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Una storia di Mirko9595

le mie fiabe

2 fiabe

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4 minuti

Pubblicato il 15 novembre 2020 in Fiabe

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FIABA 1

C’era una volta, Nunzia una bellissima principessa che viveva in una città magnifica dove tutto è come si desidera. Il sole? Tanto sole, i giochi? Tanti… palloni, biciclette, fiori, insomma tutto ciò che si può non solo volere ma anche immaginare. Ogni giorno la nostra cara piccola NUNZIA alza lo sguardo e guarda tutte queste meraviglie dalla sua città apparentemente grigie e vuote… al di là della sua città c’è un muro altissimo e uno più piccolo che lo separano da quell’incantevole paesaggio; e allora tanti pensieri idee e progetti nella testa della principessa iniziarono a prendere forma.

Ma guardando meglio e con più attenzione ecco che gli occhi della nostra piccola NUNZIA sono attratti da qualcosa di trasparente e luminoso, si, si, proprio così è proprio un ponte di cristallo! Uaooo tutto diventa semplice, Un passaggio!! Potrà sempre andare tornare e riandare nella sua città fantastica ogni volta che vorrà! E così sole, si tanto sole e giochi, si tanti… e tutto ciò che si può non solo volere ma anche immaginare.


Fiaba 2

Era un giorno come tutti gli altri e nel bosco nevicava. Marina si sentiva un po’ triste perché era sicura che nessun bambino sarebbe passato di lì.
Marina era un fiore, ma era speciale: non aveva i soliti petali rossi, i suoi erano tutti colorati, ma soprattutto erano magici. Grazie a loro, Marina poteva sprigionare una polvere magica per attirare l’attenzione dei bambini che incontrava e, parlando con loro, avrebbe potuto rallegrarli se erano tristi. Ma se non ne incontrava nessuno, non poteva farlo, ed era per questo che la neve di quel giorno la rattristava. Ad un tratto però smise di nevicare e, come per magia, spuntò un grande e bellissimo arcobaleno. Dopo poco iniziò a vedere i primi bambini arrivare felici con le biciclette, con il pallone in mano, pronti al divertimento! Da lontano sentì un bambino piangere, ma non riusciva a capire dove fosse. Si guardò intorno e si accorse che il pianto veniva da un bimbo piccolissimo dentro un passeggino. Pensò che questa volta sarebbe stato faticoso ridonargli il sorriso: piangeva disperato! Si soffermò anche sul bambino un po’ più grande che gli era accanto e vide che anche lui era molto triste. Allora decise di sprigionare la polverina magica e cercare di capire cosa poteva renderli così tristi. In fondo era una giornata bellissima. Il bambino grande fissava, incantato, lo spettacolo di colori creato da Marina e rimase senza parole quando si sentì chiamare “Bambino sono qui, abbassa la testa.” “Ciao mi chiamo Marina e tu, credo di aver capito, Marco vero?” “S씓Vuoi giocare un po’ con me?” Il bimbo, con la faccia un po’ triste ma ora anche meravigliata, le spiegò che non poteva perché il suo fratellino piccolo stava piangendo e lui con la sua famiglia sarebbero dovuti tornare a casa. Marina prese coraggio e chiese a Marco il perché della sua tristezza. “Il mio fratellino piccolo piange sempre e la mamma deve stare sempre con lui, così non possiamo stare mai insieme”. “E che vorresti fare?” chiese Marina curiosa della risposta. “Venderlo” rispose serio Marco. Il fiore scoppiò in una grande risata e spiegò a Marco che i bambini non potevano essere venduti… “Ma ti prometto che ti aiuterò a volergli bene” disse fiduciosa Marina. Marco si mise a raccontare delle cose strane che faceva il suo fratellino: le pernacchie nella minestra quando non voleva più mangiare, oppure il bagnetto e l’acqua che finiva ovunque perché a Valentino non piaceva proprio lavarsi e poi di quella volta in cui la mamma gli stava cambiando il pannolino e lui le aveva fatto la pipì addosso. Marina si accorse subito che mentre Marco raccontava queste storie bizzarre rideva e allora gli disse “Io lo trovo divertente tutto questo, tu no?” Marco disse “Lui è un bambino simpatico mi fa ridere, ma la mamma, il papà e anche la nonna che prima giocavano sempre con me ora… ecco ora se la mamma mi sta raccontando una fiaba e Valentina inizia a piangere lei deve scappare da lui ed io rimango solo”. Marina colpita da quelle parole suggerì a Marco di chiudere gli occhi per un solo istante e di provare a pensare a come sarebbe stato se non ci fosse stato il suo fratellino. E poi di pensare a tutte le cose che potevano fare insieme quando Valentino sarebbe diventato un po’ più grande. “Potrebbe essere bello giocare insieme a lui e fare castelli di sabbia al mare. Lui mi fa divertire molto. Io gli voglio bene. Però nessuno ha più tempo per me.” Disse Marco un po’ preoccupato. Marina guardò il bimbo e gli disse: “La prossima volta che succede che Valentino piange e la mamma corre da lui ricordati di ciò che ti ho detto: voi da grandi sarete due fratelli fantastici e vi divertirete tantissimo. Poi mentre Valentino dorme tu cerca di stare con la mamma, o di giocare con papà, vedrai anche loro saranno felicissimi. La mamma e il papà hanno tempo per tutti e due bisogna solo organizzarsi, sono sicura che anche tu manchi a loro” Così il bimbo prese i suoi giochi e corse verso casa felice, in fin dei conti aveva ragione Margherita: Valerio sarebbe diventato un fantastico compagno di marachelle. Marina guardò Marco allontanarsi: era molto contenta di aver reso felice un altro bambino e non vedeva l’ora di aiutarne tanti altri!



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