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Una storia di Raffaele

Tease me, please me

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3 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2019 in Storie d’amore

Tags: #Humor

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Vi racconterò la storia.

E' la storia di come la prima notte di nozze cambiò per sempre la vita di due sposi.

Lui dovete immaginarlo alto, robusto, con un paio di baffoni e la bombetta in testa nei giorni festa. Uno nato da una famiglia umile che ha potuto farlo studiare e farsi un nome. Un uomo che in un paese piccolo poteva camminare a testa alta, con un pizzico di superbia, e farsi rispettare senza malizia.

Lei invece, ultima di una famiglia numerosa, la dovete vedere con una capigliatura folta, riccia e rossa. Una donna che nella semplicità della sua esistenza non le manda certo a dire. Una che può farti ammalare d’amore e privarti delle medicine.

Con queste premesse, la storia è semplice da raccontare.

Immaginate una piccola piazza di un piccolo paese in un giorno di festa. C’è il sole, il clima è mite e tutti indossano l’abito della domenica. Ricchi e poveri li puoi distinguere, ma in giorni come questi hanno lo stesso volto privo di pensieri, senza turbamenti.

L’uomo si intrattiene con alcuni conoscenti, ma l’occhio, quello indagatore, è rivolto spesso a un piccolo gruppo di donne, separate e civettuole, che si trovano poco distanti. Il gioco di sguardi tra i contendenti è quello di sempre. I sorrisi e le promesse che non devono per forza essere mantenute.

È lui ad avanzare, come da copione. Si leva il cappello, alza il mento e con un linguaggio di altri tempi si presenta alle donne, pronunciando il suo nome solo per lei. È prassi, è scontato, perché in quel luogo tutti si conoscono, ma la recita va fatta, è il primo passo di quel percorso che l’uomo e la donna condivideranno per molto tempo.

Non ho bisogno di dirvi come finisce la giornata o quelle che vennero dopo, perché ciò che sapete è che i due arrivarono al giorno del loro matrimonio felici e consapevoli delle loro scelte. Ed è qui che mi aspettate, non è vero?


Lei è a letto ansiosa per quello che sta per succedere, ma contenta del momento, felice di aver trovato un uomo tutto di un pezzo, come diceva sua madre, uno che nel suo apparente distacco emozionale non le aveva mai mancato di mostrarle amore sincero. Era nelle piccole cose che si distingueva, lontano dai giudizi della folla. Il loro era un patto privato e duraturo.

L’attesa è snervante, lui è al bagno e tarda ad uscire. Che non si sentisse bene? Con coraggio e discrezione si alza dal letto accostandosi alla porta silenziosa. Ciò che sente è inequivocabile: soffuse e brevi melodie intestinali.

Rasserenata e al contempo divertita torna a letto prima che lui arrivi.

Qualcosa deve leggerle negli occhi, perché l’uomo, un po’ imbarazzato, le augura buona notte con un bacio e si addormenta.

La notte successiva la scena si ripete e la donna, preoccupata, non sa come affrontare la situazione. Capisce l’imbarazzo, ma diciamolo, odori non ce ne sono, è aria, è vita! Così, la terza notte, con la sfrontatezza che l’aveva distinta per una vita decide di affrontarlo.

Quando lui si corica augurandole nuovamente una buona notte, sforzandosi non poco, ne sgancia una che di soffuso e breve non aveva nulla!

“Amore mio!” dice lui balzando giù dal letto impaurito, “Che modi sono questi?”.

“Amore mio!” replica lei ridendo come una bambina, “Credevi forse che bastasse essere fedele per sempre, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, di amarmi e onorarmi tutti i giorni della mia vita?”.


Mi piace immaginare lui inebetito per qualche attimo, poi sciolto in una risata liberatoria, quindi tornare a letto.

Non devo aggiungere altro, solo che vissero scoreggianti felici e contenti!


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