mio membro. Beh erano anche 2 anni che non facevo sesso.

Comunque ero al limite. Dovevo far qualcosa, se no venivo.

Ho detto basta…ma niente…stop…niente ancora…fineeeee….ho dovuto prenderle la testa e staccarla dal mio membro, sentendo quel classico rumore di bottiglia stappata.

Questo si che era un pompino, peccato che non poteva andare avanti se no….eruzione istantanea.

Ora la spoglio io, via la camicetta e la canottiera poi pantaloni e mutande.

Ben fatta la ragazza, tutto a posto forse solo le tette un po’ piccole.

Ma mi devo soffermare sui particolari dopo due anni di rasponi? Non penso proprio.

Ok, la stendo sul divano e le allargo le gambe così da avere la sua fighetta bella in mostra.

Carina pure lei, simmetrica, con le grandi labbra morbide ed invitanti ed un clitoride prominente ma proporzionato. Mi fiondo in mezzo alle gambe e lecco, lecco, lecco.

Sento due mani sulla nuca che spingono la testa verso la vulva pregna di umori.

Spinge talmente tanto che faccio fatica a muovere la lingua. Che stupenda sensazione. Era da tempo “immemore” che non sentivo una bella figa fra le labbra.

Beh erano anche 2 anni che non facevo sesso. Già detto?

Scusate nella foga dell'amplesso me lo sono dimenticato.


Alzando gli occhi, la vedo mentre dimena la testa ritmicamente mentre dalla bocca mordicchiata dai suoi denti, uscivano dei “Sì” uno dopo l’altro.

Bella calda l’amica. E chi l’avrebbe immaginato.

Decido che è il momento giusto per farle sentire il mio membro turgido e pulsante.

La penetro nella posizione più classica…quella del missionario.

Si vede che si mettevano sempre così questi.

Ma i missionari non erano preti?

Ma che razza di domande….vai avanti piuttosto.

Voglio farle sentire tutti i miei centimetri di minchia.

Entro senza far fatica. La sento calda e umida.

Il suo fiato sul collo mi inebria.

Ad un certo punto mi sussurra all’orecchio “ Dammi uno schiaffo mentre mi fotti”

“Cosa?”

“Hai capito bene, dammi uno schiaffo”

Va beh! Mi alzo un po’, mi appoggio ad una mano sola e le do un buffetto.

“No più forte!”

Ma che cazzo sta succedendo.

Le appioppo un altro schiaffo che a mi sembrava forte e lei mi redarguisce.

“Si dai…ancora più forte”

Nel mentre continuavo a scopare.

Ma è tutta scema? Mah, accontentiamola.

Altro schiaffo. Stavolta sono andato pesante. Le ho lasciato un segno sulla guancia.

“ Oddio ancora, fottimi e schiaffeggiami. Uno schiaffo dietro l’altro come i movimenti del tuo cazzo”

Non so cosa mi successe in quel mentre, ma le mollai una serie di schiaffi ed a ognuno di loro rispondeva “Sì, fallo ancora”

“Più forte, sei una checca”

Ah sì, detto fatto. Lo schiaffo successivo fu talmente forte che dopo il suo “Si” di rito, svenne.


Ora, facciamo un flashback e torniamo indietro con il tempo a due anni prima. Quelli dell'ultima scopata fatta.

Una amica mi aveva presentato una ragazza piuttosto bona con cui, dopo aver sputato l’anima, andai a letto. Questa nel bel mezzo dell’amplesso non si mise a piangere? “ Sai è il mio modo di godere”

Ma cazzo tutte a me devono capitare. ME LO FECE VENIRE MOLLE.


Non è possibile. A distanza di tanto tempo trovo un’altra con problemi strani.

Il fatto è che almeno quella piangeva ma era cosciente, questa è lì…esanime.

Che faccio? Chiamo il 911… ah no, quello è americano di CSI…no, il 118.

Calmo, calmo. Alzale le gambe, e cerca di rianimarla.

Ok …forse si riprende.

Apre gli occhi. Si riprende quasi del tutto e mi abbraccia dicendomi un grazie dietro l’altro.

Minchia, me la sono vista brutta.

Ma mi lascia lì come un fesso.

“Stai bene?” chiedo. Lei dice “Sì, benissimo”

Ma se un attimo fa eri senza sensi….ma vaff….cazzo che spavento!

Miriam si veste e mi dice “Mi piaci, sei un vero uomo. Non ho mai goduto come oggi”

Si….però…ma…forse dimentichi qualcosa…guarda sono nudo. Va beh ho il ciccio pendulo ma ci vuole poco a rianimarlo. Niente continua a vestirsi.

Sorridente sulla porta, mi saluta! “Ti chiamo e rifacciamo. Ciao”

Arrgggggghhhh, divento verde e mi trasformo in Hulk, bevendomi tutto di un fiato il prosecco rimasto.

Puttana di quella troia sbullonata e sbomballata, ma che cosa ho fatto nella vita per meritarmi tutto questo?

Dio se esisti, la prossima volta invece di mandarmela BONA, mandamela NORMALE.

Se no ne parlo con BABBO NATALE, forse lui me la regalerà una donna senza turbe.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×