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Una storia di Marvin

Falena

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Pubblicato il 02 ottobre 2019 in Altro

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Quand'è che è cambiato il senso che avevo dato alla mia vita? Ho sempre pensato di aver tracciato la direzione verso la medicina perché mi sosteneva la vocazione, ma forse mi sbagliavo. Avevo sbagliato prospettiva. Fin da piccolo ho sempre voluto che le altre persone stessero bene, ho sempre avuto un istinto altruistico e lo avevo tradotto nella risposta alla classica domanda "cosa vuoi fare da grande?", "il dottore". Che fortuna, eh? Aver scelto fin da piccolo la strada da seguire e non aver dovuto mai pormi domande sul mio futuro, perché ero convinto di sapere già a cosa miravo, a quel momento in cui mi sarei ritrovato d'improvviso consapevole di essere arrivato all'apice del mio percorso umano e lavorativo, un po' come un'epifania, la stessa che devo aver avuto da bambino quando decisi la via da seguire. Nel corso degli studi gli ideali sono stati sinceri, dare una seconda possibilità, un'occasione per rifarsi, il dono di una vita più lunga. Eppure non ho mai ingranato nello studio, sempre distante dal centro dei miei pensieri. "Lo studio non è la mia vita" mi sono sempre ripetuto per paura di perdere parti importanti di vita lungo il percorso, esperienze che non avrei potuto ripetere e tante ne ho comunque perse. la vita per come l'avevo decisa cominciava a starmi stretta, come una maglietta vecchia in cui sei cresciuto. Mi ero convinto che aiutare gli altri allungandogli la vita non è la soluzione giusta per me, la lascio ad altri ben più votati, io voglio provare ad allargare la vita, a cominciare dalla mia. C'è un modo di vivere migliore, devo raggiungerlo e devo scoprire come condividerlo on gli altri, come dimostrare che si può fare meglio di quanto facciamo, che siamo meglio di quello che dimostriamo e se non riusciamo a dimostrarlo allora a che serve vivere così a lungo? Non sarebbe meglio avere tanta vita da raccontare che una vita che è come un binario? Io voglio una vita che sia come la chioma di un albero, arrivare alle foglie di ogni ramo e poi passare al successivo, voglio che il disegno della mia vita sia ricco, anche se dovesse essere un romanzo breve. Ho voglia di cominciare la mia vita e capire se questo nuovo senso è quello giusto, almeno voglio provarci, perché quella di adesso mi sta strettissima, me la svilo per lavarla, nel frattempo costruisco il mio bozzolo, mi rigenero per ricominciare con una nuova forma, come una falena.


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