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Una storia di AriaBeffardi

Questa storia è presente nel magazine Isole

Prologo

isolamento- giorno 1

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2 minuti

Pubblicato il 12 marzo 2020 in Altro

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Stavo scrivendo.

A voi non da fastidio scrivere mentre qualcuno vi guarda?

A me sì, incredibilmente

Però poi ci penso. Mi dava fastidio anche quando mi guardavano disegnare, e adesso non mi interessa. Il giudizio...ah beh. Il giudizio.

In ogni caso non ho molto di meglio da fare in queste giornate di quarantena, potrei finire uno di quei sette libri cominciati negli ultimi tre anni. Quasi quattro. Potrei prepararmi tut0te le lezioni dei corsi, con tanto di dispense, recuperi, esercizi, ben disegnati, scritti e firmati. Dare fuoco alla miccia bagnata che è la mia carriera artistica: piccoli fallimenti, piccoli successi, uno zero infinito e perpetuo che mi tiene a galla su quel livello di superficie che non permette alla depressione di peggiorare, né di andarsene.

Forse, stare a casa, ammirare da lontano la mia nave che in fiamme affonda un millimetro all'anno, su cui tutti i passeggeri soggiornano, sorridenti, fino all'inevitabile fine ed uscita dalla mia vita, non mi dispiaceva così tanto.

“Fate della vostra vita un'opera d'arte.”

Bella stronzata, e se dovesse essere arte situazionista? Appena provo a vivere, zac, e sei fuori dal movimento. Niente vita per lei, signorina, grazie. No, ha aderito al movimento, non l'ha rispettato, fine della storia, questa è la scopa che ha avuto in culo per tutto il tempo che ha occupato spazio nel mondo, ci saluti tanto l'inferno, arrivederci.

Eh, così mica posso rischiare eh. Non so nemmeno a che movimento appartengo. Pensa se devo avere una vita in piena epoca cubista, ma la vivo come una preraffaellita. Un fallimento su tutta la linea, nasco già vecchia di duecento anni, e dai, così no. Così non va.

Si fa evidente che non posso permettermi di fare cose così pericolose in questo fottuto periodo di pandemia, malattia, apocalisse, sofferenza e morte, metti che muoio subito, eh, mi perdo tutte le precedenti. Agli altri sì, a me no? Ma non diciamo idiozie. Scrivere, e senza che nessuno guardi. Limitiamo il contagio, almeno.

Ma se dovessi non essere presente, lascio qui delle mie volontà, nel caso in cui io non vi sorprenda a spiare: scriverò una storia al giorno, ce ne saranno di belle, di brutte, di scialbe e di iraconde e di forti. Non sono fatte per occhi tecnici, per lame taglienti e sezionatrici, per punteggiatura di paragrafatori e di distributori automatici di puntini. Sono senza alcuna pretesa, per volti illuminati da fiamme lontane e per i momenti di noia, per passare dieci minuti in bagno, isolati da convivenze forzate, per voci basse che leggono ad amanti che un sospiro ci sono ed un altro si fanno fiamme lontane ad illuminare volti.


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