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Una storia di BeppeGVida

L’amore bussa piano…

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3 minuti

Pubblicato il 26 giugno 2019 in Storie d’amore

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Ci siamo parlati e scritto e finalmente è arrivato il giorno che ci siamo incontrati. La giornata di inizio primavera dove il sole è freddo la sua luce è anemica, non ha fatto da cornice all’evento.

Il tempo, quando il tempo è bello e luminoso, fa apparire le cose che si guardano con una naturale predisposizione ad accreditarle. Anch’esse con le ombre con la forza della luce le mostra plastiche. Colgono l’ingenua osservazione che conferma che una giornata di bel tempo giova a tutte le cose inanimate e animate.


L’attendevo incuriosito, seppur ricordavo i suoi lineamenti perché nel periodo del folto carteggio, da colloqui, da altro e, fatto curioso, ogni poco appariva una sua foto. La seduzione in crescendo, derivava dalla voce dalle armoniose tonalità; dal bel viso fiero e dai colori grifagni: occhi neri, capelli neri, un viso che esprimeva una personalità abituata al comando responsabile. Mi sono chiesto se fosse stata una giornata luminosa e solare come sarebbe apparsa questa creatura uscita da un quadro di Annibale Caracci…


L’incontro fu facilitato da un immediata empatia che ha coronato una conversazione semplice durata l’intero giorno e anche parte della notte. Le pause del pranzo e della cena con l’intermezzo tra i due momenti di un suo ritiro discreto, efficace per prendere vigore. Anche Carlo si prese il tempo per ripensare al tumultuoso quanto positivo incontro. La spinta emotiva non si è esaurita nelle ore precedenti; il ritiro pomeridiano è andata oltre ogni premeditata fantasia…

A volte succede di fantasticare in prossimità di un evento, che ci vedrà protagonisti, e trovarsi, invece, in ruoli di impossibile previsione; alle nostre esperienze si affidano le proprie certezze, la vita con le sue incognite è avanti un passo e tu, a volte ritrovi l’ingenuità che credevi perduta e tutto appare mutare.


Si presume sarà capitato a ognuno di noi, pur intuitivo, ad essere spiazzato dall’esito non previsto e dal risultato reale diverso: più positivo, meno positivo; uno stato d’animo nell’attesa aveva fatto presagire lo sviluppo con una diversa conclusione.


Nel caso di Vale, “la Venere di Milo” per Carlo, lo aveva talmente coinvolto che per sua spontanea vena narrativa e la voglia di raccontare, voleva comunicare il suo stato di grazia. Carlo è sempre stato sin dalla scuola elementare timido, silenzioso, discreto si prendeva richiami dall’insegnante senza né protestare né rivendicare che non era stato lui il responsabile del caso contestato; si prendeva la punizione e non denunciava l’autore. Ciò ha fatto presto “scuola”; i compagni dal suo esempio hanno compreso che dire la verità sin da bambini prepara al dopo… disciplina il presente e aiuta a crescere bene. Carlo ha riunito compagni, amici confidenziali ed ha confidato di essersi innamorato di Vale.


Taluni per inclinazione diffidenti, obiettavano avanzando le proprie osservazioni; altri che non ci si può innamorare di una donna dopo qualche mese di “conoscenza letteraria” senza averla mai frequentata; una persona per quanto, compreso da tutto il corollario di notizie promanasse, pur anche l’allure che Carlo avevo esaltato è posto sugli altari era troppo poco, per tutti i critici - compagni di scuola, mai mutato lo status; amici e amiche per affinità -.

Vedremo dopo un ragionevole tempo che appartiene più alla tradizione che a questi tempi dove il divorzio pone sia l’uomo che la donna consapevoli che in casi estremi il divorzio e un istituto di civiltà.

Lasciamo il tempo a Carlo e a Vale di ponderare e costruire il loro futuro senza dover render conto se non alla loro coscienza. L’amore ha un lasciapassare che enuclea valori definiti che sono di misurarsi fino al limite; che pone convenzioni e quant’altro e una condizione che è dell’anima…che domina anche sul enucleare …


Autore del racconto Beppe G. Vida,






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