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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

I’ll remember … Amalia Rodrigues

. . . la voce dell’incantesimo.

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Pubblicato il 15 settembre 2020 in Giornalismo

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I’ll remember . . . Amalia Rodrigues,

la voce dell’incantesimo.

Dire 'Fado' è come dire Lisbona, (nella foto) una parola magica che racchiude in sé la drammaticità di un popolo che vive al cospetto costante dell’Oceano, una terra estrema e distanziata, che sembra lontana da tutto e da tutti, benché sappiamo che non è così. Un po’ come la sua musica, indubbiamente la più autentica e misteriosa sicuramente, la più triste d’Europa, come può essererlo il ‘destino’ di chi si trova ad affrontare l'incognita costante di un viaggio sospeso tra slanci romantici e teneri abbandoni, oltre il quale esiste solo la speranza di un possibile approdo e un improbabile ritorno. Questo il sentimento che alimenta o’ fado portoghese la cui origine popolare si riassume nel canto interpretato come invocazione o forse come preghiera ma pur sempre canto che sgorga spontaneo dall’anima di chi l’anela.

Una via di Lisbona.
Una via di Lisbona.
Il tram 28.
Il tram 28.

E mentre il tram passa sferragliante per le vecchie strade di Lisbona strette e colorate, da quei mille locali che fanno il paesaggio dell’Alfama, di Murairo, del Barrio Alto si leva di notte un unico suono: il fado. È la voce passionale, forte, tumultuosa, dell’antico popolo portoghese, quello più vero e sincero, che attraverso quel grido così rauco, così dolce, così malinconico, ricorda le sue origini africane, arabe, mediterranee, il suo lungo navigare per tutti i mari del mondo, raccogliendo tutte le storie del mondo.” (*)

Copertina del libro - Novas Ediçoes Académicas
Copertina del libro - Novas Ediçoes Académicas

Si vuole che il ‘fado clasico’ sia nato secoli or sono dalla disperazione degli schiavi neri e dei marinai che verosimilmente l’hanno trasmesso influenzandosi gli uni con gli altri nella costante incertezza delle traversate oceaniche. Di fatto è evidente una certa parentela col ‘blues’ afro-americano, per l’andamento malinconico assimilabile al ‘saudade’ brasiliano (ex colonia portoghese nello Stato di Bahia). E comunque sempre riconoscibile, che si distingue da altri generi musicali che pure ha continuato ad alimentare attraverso le ‘cantate’ spontanee dei quartieri popolari di Lisbona, dapprima divenendo canto di solitudine e di pena come 'lamento' e/o 'nenia' e, successivamente, negli anni della rivalsa politica, anche canto di protesta con accenti vibranti, per alcuni versi meno dolente e rassegnata di quella esportata o re-importata, cioè di ritorno coloniale.

Amalia Rodrigues
Amalia Rodrigues

Ancor più il ‘fado’ è canto che la voce dell’anima femminile (molto più che quella maschile) trasforma in ‘messaggio d’amore’ capace di accorciare le distanze che intercorrono tra un lasciarsi e il ritrovarsi, l’aprirsi delle labbra ad un bacio e la distanza degli sguardi negli occhi, tra un commiato momentaneo e un addio per sempre. Una sensibilità che pochi interpreti della canzone hanno saputo cogliere e che hanno trasmesso nell’arco della loro carriera professionale, tale da diventare la voce stessa di tutto un popolo. Amalia Rodrigues, la cui voce si impone qui di ricordare, ha dimostrato al meglio la sua ‘ineguagliabile' capacità interpretativa, affermandosi come una delle grandi, se non la più grande, interprete dell'animo portoghese.

Dal film “Fado, historia de uma cantadeira” realizzato da Perdigão Queiroga nel 1947.
Dal film “Fado, historia de uma cantadeira” realizzato da Perdigão Queiroga nel 1947.

Nata a Lisbona nel 1920 Amalia Rodriguez ha iniziato la carriera professionale nell’inverno del 1940 esibendosi al famoso Retiro da Severa, dal nome leggendario della gitana Maria Severa che nel secolo scorso portò il ‘fado’ a risultati rimasti insuperati. Personaggio questo riproposto in parte nel film “Fado, historia de uma cantadeira” realizzato da Perdigão Queiroga nel 1947 con Amalia Rodrigues nella parte principale. In quegli anni accanto al ‘fado’ tradizionale interpretò anche canzoni meno impegnate ma di largo successo, e che, insieme a un’altra fadista Herminia Silva la resero popolare fra la gente comune e conobbe la consacrazione internazionale.

Un'altra scena del film.
Un'altra scena del film.

Le sue canzoni più famose: ‘Fado Português' , 'Lisboa Antigua’, ‘Coimbra’, 'Barco negro’, ‘Uma casa portuguesa’, ‘Lagrima’, ‘Tudo isto è fado’, ‘Cançao do mar’ insieme a numerose altre, ne hanno fatto un’interprete autentica ed esclusiva, tale da incarnare ‘la voce stessa del fado’, onde per cui pronunciare il solo nome Amalia Rodrigues, esso sale alla mente, anche per coloro che poco seguono gli eventi della musica. Si tratta per lo più di melodie cariche di nostalgia e di pena che riflettono di uno stato d’animo ereditato dalla tradizione di un popolo di eterni viaggiatori, che s’impone per lo stile fiero dell’interpretazione, per le sfumature vibranti e la dolcezza soave, quasi ‘intimistica’ della sua voce che tutte le avvolge di una ‘gratitudine’ profonda.

Amalia Rodrigues durante il concerto tenuto al Teatro Sistina di Roma nel 1982.
Amalia Rodrigues durante il concerto tenuto al Teatro Sistina di Roma nel 1982.

Ciò è reso possibile grazie anche alla mediazione di musicisti sensibili all’indole e allo spirito portoghese che hanno arricchito di colorature e di forza le sue interpretazioni. Amalia Rodrigues infatti cantava accompagnata da quattro strumenti che formavano l’intera sezione ritmica e melodica del ‘fado’ tradizionale: una chitarra portoghese (a forma di pera) con dodici corde per la melodia; una viola (o più a seconda dei casi); e due chitarre spagnole per la ritmica. Il gruppo originario era formato da Fontes Rocha, Pedros Leal, Joel Pigna, Alfredo Marceneiro, Carlos Gonsalves eccezionali compositori e arrangiatori dei suoi brani, che, insieme ad altri, si sono succeduti nel corso degli anni e che l’hanno seguita nei suoi concerti tenuti nei più grandi teatri del mondo.

Ovunque e dovunque è stato sempre un trionfo di pubblico. Molti sono anche gli interpreti famosi che hanno voluto incrociare le voci con lei. Vanno qui ricordati quello tenuto con Maria Carta e i successivi ‘recital-solo’ al Teatro Sistina di Roma organizzati da Franco Fontana per i “Lunedì del Sistina” nel 1979 e nel 1982. I concerti al Lirico di Milano, al Duse di Bologna, all’Olympia di Parigi, a Madrid con Julio Iglesias; a Rio de Janeiro con Vinicius de Moraes, a New York, e nelle numerose tournée all’estero, delle quali talvolta si sente l’eco del successo.

Amalia Rodrigues
Amalia Rodrigues

La sua voce, a un riascolto meno fugace, lascia meravigliati per la partecipazione emotiva ed evocativa del suo 'canto corale' (in una sola voce) inconfondibile dell’esistenza, di un sentimento d’amore vissuto al pari di una forma d’arte. Un’arte intransigente, incorruttibile, spinta alla ricerca di un assoluto che forse non esiste, come può esserlo l’atmosfera creata dal ‘fado’ e che fin’ora soltanto l’affascinante Amalia Rodriguez è riuscita a trasformare in ‘incantesimo’. Si rimane affascinati dalla sua voce al pari di una melodia che giunge a ricordare il suono 'mitico' del canto primordiale che pure deve aver dato forma alla bellezza dei suoni ...


Se vuoi essere il mio uomo / E avermi sempre accanto / non parlarmi d’amore / Ma raccontami del fado / Il fado è la mia condanna / Sona nata per essere perduta / Fado è tutto ciò che dico / E tutto ciò che non posso dire” – canta Amalia in ‘Tudo isto è fado’, una delle sue più amabili interpretazioni.

Veduta aerea di Lisbona.
Veduta aerea di Lisbona.

Per comprendere lo ‘spirito’ del fado ècco la traduzione di alcune sue interpretazioni storiche:


“Lisboa Antigua” (di Josè Galhardo e Raul Portela).

Lisboa velha cidade / cheia de encanto e beleza / sempre a sorrir tão formosa / e no vestir sempre airosa / o branco véu da saudade / cobre o teu rosto linda princesa./ Olahi senhores esta Lisboa d’outras eras / Dos cinco reis das esperaa / das toiradas reals / Das festas das seculares procissões / Dos populares pregões matinais / Que já não voltam mais.


Lisbona vecchia città / piena d’incanto e bellezza / sempre a sorridere così bella / e nel vestire sempre fresca / il bianco velo della nostalgia / copre il tuo viso / bella principessa. / Guardate signori questa Lisbona d’altri tempi / dei cinque re dell’attesa / e delle corride reali / delle feste, delle secolari processioni / delle popolari grida del mattino / che non tornano più.


“Solidao”, (di Brito – Trindade – Ferreira)

Solidao / de quem tremeu / à tentaçao do céu.. / E desencanto / eis o que o céu me deu / Serei bem eu. / Sob este véu, de pranto? / Sem saber se choro / algun pecado, a tremer / imploro o céu fechado. / Triste amor / o amor de alguém, / quando outro amor se tem.. / Abandonada, / e nao me abandonei! / - Por mim, ninguém / ja se detém na ‘strada..


Solitudine / di chi ha tremato / davanti alla tentazione / del cielo.. / e disincanto / ecco quello che il cielo m’ha dato! / Sarò proprio io / sotto questo velo di pianto? / Senza sapere se piango / qualche peccato tremando / supplico il cielo chiuso. / Triste amore / L’amore di qualcuno / quando si ha un altro amore.. / abbandonata / e non mi abbandonai! / Per me nessuno / più si ferma nella strada..

Copertina del disco
Copertina del disco

L’Italia ha tributato ad Amalia Rodrigues grandi onori ma sfortunatamente ha preso contatto con la cantante solo negli anni Settanta e in gran parte tutto ciò che realizzò prima di quegli anni resta a noi sconosciuta. Comunque molto di quel materiale discografico è oggi riproposto dalle moderne ‘fadiste’ ed altro, quello dei suoi film, mai trasmessi sui nostri schermi perché in lingua originale, è reperibile su youtube ed altri siti web. La sua produzione discografica è stata raccolta in CD e vinile dalla EMI Italiana, fra cui spicca “A una terra che amo” dedicato all’Italia che vede questa straordinaria interprete impegnata in alcuni ‘fado’ in italiano e brani tradizionali delle nostre regioni.

Dalla Sicilia alle Alpi: ‘Tarantella’, ‘La bella Gigogin’, ‘Vitti ‘na crozza’, ‘Dicintencille vuie’ che cantò in una versione 'live' con Roberto Murolo, ed il brano che meglio rappresenta il nostro patrimonio artistico musicale ‘Canto delle lavandaie del Vomero’ in un’interpretazione senza eguali in cui il timbro vocale della cantante non flette di tono o perde il fascino della sua personale bellezza interiore.

Degli ultimi anni che l’anno accompagnata si ha oggi il ricordo di una pubblicazione discografica “Encontro” di grande interesse artistico e di un momento che lei stessa ha definito ‘emozionante’ della sua vita, avvenuto con il sassofonista Don Byas che ha aperto una nuova prospettiva nell’interpretazione del ‘fado’.

Amalia Rodrigues con Roberto Murolo
Amalia Rodrigues con Roberto Murolo

Di più recente pubblicazione un libro di poesie e un disco di inediti che si pensavano perduti.

Copertina del libro - Casa de Letras
Copertina del libro - Casa de Letras

Note:

(*) La nota è di Roberto Campagnano, apparso in 'Fado' - Disco del Mese in Edizioni laRepubblica - 1998


Il presente articolo recupera parte di quanto già pubblicato 11 Novembre 1974 in 'Nuovo Sound'.


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